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Blue Monday: oggi è il giorno più triste dell'anno. Ecco perché... è una bufala

Oggi non è un lunedì qualsiasi, è il Blue Monday: se vi sentite sfortunate e tristi c'è una spiegazione. Anzi no. A meno che non vogliate essere tristi per questa ennesima bufala.

Oggi non è il solito lunedì! No, è peggio. Oggi è il Blue Monday, ovvero il giorno più triste dell’anno. Non lo diciamo noi ma, per quanto la cosa possa sembrare assurda, un noto analista e professore universitario, che ha evidenziato come il terzo lunedì dell’anno è generalmente il più malinconico di sempre e il tutto sulla base di una complessa equazione scientifica. Quindi, in questo 2018, la maglia nera della giornata peggiore dell’anno spetta di diritto a lunedì 15 gennaio. Insomma, se questo lunedì vi sembrerà insormontabile (più dei soliti lunedì), ora sapete perché e, come si suol dire, “Mal comune, mezzo gaudio“. O magari gaudio no, ma almeno sappiamo cosa sta accadendo.

Ci avete creduto? Non siete i soli. Ma la cosa triste di questo lunedì, di fatto, è questa bufala che ormai si è praticamente istituzionalizzata. Ma vediamo esattamente come nasce una bufala (l’ennesima!), cui anche noi negli scorsi anni avevamo dato credito, e perché il terzo lunedì del mese è stato ribattezzato dagli inglesi – che, si sa, il grigiore del meteo british non aiuta di certo in questo periodo – come Blue Monday, dal titolo di una canzone dei New Order.

Per arrivare alla scoperta del Blue Monday (ma qualcuno direbbe più verosimilmente alla sua invenzione di sana pianta, ma questo lo vediamo dopo), a quanto pare commissionata e poi diffusa in un comunicato stampa da Sky Travel, il professore Cliff Arnall avrebbe messo in correlazione alcune variabili ritenute impossibili da quantificare in termini di tempo impiegato, speso tra relax, ritardi, stress e attività quotidiane quali prepararsi.

La nascita del Blue Monday, quindi, non sarebbe altro che questo: la risposta alla richiesta commerciale di Sky Travel di “calcolare” quello che dovrebbe essere il giorno più triste dell’anno. Fatto sta che dal 2005, anno in cui la ricerca è stata pubblicata, il “mito” del Blue Monday si è auto-alimentato e, secondo il sito internet d’informazione Bad Science, a questo punto lo stesso Arnall avrebbe ricalcolato l’infelice data con altre variabili tipo: distanza dal Natale, situazione economica post natalizia e livello motivazionale.

Altra pioggia di critiche dal mondo scientifico, con scienziati e studiosi di vari settori, che si sono prodigati nel tentativo (vano!) di smascherare la bufala. Ma niente, complici i social, il Blue Monday è diventato una tradizione, di più, quasi una ricorrenza che nel Regno Unito provoca anche una certa “psicosi” che sfocia ogni anno in singolari e scaramantiche forme di astensionismo dal lavoro.

Per la cronaca, giusto per capirci sulla fondatezza dello studio, è stato calcolato anche il giorno più felice dell’anno, anche stavolta su commissione di qualcuno non propriamente disinteressato ai risultati, ovvero la Wall’s Ice Cream. Il giorno più felice dell’anno, guarda caso, cade poco dopo il solstizio d’estate, stagione perfetta per i gelati. Lo studioso che ha firmato la ricerca? Lo stesso Cliff Arnall.

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