Mentre continua l’intenso braccio di ferro tra il Ministro dell’Interno Matteo Salvini e l’Unione Europea sulla gestione dell’emergenza migranti, e anche all’interno dello stesso Governo le differenze di vedute cominciano a diventare manifeste, 150 persone aspettano ancora di conoscere il proprio destino sulla nave Diciotti, il pattugliatore italiano della Guardia Costiera fermo nel porto di Catania dal 20 agosto.

Dei 177 migranti inizialmente recuperati dalla nave militare, infatti, 27 sono quelli che Salvini ha accettato di far sbarcare finora, e si tratta dei minori;  per loro è stato disposto il trasferimento in due centri di accoglienza messi a disposizione dai Servizi sociali del Comune di Catania, mentre gli altri, ancora bloccati a bordo della Diciotti, come detto sono al centro di un serrato scontro istituzionale che coinvolge i rapporti diplomatici dell’Italia con i paesi della UE.

Molto significative, per fornire un quadro delle condizioni in cui i ragazzi versavano al momento dello sbarco, avvenuto il 22 agosto, dopo tre giorni passati fermi nel porto catanese (a cui si aggiungono gli altri trascorsi a bordo del gommone su cui sono stati recuperati), sono le parole scritte da un’operatrice di Terre des Hommes in una nota, pubblicata sul sito ufficiale della ONG.

Ho trascorso nei centri di accoglienza per minori stranieri un po’ meno di 1000 giorni della mia vita negli ultimi quattro anni – scrive la donna – Amo il mio lavoro e sono felice perché mi permette di avviare uno scambio, di entrare in relazione, di creare uno spazio di cura, di scoprire cose di sé e dell’altro.

Ieri però non sono stata così felice di presenziare a questo sbarco autorizzato su Facebook alle ore 18 circa. Vedendo quel video ho allertato i colleghi e mi sono messa la t-shirt bianca d’ordinanza, quella di Terre des Hommes, ancor prima di essere allertata.

Abbiamo accolto 27 scheletrini, il più magro sarà stato un po’ più basso di me e sarà pesato una trentina di chili, la gamba con lo stesso diametro del mio polso. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno era tutto e solo orecchie. Abbiamo accolto 27 scheletrini, uno non riusciva a camminare perché era pieno di dolori. Abbiamo accolto 27 scheletrini, tre avevano delle bende lerce al polso, al piede e al braccio sparato. Abbiamo accolto 27 scheletrini, comprese due splendide fanciulle.

Mentre li guardavo, seduti a terra e delimitati da transenne, mi sentivo la ricca e bianca signora europea che si reca la domenica pomeriggio allo zoo umano, così, per vedere l’effetto che fa.

Il mio è un lavoro fatto di parole, come gli essere umani. Ieri sera eravamo in grosse difficoltà con la lingua, i fanciulli erano tutti eritrei tranne una ragazzina somala. Il mediatore non era potuto essere presente. A volte non restava che guardarci, domandarci con gli occhi ‘Ma quindi come va, come ti senti?’. ‘Ma tu chi sei? Perché mi guardi? Che vorresti dirmi?’.

E mentre ci scambiavamo questi sguardi io pensavo, a dispetto della incredibile magrezza, della scabbia, delle orecchie a sventola, dei capelli arruffati di salsedine, delle bende lerce, del braccio sparato… Pensavo che erano proprio belli. Mi ripetevo questo, ‘Che belli che siete’, e posso solo immaginare la mia faccia inebetita di fronte a tanta resilienza e, soprattutto, al permanere della capacità di fidarsi dell’altro. E in quei frangenti mi sono chiesta perché così tante persone siano arrabbiate e di cosa abbiano paura. Di due occhi che ti sorridono? Di due orecchie a sventola enormi? Di quattro ricci arruffati? Forse, del fatto che loro hanno perso la capacità di fidarsi dell’altro, forse perché non ce l’hanno mai avuta?

Sono stati trasferiti tutti nel corso della nottata e mentre ero per strada e me ne tornavo a casa, orecchie a sventola mi ha riconosciuta dal pulmino su cui si trovava e mi ha salutato. L’ho salutato pure io.

Penso che i sorrisi degli occhi, i saluti, il riconoscersi, valgano come un’altra bella storia. Come pure il non avere paura. Quella è la storia più bella, è la storia delle possibilità.Dei momenti in cui ciò che sarà non c’è ancora, se non nella tua testa, e sei pronto a lasciarti perturbare. Del tempo in cui tutto può ancora accadere se gli dai il giusto spazio. Dei giorni in cui non ti fai prendere dalla paura e rimani aperto a ciò che arriva. Di piccoli attimi di felicità.

Sul caso della nave Diciotti sono state aperte tre inchieste da parte della magistratura: una a Catania, una a Palermo e una ad Agrigento: proprio il procuratore agrigentino, Luigi Patronaggio, ha definito “illecito” il trattenimento dei migranti dopo essere salito a bordo della Diciotti per un’ispezione. e ha chiaramente detto che la procura valuterà l’ipotesi di configurazione del reato di sequestro di persona.

“Minaccia” a cui Salvini ha risposto attraverso una diretta Facebook.

Se qualche procuratore mi vuole indagare e interrogare, io sono pronto a spiegare le mie ragioni – ha fatto sapere il vice premier a Rtl 102.5 – Perché aprire un’inchiesta contro ignoti? Io mi autodenuncio, sono qua, sono ministro dell’Interno e ritengo mio dovere difendere la sicurezza e i confini del nostro paese.

Come detto, però, all’interno della maggioranza non tutti sembrano appoggiare la linea dura di Salvini, tanto che anche il Presidente della Camera, Roberto Fico, si è dichiarato in disaccordo totale con la scelta del Ministro, considerando necessario far sbarcare tutti i migranti a bordo della Diciotti. Più in linea con la posizione di Salvini è il premier Conte che, come il primo, chiede a gran voce un intervento europeo per risolvere la questione in maniera positiva.

Ancora una volta l’Italia sta mostrando il suo volto umanitario – si legge nel post Facebook del Primo Ministro – ma il prezzo non può essere rimanere abbandonata a se stessa. […] Adesso attendiamo una risposta forte e chiara da parte delle Istituzioni europee e una risposta adeguata dagli altri Paesi europei. A queste risposte dovranno però seguire i fatti: la gara di solidarietà che si era sviluppata a seguito del precedente sbarco di Pozzallo ha avuto un seguito ‘modestissimo’. Solo la Francia ha onorato l’impegno, accogliendo 47 migranti. Rimaniamo ancora in attesa che la Germania, il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda e Malta diano seguito agli impegni assunti.

Il destino dei migranti a bordo della Diciotti, ha assicurato Salvini, sarà il rimpatrio in Libia, a meno che l’Europa non decida di dare una mano, e ogni paese non decida di accogliere una quota dei migranti attualmente ospitati dalla nave italiana.

In gallery abbiamo ripercorso tutta la vicenda della nave Diciotti, dal ritrovamento dei migranti fino ai più recenti sviluppi.

“Abbiamo accolto 27 scheletrini”
il fatto quotidiano
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