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Galleria: 21 donne che si sono messe in costume alla faccia di chi dirà “che schifo”

21 donne che si sono messe in costume alla faccia di chi dirà "che schifo"

22 donne sfidano i pregiudizi, le critiche e la malignità e indossano fiere il loro bikini. Alla faccia del bodyshaming e di chi dirà "Che orrore".

21 donne che si sono messe in costume alla faccia di chi dirà “che schifo”

21 donne che si sono messe in costume alla faccia di chi dirà "che schifo"
Foto 1 di 22
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Il bodyshaming è una di quelle pessime abitudini davvero dure a morire; anzi, come se non bastasse, il propagarsi dilagante dei social media ha acuito ancor di più quello che è a tutti gli effetti un grosso problema, e non un semplice modo per divertirsi. Perché troppo spesso chi osa battutine sull’aspetto fisico di qualcun altro non ricorda – o non vuole ricordare – che, dietro le risate sue e di chi si diverte nel deridere altre persone, ci sono le lacrime e le sofferenze dei bersagli di tanta cattiveria gratuita.

Non tutti, infatti, sono sufficientemente forti da fregarsene dei giudizi al vetriolo e delle risatine sardoniche di chi evidentemente trova “sconveniente”, poco attraente o di cattivo gusto che una persona con presunti difetti fisici, o con un certo tipo di fisicità, o persino di una certa età, abbia la libertà di vestirsi o di mostrare il proprio corpo esattamente come tutti gli altri. Quasi che la visione di una persona obesa in costume da bagno, di una signora anziana tatuata, o di una donna che mostra le smagliature fosse disturbante.

C’è chi soffre, e molto, per la non accettazione della società, amplificata a dismisura da quei modelli estetici tanto perfetti quanto irreali, anche se qualcuno, di frequente, sembra dimenticarsene e prenderli come veritieri al 100%. Perché una persona con dei chili di troppo non vorrebbe essere appellata solo come “grassa”, “cicciona” o con tutta quella sequela di aggettivi davvero poco edificanti con cui l’ignorante malignità di molti le qualifica; quasi che, oltre i chili in più, non esistesse nessuna altra caratteristica per cui valga la pena notarla. Vorrebbe solo essere accettata, e molte volte, per queste persone, “accettate” significa solo essere ignorate. Essere lasciate in pace, libere di vestirsi – o svestirsi – a piacimento, esattamente come è concesso a ogni altra.

Idem dicasi per chi porta sul proprio corpo i segni tangibili di un parto, di un cambiamento fisico, quelli di una malattia e persino semplicemente la cellulite. Queste persone spesso si vergognano della propria fisicità esclusivamente perché pensano di essere sbagliate per gli stereotipi della società. Ecco perché il messaggio di queste 21 donne che si mostrano in costume da bagno, a dispetto dei cosiddetti “difetti”, raccolte in una carrellata da Bored Panda, è tanto importante.

Sia chiaro, non è un inno all’obesità che, in quanto patologica, è certamente da condannare al pari di ogni altro disturbo alimentare; banale, eppure mai scontato, ripetere che ogni estremo è grave e porta con sé conseguenze ancora peggiori, che la salute fisica passa necessariamente da un equilibrio di cui l’eccessiva magrezza o l’obesità rappresentano i poli opposti da cui stare alla larga, e che un corpo obeso non è “brutto”, ma solo poco sano, esattamente come lo è un corpo anoressico.

L’obiettivo di queste foto, raccolte in gallery, è un altro, ed è semplicemente quello di ricordare alle persone di imparare ad amarsi, anche se qualcuno sembra costantemente voler dire loro il contrario; che un rotolino che spunta dal jeans, la vitiligine o le smagliature non sono motivi sufficienti per ritenersi inadeguati, o sbagliati. Che si può sempre fare qualcosa per migliorare, soprattutto quando a essere in gioco è proprio la salute, ma che deve essere qualcosa che parte da noi, non imposto dall’esterno perché “non andiamo bene” alla società.

Nessuno può dirci che siamo sbagliate; nessuno deve dircelo. E, se proprio non dobbiamo piacere a qualcuno, quel qualcuno possiamo essere solo noi, le uniche che hanno il diritto di dirsi “Coraggio, metticela tutta per migliorare!”. Ma per stare bene con noi stesse, non con il resto del mondo.

Alla faccia del bodyshaming.