Le 20 peggiori pandemie nella Storia e cosa ci hanno insegnato - Roba da Donne

Le 20 peggiori pandemie nella Storia e cosa ci hanno insegnato

Peste, febbre gialla, ebola: molte sono state le pandemie che hanno flagellato l'umanità prima del Coronavirus. E tanti anche gli insegnamenti che ci hanno lasciato.

Con 1.848.439 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia e 117.217 morti (dati del Ministero della Salute forniti da OMS: Health Emergency Dashboard, aggiornati al 15 aprile) la pandemia di Coronavirus è una delle più letali che l’umanità abbia mai affrontato.

E l’eccezionalità della situazione, rispetto ad altre epidemie che si sono verificate negli scorsi anni, si capisce anche dalle strettissime misure di contenimento cui tutti i Paesi, in Europa e oltreoceano, si sono adeguati, con il lockdown totale o quasi delle attività economiche e la quarantena forzata per arginare un’ulteriore diffusione del virus.

Ovviamente non è la prima pandemia che il genere umano si trova ad affrontare, nella sua storia millenaria; in passato ci sono state malattie con un tasso di mortalità elevatissimo, complici ovviamente anche i livelli arretrati di scienza e medicina, una su tutte la peste, descritta anche dal Manzoni ne I promessi sposi e causa di morte tra le più comuni, nelle generazioni passate.

Di pari passo ai miglioramenti negli studi, che hanno permesso nel corso dei decenni di arrivare, se non proprio a vaccini, quantomeno a strumenti in grado di contenere la diffusione del virus, nel tempo sono state adottate anche altre misure per evitare i contagi, in primis proprio la quarantena, pratica iniziata nel corso del XIV secolo, nel tentativo di proteggere le città costiere dalle epidemie di peste. Il nome deriva dall’abitudine, da parte delle autorità portuali di Venezia, di imporre alle navi che arrivavano in porto l’attracco per 40 giorni, prima di far scendere l’equipaggio.

Se il progresso è stato certamente molto importante per ridurre, o in alcuni casi eliminare del tutto, alcune malattie, d’altro canto è vero che una maggiore urbanizzazione, con una densità più alta di popolazione in alcuni quartieri, una pressione maggiore sull’ambiente e un raddoppiamento del traffico, anche aereo, hanno avuto senza dubbio un profondo impatto sulla diffusione delle malattie infettive.

Tutte le pandemia che l’umanità ha attraversato nel corso della sua storia, compresa quella dovuta al Coronavirus, ci hanno insegnato qualcosa? La risposta è sì: questi sono i principali insegnamenti che avremmo dovuto trarre dalle epidemie peggiori che noi e i nostri avi abbiamo affrontato.

1. I nomi contano

Contrariamente alla credenza popolare, l’epidemia di influenza del 1918 – comunemente indicata come influenza spagnola – non ebbe origine in Spagna, ma probabilmente iniziò in una base militare a Fort Riley, Kansas. È stata chiamata così solo perché la Spagna ne ha pubblicato i primi resoconti, ha affermato la professoressa Susan Kent. Chiamarla influenza spagnola ha contribuito a far pensare agli americani che il virus fosse lontano geograficamente da loro, proprio come accaduto con il Coronavirus, inizialmente chiamato “influenza di Wuhan” o “influenza cinese”.

2. L’importanza dell’isolamento

Nel 1918, come nel 2020, i viaggi hanno contribuito a diffondere rapidamente il virus, con i soldati statunitensi che viaggiavano sulla costa orientale e sui campi di battaglia europei. È chiaro quindi che l’unico modo per impedire la diffusione del virus è isolare le persone per quanto possibile.

3. I virus non risparmiano i giovani

L’epidemia di influenza del 1918 ha colpito tantissimi giovani e in buona salute, abbattendo le persone dai 15 ai 45 anni con rapida letalità.

A quanto pare, i robusti sistemi immunitari dei pazienti erano parte del problema, dato che hanno scatenato un vero e proprio fiume di molecole anti-virus chiamate citochine che, attaccandosi al tessuto polmonare, hanno causato danni letali.

Mentre i dati demografici del Coronavirus sono molto diversi, dato che a essere colpiti sono soprattutto gli anziani e gli immunodepressi, il suo comportamento nei giovani è stranamente simile a quello del virus di un secolo fa. Recenti notizie hanno infatti indicato che le risposte immunitarie chiamate “tempeste di citochine” sono la causa probabile del danno collaterale che si verifica nei pazienti più giovani.

4. L’inoculazione funziona

Durante l’epidemia di vaiolo che ha colpito il Nord America dal 1775 al 1782, i soldati americani adottarono un approccio insolito per proteggersi dal virus noto come Variola major. In un processo noto come variolation (o inoculazione), hanno prelevato del materiale infetto dalla pustola di una persona infetta, praticato un’incisione nella carne di un soldato sano e massaggiato il pus. I soldati cui è stata praticata questa operazione sono stati messi in quarantena e, a dispetto di un 5% di deceduti, la gran parte ha avuto solo una versione lieve del vaiolo.

Anni dopo, nel 1796, il medico britannico Edward Jenner tentò un metodo simile, prendendo materiale lesivo da una donna che aveva il vaiolo e sfregandolo nella ferita di un bambino di 8 anni. Quando in seguito tentò di infettare il ragazzo con il vaiolo, questi non sviluppò alcuna malattia. Da lì è nato il concetto di vaccinazione, che prende il nome dalla parola latina con cui si indica la vacca (non a caso, si parla di latte vaccino).

5. Non dare la colpa ai malati

Durante le epidemie di colera che colpirono dal 1830 al 1860, i protestanti bianchi evitarono gli immigrati irlandesi ritenendoli vettori del flagello. Negli anni ’50, quando la polio spazzò la nazione, gli afroamericani e i poveri furono presi di mira. Negli anni ’80, la responsabilità della diffusione dell’HIV-AIDS fu attribuita alla comunità LGBTQ.

6. Può finire

Per quanto orribile sia il Coronavirus, i nostri sistemi sanitari pubblici, strumenti scientifici e forniture mediche sono ovviamente migliori rispetto a quelle del passato, e ci troviamo di fronte alla prima pandemia di cui conosciamo fin dall’inizio l’oggetto patogeno.

Per quanto questi mesi, e i prossimi, saranno dolorosi, le misure attuate, lo sviluppo dell’immunità di gregge e la collaborazione tra le varie organizzazioni scientifiche per giungere a un vaccino fanno guardare gli esperti in maniera fiduciosa al futuro.

Ma quali sono state le pandemie più letali che hanno flagellato l’umanità? Sfogliate la gallery per scoprirle.

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Fonte: web

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