Aiko: le opposizioni alla successione e il bullismo - Roba da Donne

Questa giovane donna si chiama Aiko. La vediamo sorridente nelle foto ufficiali accanto alla madre e al padre, che, non a caso, le hanno dato questo nome, che significa «figlia dell’amore». I genitori l’hanno attesa tanto e quest’appellativo dolcissimo è solo un suggello al loro sogno. Ma non tutti sono d’accordo.

Aiko non è infatti una ragazza come le altre in Giappone: è la figlia dell’imperatore Naruhito e dell’imperatrice Masako, sua moglie. È la loro unica figlia, ma non salirà al trono.

In Giappone infatti la discendenza imperiale avviene per via patrilineare, come spiega Elle. Accade lo stesso anche in molte altre monarchie, ma nelle altre monarchie, laddove non c’è un discendente maschio, una discendente femmina sale comunque al trono. Come per la monarchia britannica: a titolo esemplificativo, il Re Giorgio VI ebbe solo due figlie femmine, Elisabetta e Margaret, e la primogenita la conosciamo oggi come la Regina Elisabetta. (Quest’ultima, tra l’altro ha cambiato le regole nella linea di successione: il genere, da qualche anno a questa parte, non influenzerà più il posto nella linea, ma solo la data di nascita potrà farlo).

Con l’Impero del Sol Levante è un altro paio di maniche. Dopo Naruhito, il prossimo imperatore sarà probabilmente Hisahito, figlio di Hakishino, il fratello minore dell’attuale imperatore. Hisaito è nato nel 2006 e, prima della sua nascita e per un po’ anche dopo, si è aperta in Giappone una discussione interessante: perché non permettere ad Aiko di diventare imperatrice?

La possibilità di presentare – ha detto Barthélémy Courmont al Madame Figaro – una proposta di revisione del diritto ereditario era già stata sollevata nel 2001, durante la tanto attesa nascita della principessa Aiko, soprannominata «la cara principessa». All’epoca, Akishino aveva solo due figlie. Non c’erano quindi eredi papabili, quindi c’era la possibilità che venisse proclamata la principessa Aiko. Dibattiti ed entusiasmi si sono rapidamente raffreddati nel 2006, con l’arrivo inaspettato del principe Hisahito.

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Nel Paese di Aiko, la classe politica è in gran parte costituita da uomini. Tuttavia il primo ministro Shinzo Abe, pur essendo un conservatore e un tradizionalista, si è dimostrato possibilista sulla questione. Il Corriere della Sera riporta il sondaggio Asahi Shimbun – che però risale al 2006 – secondo cui la giovane Aiko potrebbe essere una soluzione alla discendenza imperiale per l’86% dei giapponesi. Tra gli oppositori della ragazza c’è il principe Tomohito, che descrisse Aiko come una donna scimmia, spiegando che renderla imperatrice sarebbe uno sbaglio dalle conseguenze devastanti.

Solo la discendenza maschile – ha scritto Tomohito, che è cugino dell’imperatore, in un articolo del 2006, come riporta il Corriere della Sera – può conservare la genuinità d’una dinastia che ha 2.665 anni, il modello originale dei giapponese.

In tutto questo, Aiko ha dovuto affrontare – oltre a questo dibattito mai sopito – dei problemi abbastanza comuni, come il bullismo a scuola. Come riporta il Corriere, a 8 anni, la principessa è stata vittima di un comportamento violento nei suoi confronti da parte dei compagni di scuola. Così, per un periodo della sua vita, la giovane non è andata a scuola: sofferente di depressione e spaventata, la famiglia ha dovuto optare per soluzioni alternative alla sua istruzione.

Per conoscere nel dettaglio questa e le altre vicende che riguardano la principessa Aiko, sfogliamo insieme la gallery.

Aiko, la principessa triste che potrebbe splendere nonostante chi non la vuole
Fonte: Instagram @ princess_aiko_fan_action
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