Il Messico è un paese straordinario, meta di moltissimi turisti per le sue spiagge e i luoghi incantevoli ma che, come spesso accade, vive una duplice realtà: Eden in cui rifugiarsi per gli stranieri, ma terra desolata da cui fuggire, per chi in quel Paese nasce e cresce.

Ed è proprio analizzando la realtà dura degli immigrati e dei rifugiati che ho conosciuto Hanna Jaff, filantropa, attivista nata a San Diego ma di origini curdo-messicane, docente e autrice di tre libri per imparare l’inglese.

È una donna determinata e indipendente, un’attivista per i diritti umani che cerca di migliorare la qualità della vita delle persone, in particolare dei rifugiati, degli immigrati e delle persone con un basso livello di istruzione e con scarso reddito.

Durante l’infanzia ha vissuto da vicino i problemi quotidiani degli immigrati, crescendo a Tijuana, proprio al confine con gli Stati Uniti. La madre era cattolica messicana, il padre curdo musulmano. Proprio per via delle origini paterne, fin da piccola ha imparato molto bene cosa significhi vedere e sentire i conflitti, cosa che le ha dato modo di schierarsi molto presto contro le ingiustizie vissute dai rifugiati in ogni parte del mondo.

Fin da bambina ho imparato a conoscere le mie radici – mi dice quando la intervisto – sono cresciuta immersa in molteplici culture, modi di pensare, lingue e religioni. Tutto ciò mi ha reso una persona di mentalità aperta e mi ha dato una visione globale della gentilezza e delle sofferenze che colpiscono le persone. Non importa quale sia la vostra cultura, noi siamo tutti uguali, il valore più importante è il rispetto reciproco“.

Da sempre Hannah non sopporta le differenze che esistono nel  mondo; quando ha visitato il Medio Oriente, ha provato rabbia di fronte alla consapevolezza di essere impotente davanti ai bisogni di quella gente, e di non poter fare di più per i rifugiati dei campi profughi.

Stare in quei campi è sempre la cosa più scioccante – spiega – È molto ingiusto vedere che solo per il fatto di essere nati in una certa parte del mondo non si hanno la pace e la tranquillità che meritiamo. Queste persone vivono da detenuti, sperando di trovare le proprie famiglie, di tornare nei loro Paesi o, forse, di emigrare da qualche altra parte. È frustrante non sapere e aspettare“.

Il tempo che Hanna ha trascorso nei campi profughi e nelle case per immigrati le ha fatto capire che la comunicazione era uno dei problemi principali che avevano. Questa è la motivazione che l’ha spinta a cominciare l’insegnamento dell’inglese, che ha portato poi alla creazione della sua fondazione, la Jaff Foundation for Education, nata nel 2013.  Ha scritto il suo primo libro per imparare l’inglese che, nel tempo, è diventato disponibile anche in spagnolo, curdo e purépecha per la comunità indigena. Oggi la fondazione conta 8.000 volontari e 19 uffici in tre sedi di diversi Paesi.

La Fondazione Jaff ha donato un totale di 60.000 libri e ha sostenuto più di 120.000 cittadini, aiutando i bambini, le donne e gli anziani. Tutto questo è stato reso possibile dalla perseveranza di Hanna, una donna potente e determinata, che ha ricevuto per il suo impegno moltissimi premi ed è stata riconosciuta tra le donne più influenti del mondo.

Oggi Hanna è considerata un’influencer, quindi le chiedo se questa sia stata una conquista spontanea o piuttosto sia stata una “necessità” diventarlo, per espandere ulteriormente il messaggio.

“In realtà guadagnare un certo seguito sui social è stato un lavoro d’insieme, raggiunto grazie ai risultati positivi della fondazione, agli eventi dell’ONU, alla campagna We Are One peace, Netflix’s Made in Mexico [il reality di cui è protagonista dal 2018, ndr.] e il documentario che sto girando attualmente. Grazie ai social network, abbiamo raggiunto un grande successo di marketing e abbiamo il vantaggio di far conoscere ulteriormente la nostra attività”

Tra i passatempi di Hanna, al di fuori della sua fondazione, ci sono ovviamente il giornalismo, leggere, organizzare incontri a casa, passare del tempo con Harry (suo marito), la famiglia e gli amici, camminare con il suo cane e tenere sempre d’occhio quello che succede nel mondo, dato che è una donna che ama viaggiare.
In questi giorni, il mondo è stato colpito dalla pandemia, quindi è inevitabile non chiederle come percepisca la situazione attuale con il COVID-19?

“Sono molto preoccupata – ammette – soprattutto per il Messico. A livello globale, alcuni governi hanno preso misure aggressive per fermare la pandemia, ma ci è voluto troppo tempo per gli altri“.

Se potesse lasciare un messaggio finale?

Non rinunciare mai ai tuoi obiettivi, ama te stesso, continua a lottare e fa sempre del tuo meglio.

