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Galleria: “Mi aspettavo gli insulti e i ‘sei grassa, fai schifo’, ma hanno fatto di peggio”

"Mi aspettavo gli insulti e i 'sei grassa, fai schifo', ma hanno fatto di peggio"

La blogger plus size Anna O'Brien ha raccontato cosa è successo quando ha posato in costume a Times Square. "Mi aspettavo gli insulti per il mio peso, non di ricevere commenti a carattere sessuale. Mi sono sentita umiliata", ha detto.

Fin troppo spesso raccontiamo di tristi episodi di bodyshaming, di persone derise per difetti fisici o perché troppo qualcosa, soprattutto “troppo grasse”, da quella parte di società che vorrebbe tutti con fisici da modelli. Ma quello che è successo alla blogger plus size Anna O’Brien va persino oltre il limite della decenza, e ben al di là dell’odiosa derisione basata proprio sull’aspetto estetico.

Anna è obesa. Il suo blog non intende celebrare quella che è, a tutti gli effetti, una patologia, ma dare “una visione divertente della moda plus size, fitness plus size, viaggi plus size e vita plus size”. Detto questo, la trentatreenne di Cleveland è stata contattata dalla televisione tedesca RTL dopo che un servizio fotografico a Las Vegas aveva reso virale il suo blog e la sua pagina Instagram, Glitter and Lazers: così le è stato chiesto di posare per uno shooting e di scegliere un posto come set, e lei ha scelto Times Square, uno dei luoghi simbolo di New York.

Avrei potuto scegliere un parco, un albergo, una piscina, letteralmente qualsiasi altra parte della città – ha spiegato a Cosmopolitan, dove ha raccontato lo spiacevole episodio di cui è stata, suo malgrado, protagonista – Ho scelto questo. Prima, avevo posato in alberghi o su passerelle sulla spiaggia, ma non avevo mai scattato foto in un posto in cui avessi tanta attenzione su di me.

Così, Anna si è tolta i vestiti posando in bikini al centro della piazza: “Ero preparata a essere indicata, ai giudizi sul mio aspetto e a essere chiamata ‘grassa’“, ha detto. Peccato, però, che il tipo di commenti sia andato ben oltre.

Molti uomini hanno cominciato a dirmi ‘Voglio succhiare le tue dita’, ‘Ehi piccola, fammi imburrare dei biscotti per te’, e ancora ‘Twerka per la telecamera baby, mostragli come si muove quel culo’, oppure ‘Voglio che tu sappia che gli uomini ti vogliono. Le donne grasse non sanno quanto sono scopabili. Mettiti in mostra per i tuoi fan, piccola”.

Le lacrime hanno iniziato a scendere. Non mi aspettavo di essere sessualizzata.

L’intento di Anna, ovviamente, era lanciare un messaggio proprio contro il bodyshaming: “ Volevo fare una dichiarazione e volevo essere vista: sono più del mio corpo e merito il rispetto e la decenza umana“. Ma ciò che si è sentita urlare dalla folla l’ha letteralmente scioccata. “Poco più in là, nello spazio affollato e pieno di turisti, c’erano due donne magre, con il seno abbondante e con solo del bodypainting addosso. Le guardavo con invidia. Nessuno ha urlato loro contro mentre lavoravano facendo le foto con i turisti. Erano solo un’altra parte di New York”.

Anna racconta ancora di essersi sentiti frustrata da quei commenti osceni, e di aver sentito presto le lacrime trasformarsi in rabbia, mentre chiedeva agli uomini che ancora la importunavano di lasciarla in pace.

Ciò che vale, per una donna plus size, o per qualsiasi altra donna, non sta nell’idea che qualcuno voglia fare sesso con loro. Tu non esisti per piacere a qualcun altro … Tu esisti per cambiare il mondo.

Nonostante qualcuno dei presenti abbia continuato a filmare Anna da dietro, alla fine la blogger ha trovato la motivazione giusta per portare a termine il servizio fotografico.

In quasi tutte le immagini, si possono vedere persone lì in piedi, che tengono il cellulare con la fotocamera all’altezza perfetta per catturare il mio didietro. Ero senza volto per loro. Ero solo un corpo che volevano sfruttare e usare. I miei sentimenti non avevano importanza. Mi sono sentita umiliata e mi sono chiesta perché stavo sopportando tutto questo. Ho preso in considerazione l’idea di abbandonare e stavo per terminare le riprese in anticipo – erano passati solo 15 minuti – ma proprio quando stavo per arrendermi, il mio sguardo si è posato su una ragazzina in canottiera rossa e una tuta di jeans che mi osservava e che mi ha sussurrato ‘Sei carina’.

In quel momento mi sono resa conto che ne era valsa la pena. Qualcuno mi aveva vista davvero.

“Mi aspettavo gli insulti e i ‘sei grassa, fai schifo’, ma hanno fatto di peggio”

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