
Sterilizzazione gatto (maschio e femmina): differenze e domande frequenti
Sterilizzazione gatto, pro e contro: cosa c'è da sapere. Sfatiamo un po' di luoghi comuni e facciamo chiarezza su un'operazione che riguarda mici di proprietà e randagi.

Sterilizzazione gatto, pro e contro: cosa c'è da sapere. Sfatiamo un po' di luoghi comuni e facciamo chiarezza su un'operazione che riguarda mici di proprietà e randagi.

Si deve sterilizzare il proprio gatto o la propria gatta? Esiste un luogo comune secondo cui alle femmine converrebbe lasciar fare una prima cucciolata, ma si tratta appunto di un falso mito: innanzi tutto stiamo proiettando l’idea di un legame con i cuccioli simile a quello tra genitori e bambini umani, in secondo luogo rischiamo problemi di salute per la felina, come marcature urinarie, infezioni e gravidanze isteriche. Cercheremo di capire pro e contro della sterilizzazione nel gatto, ma ricordate comunque che per quanto quello che scriviamo abbia carattere informativo, esattamente come per gli esseri umani la salute del singolo gatto o gatta va valutata con il proprio veterinario o veterinaria.
Quello sulla prima cucciolata non è il solo luogo comune sull’argomento. Un altro, molto diffuso, consiste nel fatto che le gatte vengono sterilizzate mentre i gatti vengono castrati. Come si legge su Yarrah, in realtà gran parte degli interventi di questo tipo, sia su maschi che su femmine, è una castrazione. Quest’ultima consiste infatti nell’asportazione dei testicoli nei maschi e delle ovaie nelle femmine, mentre con la sterilizzazione si chiude il dotto spermatico nei maschi e l’ovidotto nelle femmine. Con la castrazione viene anche interrotta la produzione ormonale, e questo può comportare un cambiamento nel “carattere” del gatto.
I benefici della sterilizzazione sono in parte noti in parte meno. Ce n’è uno che però vale una riflessione, ovvero porre un argine alle gravidanze indesiderate per limitare il fenomeno del randagismo. Ora: una società illuminata curerebbe e amerebbe anche i gatti randagi – tanto che fortunatamente, in Italia, abbiamo leggi a tutela delle colonie feline – ma purtroppo una società in cui i gatti e le gatte vengono indiscriminatamente investiti o avvelenati in barba alle leggi non è per niente illuminata. Per cui contenere le nascite, insieme con la vigilanza dei volontari e delle guardie ecozoofile sulle colonie, rappresenta un compromesso.

Ci sono tuttavia diversi altri vantaggi nella sterilizzazione o castrazione di gatti e gatte di proprietà, ovvero:
Tuttavia, e qui siamo nel campo degli svantaggi, dobbiamo sapere e ricordare che la sterilizzazione o castrazione è comunque una procedura chirurgica in anestesia totale e quindi i rischi per la vita del gatto, sebbene infinitesimali, esistono, sia per quanto riguarda la narcosi che eventuali infezioni durante la ripresa. Il metabolismo di gatti e gatte inoltre cambierà (anche perché il fabbisogno calorico diminuisce dopo l’operazione e per tutto il resto della vita) e, senza un’adeguata alimentazione, si rischia il sovrappeso, ma a questo contro si può ovviare con del cibo ad hoc e un po’ di esercizio fisico-gioco.

I felini vengono sterilizzati quando raggiungono la maturità sessuale, più o meno tra i 6 e gli 8 mesi d’età, anche se per i randagi la procedura si fa tra i 2 e i 7 mesi. In gatti e gatte di proprietà, alcuni veterinari o veterinarie consigliano la sterilizzazione o castrazione intorno ai 4 mesi: non cambia molto e impedisce le problematiche legate al raggiungimento precoce della maturità sessuale.
Arriviamo quindi a una questione non trascurabile: il cono o collare di Elisabetta da indossare dopo l’operazione. Lo sappiamo, molti gatti e gatte non lo tollerano, ma serve a evitare che il proprio felino lecchi la ferita per pulirla o addirittura rompa i punti con i suoi dentini. Come si legge però su Vets4Pets, nella bocca dei gatti ci sono tanti batteri, che rischiano di essere a contatto con una parte del corpo operata in condizioni sterili e soprattutto ancora in via di ripresa. Tuttavia il cono può essere tolto se il micio ha difficoltà a mangiare, per poi essere rimesso quando ha finito, ed esistono in commercio tutine protettive, molto più comode del classico cono, che potrebbero fare al caso proprio.

Vorrei vivere in un incubo di David Lynch. #betweentwoworlds
Cosa ne pensi?