Sfogliate la gallery per conoscere meglio Hanna:

Hanna Jaff: "Se cambi la vita di almeno una persona, hai avuto una vita di successo"
Fonte: Jaff Foundation
Foto 1 di 6
Ingrandisci

Questo il testo dell’intervista in spagnolo

Hanna Jaff: “El éxito es saber cuántas personas tienen una vida mejor porque tú existes, si logras cambiar la vida de al menos una persona, entonces tuviste una vida exitosa”.

México es reconocido gracias a sus exhuberantes playas, gastronomia y cultura, pero lo hace aún mas especial, la calidez de las personas que aquí viven; así como México recibe miles de visitantes, tambien muchos de sus ciudadanos deben migrar a otros países por multiples
situaciones y es aquí donde entramos a otra realidad.

– La realidad que viven los inmigrantes y refugiados –

Es así como llego a Hanna Jaff, filántropa, conferencista y autora de 3 libros para aprendizaje de ingles, es una mujer perseverante e independiente, activista de los derechos humanos quien busca mejorar la calidad de vida de las personas, especialmente refugiados, inmigrantes y personas de escasos recursos.

Desde niña vivió de cerca los problemas diarios de los inmigrantes, creció en Tijuana frontera con Estados Unidos; su madre Mexicana católica y su padre Kurdo musulmán, gracias al origen de su padre, tuvo la oportunidad de ver y sentir las guerras e injusticias que viven los refugiados en diferentes partes del mundo.

Desde niña fuí aprendiendo de mis raíces, crecí con múltiples culturas, formas de ser, idiomas y religiones, eso me hizo una persona muy abierta, me dio una visión global de las bondades y penurias que impactan a la gente. No importa que cultura tienes, todos somos uno, lo más importante es el respeto mutuo

Una de las mayores molestias que relata Hanna es notar la división que se vive en el mundo.
Cuando ella visitaba el medio oriente, la enojaba no poder hacer más por las necesidades de la gente en los campos de refugiados.
Al conocer esa experiencia vivida por ella, genera mayor interés, por lo que es necesario preguntarle

¿Cómo es la situación de la personas refugiadas en el medio oriente?

Estar en los campos de refugiados, siempre es lo más impactante. Es muy injusto ver que por el hecho nacer en otro lado del mundo, no tienen la paz y tranquilidad que nosotros tenemos. Ellos tienen el tiempo pausado, esperan encontrar a sus familias, regresar a su país o quizás migrar a otro lado. Es frustrante no saber y solo esperar”.

El tiempo que Hanna pasó en campamentos de refugiados y hogares de inmigrantes le hizo darse cuenta que la comunicación era uno de los principales problemas que tenían, siendo esta su motivación principal para comenzar a enseñar inglés, lo que dió paso a la creación de su
Fundación.
En el 2013 Hanna creó la Fundacion Jaff por la educación. Escribió su primer libro de auto aprendizaje y con el tiempo gracias a la ayuda de otros ahora está disponible en español, kurdo y purépecha para la comunidad indígena. Hoy día la fundación tiene 8000 voluntarios y 19 sedes en tres países.
La fundación Jaff ha donado un total de 60,000 libros y apoyado a más de 120mil ciudadanos, brindando ayuda a niños, mujeres y adultos mayores, todo gracias a la perseverancia de su fundadora, una mujer empoderada y decidida, lo que la ha llevado a obtener multiples distinciones y ser reconocida como una mujer influenciadora en diferentes países del mundo, entre los cuales están el Reino Unido donde reside actualmente, Mexico y otros del medio oriente.

En la actualidad, las redes sociales tienen un gran auge en nuestra sociedad, el ser considerada influencer, ¿Fué un logro expontáneo o decidió esforzarse para serlo?

Todo ha sido un conjunto de trabajo y esfuerzos para haber logrado seguidores en las redes sociales, gracias a los resultados positivos de la fundación,  eventos de la ONU, la campaña de paz We Are One, la serie Made in México de Netflix y el documental que actualmente estoy grabando sobre las Fronteras.  Gracias a las redes sociales, logramos un gran marketing y tenemos la ventaja de informar todas nuestras actividades”.

Dentro de las actividades que Hanna realiza en su tiempo fuera de la fundación, están escribir en su diario, leer, organizar reuniones en casa, dedicarle tiempo a Harry (su esposo), familia y amigos, caminar con su perro y estar siempre pendiente de lo que sucede en el mundo, ya que es una mujer que ama viajar.

Por estos dias, al igual que muchos otros países han sido afectados por la pandemia, por lo que es inevitable no preguntar, ¿Cómo percibe la situación actual con el COVID-19? 

Estoy muy preocupada y aún mas por México. Mundialmente los gobiernos tomaron medidas agresivas para frenar la pandemia, pero a otros les ha tomado tiempo”.

Como mensaje final Hanna nos comparte este mensaje:

Nunca renuncies a tus metas, ámate a ti mismo, sigue siempre luchando y haz tu mejor esfuerzo.

  • Travelling with...