Adversarial fashion: la moda contro la sorveglianza di massa

Cos'è l'Adversarial Fashion e perché, in un'epoca in cui ogni dato personale sembra essere a disposizione di tutti (anche senza consenso), potrebbe essere una soluzione al problema della violazione della privacy

Facendo un rapido salto indietro nel tempo, è chiaro che mai come in quest’epoca i nostri dati, privacy e perfino identità vengono messi a durissima prova e in serio pericolo: arrivare ad avere informazioni personali su chiunque sembra essere facilissimo, vuoi per la voglia di apparire dilagante che ci spinge a mostrare quasi tutto, vuoi perché i sistemi di sicurezza forse lo permettono. Ed è proprio in quest’ottica che è nata l’Adversarial Fashion, una risposta all’urgente esigenza di proteggersi, anche attraverso lo stile. Scopriamo cos’è e di cosa si tratta.

Cos’è l’adversarial fashion: il significato del termine

Quello dell’adversarial fashion è un progetto ideato dall’artista e tecnologa Kate Ros  che, unendo arte e moda in modo funzionale, ha dato vita a un modo concreto per  combattere efficacemente natura invasiva delle tecnologie di sorveglianza.

L’adversarial fashion conta infatti abiti e accessori che vengono progettati con lo scopo di confondere gli algoritmi di visione artificiale che vengono utilizzati comunemente dai sistemi di sorveglianza, mimetizzando chi li indossa. Come? L’idea è quella di confondere il software di riconoscimento, rendendo molto difficoltoso alle varie telecamere, la cattura delle immagini del volto in modo chiaro. E questo è possibile grazie a specifici tessuti riflettenti per esempio, o anche tessuti a motivi ed elementi posizionati in modo strategico, che possono andare a creare dei riflessi che inibiscono l’efficacia degli strumenti tecnologici. In questo modo si può evitare il viso delle persone venga riconosciuto e associato a diverse tipologie di dati. questo venga catturato e associato in brevissimo tempo ai nostri dati.

Perché è nata l’adversarial fashion

Ogni giorno veniamo ripresi con sistemi di riconoscimento facciale che col tempo sono diventati sempre più sofisticati. E, una volta identificato il volto, è possibile associarlo a un’anagrafica e alle nostre caratteristiche comportamentali, elementi che permettono di avere un ritratto univoco di ogni soggetto.

Si tratta di sistemi che dovrebbero garantire la sicurezza, ma talvolta i dati vengono utilizzati in modo improprio. I dati biometrici (anche se la biometria non dovrebbe essere consentita in Italia), sono unici e invariabili, ma in mani sbagliate possono essere utilizzati per scopi commerciali o fraudolenti, t tutto senza che il soggetto in questione lo sappia.

Ed ecco che in uno scenario quotidiano del genere, l’Adversarial Fashion promuove la sua lotta silenziosa contro questo sistema, fondendo la protezione della propria privacy con la possibilità di mettere in luce la propria espressione personale. Nessuna misura estrema quindi, ma piuttosto la trasformazione dello stile in un sistema di autoprotezione. Un mezzo creativo per riappropriarsi della propria privacy, in modo legale, trasparente e senza rinunciare allo stile.

I brand di Adversarial Fashion

Ma quali sono i brand di Advertorial Fashion? In Italia, per esempio, c’è Cap_able, start up che ha creato una Collezione Manifesto che, attraverso un algoritmo inserito all’interno nei tessuti, va a tutelare le persone, evitando la sorveglianza di massa generalizzata.

Altri brand di adversarial fashion sono

Insomma, l’incontro tra fashion tessile e ingegneria ha dato vita a un vero e proprio abbigliamento hi-tech volto alla protezione di chi lo indossa: un modo per proteggersi, ma anche per sensibilizzare alla consapevolezza della sorveglianza di massa e alla tutela della privacy.

L’Adversarial Fashion, quindi, evita il riconoscimento dei dati biometrici, in modo legale e sicuro, ma è inefficace contro i metodi di sicurezza pubblica classici e necessari, come le telecamere tradizionali o i metal detector. Non è un modo per essere invisibili ed eludere le sorveglianze, ma è un sistema per evitare che vengano presi impropriamente dati che dovrebbero mantenersi privati, proteggendoli con stile e con abiti e accessori di tendenza.

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