Inizialmente si parlò dell’Effetto Mozart, ovvero della teoria, secondo la quale, ascoltare musica classica può aiutare ad essere qualitativamente più produttivi in determinate attività.
Il tutto però è ancora da dimostrare, mentre molti studi scientifici hanno analizzato che la musica, in certe circostanze, come per esempio sul lavoro, ha un effetto benefico sul cervello.

The Gerontologist ha pubblicato uno studio che vede 103 partecipanti tra i 18 e i 30 anni e i 60 e 75.
Queste persone dovevano memorizzare una serie di volti associate ai rispettivi nomi.
Alcuni di loro hanno svolto il compito ascoltando musica jazz, classica, blues ed elettronica … insomma strumentale perchè i testi avrebbero causato distrazione, mentre gli altri hanno scelto in silenzio.

E se i giovani non si sono deconcentrati nonostante i suoni, le persone un po’ più anziane hanno trovato maggiori difficoltà a concentrarsi.
Pare infatti che i giovani siano più abituati ad esperienze multitasking soprattutto legate alla musica per via dell’ampio utilizzo di device come smartphone e simili.
Un altro studio ha chiesto ai partecipanti di filtrare ogni tipo di informazione non richiesta al momento, come, per esempio, eliminare la musica sottofondo: un’operazione che i soggetti più anziani hanno affrontato con più fatica.

Le persone che lavorano davanti al Pc però possono sicuramente confermare, nonostante gli studi, che la musica è un buon aiuto per arrivare a fine giornata con meno stress e più motivati.
La musica è una grande compagna durante l’esecuzione di operazioni ripetitive, in particolare di quelle che non richiedono molta attenzione.
Esistono sul web anche stazioni di web radio che stimolano la creatività, senza distrarre chi deve produrre.

L’importante è riconoscere che la musica rende tutto più sopportabile.

Da far leggere al capo?!

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