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"Sei Bellissima": Lettera di un Padre alla Figlia down nel Giorno del Matrimonio

Paul Daugherty, giornalista sportivo, è padre di Jillian, una ragazza affetta dalla sindrome di Down. In occasione del matrimonio della figlia, l'uomo le ha scritto una lettera dolcissima, che ha commosso tutti. Ecco le sue parole.
Fonte: Courtesy of Paul and Kerry Daugherty
Fonte: Courtesy of Paul and Kerry Daugherty

Il giorno del proprio matrimonio è sicuramente uno dei momenti più belli ed emozionanti della vita intera. Ed è stato così anche per Jillian Daugherty, giovane 25enne statunitense che il 27 giugno scorso ha sposato l’amato fidanzato di sempre, il coetaneo Ryan Mavriplis. Con un’unica particolarità: entrambi gli sposi sono affetti dalla sindrome di Down.

Una cerimonia nuziale splendida, davanti a 160 ospiti, che ha visto i due ragazzi raggianti e commossi insieme ai propri genitori, come da miglior tradizione. Una storia d’amore maturata nel tempo, se si pensa che Jillian ha conosciuto Ryan quasi 11 anni fa, mentre entrambi partecipavano ad un campionato di calcio per ragazzi disabili. Da lì sono seguiti i primi appuntamenti, con tanto di invito ufficiale al ballo della scuola.

Paul Daugherty, padre della sposa e giornalista sportivo, ha voluto raccontare la propria felicità sulle pagine del The Mighty, testata per la quale lavora. Ha così pubblicato una lettera nella quale si è rivolto alla figlia, intenta negli ultimi preparativi del matrimonio insieme alla madre e alle damigelle.

La giovane sposa viene descritta con parole dolcissime, che solo un padre innamorato può trovare. Un testo toccante, che ha fatto commuovere il mondo intero:

Cara Jillian,
oggi è il giorno del tuo matrimonio. Tra due ore ti incamminerai verso la passeggiata della tua vita, resa ancora più memorabile dalla fatica che hai fatto per arrivare a questo giorno. Non so quali siano le probabilità che una donna, nata con la sindrome di Down, sposi l’amore della sua vita. So solo che tu, queste probabilità le hai battute tutte.

Ora sei al piano di sopra, impegnata nei preparativi finali con la mamma e le damigelle. I capelli sono raccolti perfettamente sopra il tuo collo sottile. Il tuo vestito “gioiello” attira ogni barlume di sole che filtra dalla finestra nel tardo pomeriggio. Il trucco – che rossetto rosso! – enfatizza ancora di più, la tua bellezza che ti accompagna dal giorno in cui sei nata.

Io sono quaggiù, al piano di sotto e sto fissando la tua finestra. Abbiamo sognato momenti come questo e adesso che si sono avverati, appaiono in tutta la loro perfezione. Potrei dirti tutto e potrei dirti niente. Quello che non siamo riusciti a fare io e tua madre, è lasciare che altri ragazzi, si relazionassero con te. Abbiamo pensato: che cos’è la vita di un bambino, se non resta a dormire da qualcuno, non partecipa alle feste di compleanno o non va al ballo di fine anno?

Ti ricordi tutte quelle cose che dicevano non avresti mai fatto, Jills? Non avresti potuto andare in un bicicletta, o fare sport. Non saresti andata al college. Sicuramente non ti saresti sposata. E ora… guardati. Tu sei la persona più bella che conosco. Qualcuno che è in grado di vivere la vita senza inganni, una persona che tutti noi vorremmo incontrare.
Ero preoccupato per te. Allora avevi 12 anni. Piansi, quando venisti in camera a dirmi “Io non ho amici”.

Tutti i genitori desiderano le stesse cose per i loro figli. La loro salute, la felicità, la capacità di godersi appieno la bellezza della vita… e che non siano solo una prerogativa dei bambini con la sindrome di down. La ricerca di queste cose è un diritto, che deve essere concesso a ogni bambino. Mi preoccupavo per te, Jillian. E non avrei dovuto. Sei così naturale, soprattuto se si tratta di socializzare. Ti chiamavano “il sindaco” alle scuole elementari, per la tua capacità di coinvolgere tutti. Hai ballato per la squadra del Varsity al ballo della scuola. Hai frequentato per quattro anni i corsi universitari e hai fatto cose impressionanti con tutte le persone che hai incontrato.

Vorrei dirti di dare al tuo fidanzato, Ryan, tutto il tuo cuore. Ma è ovvio che lo farai. Vorrei dirti di essere gentile con lui. Ma lo fai già, con tutti quelli che conosci. Vorrei augurarti una vita di amicizia e di rispetto reciproco.

Ricordo, dieci anni fa quando un giovane si avvicinò alla nostra porta in giacca e cravatta e disse: “Sono qui per prendere sua figlia e per riaccompagnarla a casa, signore”, ogni mia paura sulla tua vita è scomparsa. Ora, tu e Ryan state per compiere un percorso insieme. Una nuova sfida, difficile per voi come per chiunque altro.

Ti vedo ora. La preparazione al grande giorno è finita, la porta si apre. La mia bambina, tutta in bianco, varca la soglia di un altro sogno, conquistato. Mi alzo senza fiato. “Sei bellissima”, è il massimo che posso dire. “Sarò sempre la tua bambina”, rispondi. “È ora di andare, dico. Abbiamo una passeggiata da fare”.

La cerimonia è stata splendida e in seguito i neo sposi hanno trascorso la luna di miele a Hilton Head Island, nella Carolina del Sud. Una settimana da sogno in un resort, accompagnati dai rispettivi genitori che hanno deciso di soggiornare sulla spiaggia a mezzo miglio di distanza da loro: abbastanza vicino per dare loro una mano in caso di emergenza, ma abbastanza lontano per lasciare alla coppia la giusta intimità.

Noi ci siamo commosse davanti alle parole dolcissime di questo padre e alla storia d’amore di Jillian e Ryan. E voi ragazze?

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