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Galleria: Yusra Mardini: essere una sopravvissuta e un’eroina a 20 anni

Yusra Mardini: essere una sopravvissuta e un’eroina a 20 anni

Yusra Mardini: essere una sopravvissuta e un'eroina a 20 anni
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Questo contenuto fa parte della rubrica “Storie di Donne”

Olimpiadi di Rio 2016, 6 agosto: cinque giovani donne salgono sui blocchi di partenza per le qualificazioni dei 100 metri farfalla. La nazionalità di quattro di queste nuotatrici è subito intuibile da una bandiera, mentre la quinta atleta è rappresentata solo dal vessillo del ROT, la squadra dei rifugiati. Al segnale, tutte si tuffano, ma è solo una di loro a qualificarsi ed è proprio la ragazza senza vessillo, vestita solo dei cerchi olimpici. Si chiama Yusra Mardini e ha una storia bellissima alle spalle, che lei stessa ha raccontato nel suo libro autobiografico Butterfly.

Una vicenda a lieto fine, iniziata però su un gommone in preda alle onde del Mar Egeo, su cui lei altri venti profughi cercavano una via di fuga dall’orrore della Siria. Ed è stato proprio grazie al suo coraggio se lei e gli altri si sono salvati dal naufragio. Da quel giorno è diventata simbolo di speranza per tutti i migranti e ambasciatrice delle Nazioni Unite. “Voglio che tutti i rifugiati siano orgogliosi di me e che si sappia che dopo ogni lungo e complicato viaggio, si possono raggiungere risultati importanti”, ha detto Yusra Mardini ai microfoni dei giornalisti, dopo la sua storica qualificazione.

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