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Galleria: Rosa Bonheur e tutte le donne che lottarono per indossare i pantaloni

Rosa Bonheur e tutte le donne che lottarono per indossare i pantaloni

Rosa Bonheur e tutte le donne che lottarono per indossare i pantaloni
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Un atto oggi apparentemente banale, come indossare i pantaloni, rappresenta una delle grandi conquiste delle donne. In molte scelsero di opporsi allo stato o alle tradizioni per avere la libertà di indossare un capo che per secoli è stato indossato solo dall’uomo. La pittrice Rosa Bonheur, la ciclista Amelia Bloomer, Coco Chanel e oltre altre donne celebri hanno dato il loro contributo affinché tutte potessimo indossarli, come raccontato in un libro dalla storica Christine Bard.

“La donna mi piace donna e i pantaloni fanno torto alla femminilità”, disse la scrittrice rosa Liala. Fortunatamente le donne non hanno più bisogno di indossare la gonna per sentirsi tali e non sono nemmeno costrette a vivere in una perenne ostentazione della femminilità. Questa è la vera conquista.

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Ma come hanno fatto i pantaloni a diventare un simbolo del potere maschile? Fatta eccezione per la Persia, dove per secoli le donne hanno indossato dei calzoni larghi, sono stati indossati fin dagli albori dell’umanità, per la precisione nel Paleolitico superiore. Persino Ötzi, la mummia scoperta negli Anni Novanta in Alto Adige, ha permesso di osservare come già uomini del 3000 a.C. indossassero una sorta di leggings in pelle attaccati con una corda alla cintura di un pareo.

I pantaloni, però, per secoli sono stati legati soprattutto alla domesticazione del cavallo. Introdotti in Europa occidentale a più riprese nel corso della storia, specialmente dagli ungheresi e i turchi dell’Impero ottomano, sono diventati comuni soltanto a partire dal XVI secolo. Anche i marinai contribuirono alla diffusione, oltre ad essere i primi a portare i jeans.

Indossare i pantaloni divenne un segno di protesta durante la Rivoluzione Francese: venivano indossati dai sanculotti, che difendevano il popolo, in opposizione a coloro che portavano le culotte, che erano aristocratiche e borghesi. A partire dal 1830 i pantaloni furono veramente accettati e portati come capo d’abbigliamento da città. Ma non per la donna…