Pochi giorni e gli italiani dovranno fare i conti (nel vero senso della parola) con i rincari su un prodotto di largo consumo

Questo incremento rappresenta la seconda fase delle misure previste dalla Legge di Bilancio e mira a incrementare le entrate fiscali dello Stato. Sebbene l’adeguamento dei prezzi sia destinato a portare un aumento delle risorse erariali, molti esperti e associazioni sanitarie ritengono che gli aumenti siano troppo contenuti per avere un impatto concreto sulle abitudini di consumo.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio, gli aumenti dei prezzi proseguiranno anche negli anni successivi, con un impatto previsto sulle finanze statali di circa 900 milioni di euro per quest’anno.

Aumenta il prodotto più consumato

A partire dal 27 gennaio, le sigarette del marchio Camel subiranno un rialzo dei prezzi che porterà il costo di alcuni pacchetti a circa 6,30 euro. Ecco le nuove tariffe per alcune delle varianti più popolari:

Aumento costo sigarette
Sigarette sempre più care – (robadadonne.it)

Camel Activate – 6,30 euro

Camel Blue – 6,30 euro

Camel Blue (cartoccio) – 5,80 euro

Camel Blue 100S – 6,30 euro

Camel Compact – 6,00 euro

Camel Essential Blue – 6,00 euro

Camel Orange – 6,30 euro

Camel Senso Gold – 5,80 euro

Camel Silver – 6,30 euro

Camel White – 6,30 euro

Camel Yellow – 6,30 euro

Camel Yellow (cartoccio) – 5,80 euro

Camel Yellow 100S – 6,30 euro

Questo incremento segue l’aumento di 30 centesimi per pacchetto che ha avuto luogo lo scorso 16 gennaio, con l’intento di ridurre il consumo e, parallelamente, incrementare gli introiti fiscali. A partire dal 2026, il gettito derivante dalle accise sul tabacco è destinato a crescere progressivamente, raggiungendo i 1,47 miliardi di euro nel triennio 2026-2028.

Le nuove misure stabiliscono un incremento delle accise sul tabacco, che aumenterà gradualmente da 32 euro per 1.000 sigarette nel 2026, fino a 38,50 euro nel 2028. Aumenterà anche la soglia minima dell’accisa sui sigaretti, passando da 37 euro nel 2025 a 47 euro nel 2026, e a 49 euro nel 2027.

Nonostante questi aumenti, diversi esperti, in particolare le associazioni oncologiche, ritengono che le misure siano insufficienti. Francesco Perrone, presidente della Fondazione Aiom, ha commentato che l’aumento di soli 30 centesimi per pacchetto non rappresenta una vera deterrenza per i fumatori. Secondo Perrone, i consumatori non smetteranno di acquistare sigarette per un incremento così esiguo e per ottenere risultati significativi sarebbe necessario un aumento molto più consistente, che costringesse i fumatori a riflettere seriamente sulle loro scelte.

In risposta a questa situazione, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, insieme ad AIRC e alla Fondazione Veronesi, ha lanciato una campagna di raccolta firme per promuovere un referendum che propone un aumento di 5 euro su tutti i prodotti da fumo, incluse sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. La campagna, intitolata 5eurocontroilfumo.it, ha ottenuto un grande successo, raccogliendo oltre 8.000 firme nelle prime 24 ore, pari al 16% del quorum necessario per portare la proposta in Parlamento.

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