Come capire se un video è un deepfake: 7 controlli semplici per non farsi fregare

Difendere la propria identità digitale è diventato sempre più prioritario, soprattutto in un mondo che vede il proliferare convulso e incontrollato di contenuti creati dall'Intelligenza Artificiale e dalle sue diverse e molteplici declinazioni. Tra questi si annovera, senza dubbio, una delle tecniche maggiormente utilizzate per alterare volti, voci e comportamenti: il video deepfake. Di cosa si tratta nello specifico, e quali sono i controlli per non farsi ingannare? Scopriamoli insieme.

Difendere la propria identità digitale è diventato sempre più prioritario, soprattutto in un mondo che vede il proliferare convulso e incontrollato di contenuti creati dall’Intelligenza Artificiale e dalle sue diverse e molteplici declinazioni. Tra questi si annovera, senza dubbio, una delle tecniche maggiormente utilizzate per alterare volti, voci e comportamenti: il video deepfake.

Di cosa si tratta nello specifico, e quali sono i controlli per non farsi ingannare? Scopriamoli insieme.

Cos’è un video deepfake e perché è importante riconoscerlo

Coniata nel 2017, la parola deepfake nasce dall’unione delle espressioni inglesi “deep learning”, tecnica di Intelligenza Artificiale che tenta di eguagliare il cervello umano, e “fake”, “falso”. Scopo di tale pratica è, quindi, quello di sovrapporre e combinare immagini, audio e video reali con immagini, audio o video originali, mediante una metodologia di apprendimento automatico nota come rete antagonista generativa.

Ne derivano, così, video, audio e immagini falsi che si pongono l’obiettivo di manipolare la realtà e simulare eventi o persone che non sono mai accaduti o esistiti. Per esempio, molti video deepfake vedono, come protagonisti, personaggi celebri che dicono o fanno qualcosa che, in realtà, non hanno mai dichiarato o compiuto, al fine di smuovere l’opinione pubblica, creare dissenso, rovinarne la reputazione o diffamare gli individui coinvolti.

La tecnica del deepfake è, poi, particolarmente utilizzata anche per diffondere falsi video pornografici – soprattutto nell’ambito del revenge porn – e notizie false, perpetrare truffe (come il phishing), atti di cyberbullismo, satira e crimini informatici di altra natura. Immagini, audio e video che, negli ultimi anni, sono divenuti sempre più realistici, rendendo spesso difficoltoso distinguerli da contenuti autentici. Le derive, tuttavia, sono innumerevoli, e possono provocare seri disagi psicologici, emotivi, sociali ed economici agli individui vittime di video deepfake – i più pericolosi e invasivi.

Scovarli e identificarli non è, però, impossibile. Ecco 7 controlli semplici e veloci per riconoscere un video deepfake e non farti ingannare.

1. Controlla la fonte della pubblicazione

Il primo e più efficace elemento da analizzare è la fonte, ossia il sito e/o il profilo che ha pubblicato il contenuto, e in quale contesto è stato pubblicato. In primo luogo, infatti, è fondamentale capire se il video provenga da un account ufficiale, da una testata giornalistica riconosciuta o da un profilo social verificato. Se così non fosse, e il contenuto fosse apparso per la prima volta su un sito con un dominio sospetto o un account privo di autorevolezza, o nel caso in cui mancasse del tutto una narrazione chiara e coerente del contesto, potrebbe trattarsi di un video deepfake.

2. Osserva la sincronizzazione tra labbra, voce e suono

Uno degli aspetti che tradisce subito la presenza di un contenuto ingannevole è il disallineamento tra ciò che si vede e ciò che si sente. Nella grandissima maggioranza dei casi, appunto, i modelli di generazione attuali, per quanto sofisticati, faticano a mantenere un’ottima sincronizzazione tra il movimento delle labbra e le parole effettivamente pronunciate, dando l’impressione di un “ritardo” o di un labiale che non corrisponde all’audio reale. A questo proposito, si possono notare anche toni robotici, pause innaturali o inflessioni monotone, inusuali quando si tratta di una voce autentica e tipici dei video deepfake.

3. Cerca incoerenze visive nell’ambiente e nei dettagli del volto

Oltre ai dettagli relativi all’audio, anche i particolari visivi possono darci delle indicazioni utili correlate al rischio di trovarsi di fronte a un video deepfake, in particolar modo in presenza di elementi che risultano innaturali o incoerenti con il mondo reale. Molti contenuti falsi, per esempio, presentano: movimenti anomali degli occhi (come il mancato battito delle ciglia), texture sfocate o deformate sulla fronte, intorno al naso o alla bocca, ombre innaturali tra volto e ambiente circostante ed elementi di sfondo (come numeri o testi) distorti o illeggibili.

4. Verifica l’uso di metadati e watermark AI

Un’altra piccola, grande minuzia tecnica da esaminare riguarda l’analisi di metadati ed eventuali watermark (ossia marchio, logo o testo semi-trasparente sovrapposto al contenuto), dal momento che alcune tecnologie di Intelligenza Artificiale inseriscono, appunto, etichette automatiche che indicano la generazione/manipolazione di un file. Anche gli stessi metadati – come informazioni concernenti il software di editing, il modello di videocamera o la sequenza di creazione – possono suggerire inconsistenze o discrepanze rispetto a quello che ci si attenderebbe da un video originale, dandoci, così, suggerimenti di un video deepfake.

5. Confronta con altri contenuti già verificati

Per capire se ci si trova di fronte a un video deepfake, un controllo utile consiste nel confrontare il video con fonti già verificate. Se un video, per esempio, ritrae un discorso politico, un incidente o, in generale, un evento pubblico di rilievo, è altamente probabile che testate giornalistiche affidabili, siti di fact-checking e agenzie di stampa abbiamo già pubblicato articoli o approfondimenti sull’evento in oggetto. In assenza di conferma da parte di fonti autorevoli e riconosciute a livello nazionale o internazionale e di conferma incrociata su siti di verifica indipendenti, è, dunque, altamente possibile che il contenuto sia stato manipolato o, comunque, non sia affidabile.

6. Osserva espressioni, linguaggio e comportamenti innaturali

Al pari dei dettagli del viso e dell’audio, anche il linguaggio, il comportamento e le espressioni di una persona, nel caso di un video deepfake, possono presentare delle anomalie che segnalano un contenuto alterato. Alcuni esempi sono: espressioni facciali che non cambiano in modo coerente con quanto viene espresso a livello verbale, reazioni che appaiono “disconnesse” rispetto al contesto, comportamenti, posture e gesti poco fluidi e “umani”, espressioni facciali asimmetriche e modi di parlare piatti, privi di intonazione naturale ed emotiva.

7. Usa strumenti di verifica digitali

Quando si è incerti su un video o un’immagine, uno dei mezzi più efficaci è sicuramente rivolgersi a community o strumenti di verifica digitale, disponibili gratuitamente online e spesso integrati anche nelle piattaforme social. Tra questi, si segnalano: gli strumenti di segnalazione presenti all’interno dei social network, le piattaforme di fact-checking (tra cui Snopes e FactCheck.org) e dispositivi di analisi forense digitale che sono in grado di rilevare manipolazioni visive o audio. Una sicurezza in più per scovare immediatamente i video deepfake e non farsi più ingannare.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!