Se la pulizia personale e degli oggetti era importante prima, dopo la pandemia di Covid-19 la soglia di attenzione sul tema è decisamente aumentata: evitare il contatto personale, lavarsi spesso le mani, usare gel disinfettanti e sanificare gli ambienti sono diventati praticamente i dogma di ciascuno di noi, le regole di comportamento principali cui attenersi per tenere il più possibile lontano il virus.

Ecco, se come detto l’igiene non era certo cosa di poco conto nel mondo pre-Covid, adesso è diventata fondamentale, soprattutto visto che una recente ricerca del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO), un’agenzia governativa australiana, ha fatto emergere che il Coronavirus sarebbe in grado di resistere sulle superfici addirittura per 28 giorni. Quasi un mese in cui potenzialmente potremmo avere ancora contatti indesiderati con il virus.

Posso aver già avuto il Covid-19? Posso saperlo?

Attenzione però: evitiamo gli allarmismi. Le sperimentazioni di laboratorio del CSIRO sono avvenute in condizioni particolari, difficilmente verificabili nella vita di tutti i giorni, dato che il virus ha resistito al buio e a una temperatura i 20°. Davvero difficile pensare che per 28 giorni non ci sia mai né un cambio di temperatura, né l’esposizione di un ambiente alla luce solare.

Lo studio, va da sé, resta comunque importante per ricordare di seguire le regole di igiene previste dal protocollo, tenendo un particolare occhio di riguardo ad alcuni oggetti di uso comune, che sarebbero veri e propri ricettacoli di batteri. Eccone cinque, “insospettabili”, che necessitano di una pulizia quotidiana per evitare piacevoli sorprese.

Soldi

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Le banconote sono davvero tra gli oggetti più sporchi che si possano toccare ogni giorno. Su ogni singola banconota sarebbero rintracciabili oltre 130.00 batteri.

Il telefonino

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Stando ai risultati di una ricerca condotta dall’Università di Surrey, i cellulari sarebbero ricchi di batteri, anche piuttosto pericolosi. Fra questi, il peggiore è senza ombra di dubbio lo stafilococco aureo, in grado di provocare brutte infezioni.

Appoggiandolo ogni giorno in posti diversi, pare possa arrivare a ospitare fino a dieci volte i batteri di un asse del wc. Perciò, anche in ottica anti-Covid, sarebbe consigliabile sanificare i propri dispositivi.

Vista la delicatezza, però, meglio evitare disinfettanti a base di candeggina o alcol (etanolo) al 75%, solventi, acido peracetico o cloroformio, troppo aggressivi; è preferibile inumidire un panno con acqua – meglio se distillata – e sapone (per piatti o delicato) diluito, oppure usare un gel specifico per i display. In alternativa vanno bene anche le salviette umidificate. Prima di iniziare le operazioni di detersione, però, lo smartphone dovrà essere spento e scollegato da qualsiasi fonte di alimentazione, e ovviamente devono essere rimosse le cover.

Il computer

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La sporcizia è onnipresente, anche durante il lavoro o lo svago. Sulla tastiera del Pc infatti ci sono molti più batteri che sulla tavoletta del water, soprattutto se hai la brutta abitudine di mangiare davanti al tuo computer. I resti del cibo possono originare una foltissima schiera di batteri e lo conferma una ricerca dell’Università di Istanbul.

Come per lo smartphone, soprattutto ora, per via del Covid, vale la regola della sanificazione quotidiana, sempre con i detergenti consigliati sopra.

Le chiavi

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Che siano di casa o della macchina, le chiavi sono sicuramente tra gli oggetti a cui non possiamo rinunciare. Ma anche un vero ricettacolo di batteri, dato che le appoggiamo dappertutto. Tanto che, secondo alcuni studi, conterebbero cinque volte più batteri rispetto a una toilette. Per questo andrebbero abitualmente pulite con una salviettina umida.

Maniglie della porta

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Per evitare i batteri sulle maniglie delle porte bisognerebbe usare dei guanti ogni volta che si apre la porta, altrimenti si può sanificare con un composto di acqua, detersivo dei piatti e aceto, oppure con un mix di soda e acqua, che ha un ottimo potere sgrassante sull’acciaio. Diverso è il caso delle maniglie in ottone, per cui si può optare, sempre rimanendo nell’ambito delle soluzioni casalinghe, per una soluzione composta da aceto e tre quarti d’acqua, o cotone imbevuto di alcool.

Infine, sì a detergenti disinfettanti con candeggina o a sapone per piatti per le maniglie in plastica.

Articolo originale pubblicato il 18 Settembre 2013

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