Capelli crespi: da cosa dipendono e come riportare ordine sulla chioma


Tra i problemi che riguardano i capelli, il crespo è uno dei più diffusi e dei più difficili da gestire. Si manifesta come un volume disordinato che nasce lungo il fusto: le ciocche si gonfiano, si sollevano e sfuggono alla forma data con la spazzola, con un effetto che si accentua nelle giornate umide e peggiora con il passare delle ore, fino a compromettere a metà giornata la piega costruita al mattino.
Per quanto imprevedibile possa sembrare, il crespo ha una causa fisica precisa, che riguarda il comportamento della fibra a contatto con l’acqua presente nell’aria. Conoscerla permette di intervenire nel punto giusto e di ottenere risultati che durano oltre la singola messa in piega.
Ogni capello è rivestito da uno strato protettivo chiamato cuticola, una guaina formata da sei a dieci strati di minuscole squame di cheratina, la proteina che costituisce il fusto. Le squame si sovrappongono e sono tenute insieme da un collante naturale ricco di grassi e proteggono la parte interna del capello, la corteccia, dove risiedono la resistenza e il colore.
Su una fibra integra le squame aderiscono al fusto e formano una superficie continua, che limita gli scambi di acqua tra il capello e l’ambiente. Quando invece si sollevano, quella barriera si interrompe e l’umidità dell’aria trova un passaggio verso l’interno. Le cause si sommano nel tempo: il calore di phon e piastre usato senza protezione, le colorazioni e le schiariture, che aprono la cuticola per far entrare il pigmento, l’attrito della spazzolatura, l’esposizione solare prolungata, che degrada la cheratina.
È in questo passaggio che nasce il crespo. La forma del capello è mantenuta da legami chimici che uniscono le catene di cheratina: i ponti disolfuro, molto resistenti e modificabili soltanto con processi chimici come le stirature permanenti, e i legami idrogeno, molto più deboli, che si sciolgono e si riformano a ogni contatto con l’acqua e con il calore. Sono i legami idrogeno a rendere possibile la piega con il phon, e sono sempre loro a cedere quando l’aria è umida: le molecole d’acqua penetrano attraverso le squame sollevate, raggiungono l’interno della fibra e sciolgono i legami che tenevano la forma. Il fusto si rigonfia in modo irregolare, tratto per tratto, perché il danno della cuticola non è uniforme lungo la lunghezza, e la ciocca assume l’andamento scomposto tipico dei capelli crespi.
Il crespo si attenua nella misura in cui la cuticola torna a essere compatta e il trattamento che lavora in questa direzione è la maschera per capelli.
Il suo effetto si svolge tutto sulla superficie della fibra: durante la posa, i grassi e gli agenti nutrienti della formula scivolano lungo il fusto e colmano i punti in cui la cuticola ha perso le proprie squame, come uno stucco che riempie le fessure di una parete. Al risciacquo rimane sul capello un film sottile e uniforme, che chiude i varchi attraverso i quali l’umidità entrava, e la piega del mattino trova così una barriera che la difende anche nelle giornate in cui l’aria è carica di acqua.
Attualmente, sul mercato è possibile trovare una ricca gamma di proposte. Le formule più ricche di sostanze grasse risultano particolarmente adatte ai capelli molto secchi, quelle a base di attivi ristrutturanti alle chiome indebolite da schiariture e permanenti, altre ancora sono studiate per i capelli colorati, nei quali al crespo si somma la porosità lasciata dalla colorazione. Per individuare in modo semplice e veloce la maschera per capelli più indicata per le proprie necessità, è possibile fare riferimento a un e-commerce come Hair Gallery, realtà specializzata che si contraddistingue per un assortimento di oltre diecimila prodotti dei principali marchi professionali.
Qualunque sia la formula scelta, la maschera deve restare a contatto con il capello nel rispetto del tempo di posa indicato sulla confezione, che le dà modo di depositarsi prima del risciacquo. Il prodotto va concentrato dalle metà verso le punte, dove la cuticola è più consumata, dopo aver tamponato i capelli con l’asciugamano: su una chioma gocciolante l’acqua diluisce la formula e ne riduce la resa. La costanza è altrettanto determinante, perché il trattamento ripetuto ogni settimana consolida di volta in volta i progressi di quello precedente.
L’effetto della maschera dura più a lungo se i gesti quotidiani smettono di sollevare le squame che il trattamento ha richiuso. La fibra è particolarmente vulnerabile quando è bagnata, perché in quella condizione le squame risultano naturalmente aperte: per questo conviene tamponare i capelli con un tessuto morbido anziché strofinarli con l’asciugamano, e districarli sotto la doccia, mentre il balsamo è in posa e il pettine può scorrere senza strappare.
L’asciugatura richiede la stessa attenzione. Il flusso del phon orientato dall’alto verso il basso segue il verso delle squame e le mantiene appiattite contro il fusto, mentre un getto diretto in senso contrario le solleva e favorisce il crespo. Una temperatura moderata, una distanza di alcuni centimetri e un termoprotettore prima della piastra, cioè un prodotto che forma sul capello una pellicola capace di distribuire il calore, sono fondamentali per la protezione.
Anche il lavaggio ha il suo peso. L’acqua tiepida preserva il film di grassi naturali che riveste la fibra, e un risciacquo finale più fresco favorisce la chiusura delle squame, sensibili al grado di acidità di ciò che le tocca: un ambiente leggermente acido le fa aderire al fusto. La spazzolatura a secco, infine, genera attrito e con esso elettricità statica: una superficie consumata trattiene un eccesso di cariche negative e, poiché le cariche dello stesso segno si respingono, le ciocche si allontanano tra loro amplificando il volume del crespo. Pettinare i capelli da umidi riduce il fenomeno alla radice.
I risultati di questo lavoro si leggono nella tenuta. Una chioma con la cuticola compatta conserva la forma anche quando l’aria è carica di umidità, riflette la luce in modo uniforme e si lascia pettinare senza resistenza, perché le ciocche scorrono l’una sull’altra anziché aggrovigliarsi. Anche i prodotti applicati dopo il lavaggio rendono di più: sieri e creme senza risciacquo trovano una superficie regolare su cui distribuirsi e mantengono la definizione a lungo.
La cura del crespo coincide quindi con la cura della superficie del capello, e ripetuta con regolarità trasforma un fastidio quotidiano in un risultato di cui fare sfoggio.
