A volte, in una coppia non si è solo in due. Ci sono i partner e…il cuscinetto o, per dirla all’anglosassone, il “cushion”.

Non è un fenomeno nuovo: oggi si chiama cushioning, un tempo “avere partner di riserva”. Soprattutto, non è un fenomeno minoritario, anzi. Secondo i risultati di uno studio riportato da Psychology Today, circa il 73% degli intervistati ha dichiarato di avere più di una “riserva”: «le persone mantengono la comunicazione con gli altri al di fuori della loro relazione nella speranza di stabilire una futura relazione sessuale o romantica». Questo non riguardava solo le persone che erano all’inizio di una frequentazione, ma anche il 56% di coloro che avevano una relazione stabile e duratura: in altre parole, la maggior parte di coloro che hanno una relazione impegnata tiene aperta la porticina al partner di riserva.

Il cushioning non è necessariamente una cosa negativa, in particolare all’inizio di una relazione prima di aver stabilito dei limiti o qualsiasi tipo di esclusività o per le coppie che non intendono essere monogame. Nei casi in cui, invece, entrambi i partner siano convinti dell’esclusività del rapporto, tenersi aperte le strade per avere un comodo cuscino su cui atterrare in caso della fine della relazione potrebbe sconfinare nel terreno del tradimento.

SecondoTheresa Wood, dating coach e fondatrice di The Broom List, il cushioning potrebbe configurarsi come tradimento emotivo: il vero dilemma morale non è considerare altre prospettive, è essere disonesti al riguardo.

Se i tuoi bisogni non vengono soddisfatti o questo non è il tipo di relazione che desideri, è il momento di parlare con il tuo partner. In tutte le fasi della tua relazione, devi comunicare con il tuo partner. Molte volte, non penso che si tratti di ciò che sta facendo il tuo partner. Penso che sia una insicurezza in te stesso o in cose che sono successe nel tuo passato e che stai proiettando su questa relazione, non dandogli tutta la sua possibilità perché ti stai preparando alla fine.

Evitamento, paura e insicurezza potrebbero essere le cause di questo comportamento: se una persona teme che la sua relazione sia inevitabilmente destinata a finire, potrebbe tenersi aperte delle opzioni per “ammortizzare” le conseguenze di una rottura. Potrebbe non rompere i legami con le relazioni passate, cercare l’attenzione degli altri o fare micro-cheating online.

Il cushioning può verificarsi anche quando qualcuno non si sente completamente realizzato nella sua relazione, magari perché il partner non è emotivamente disponibile o non comunica in modo sano, quindi l’insoddisfazione spinge a cercare attenzioni altrove, senza però tradursi in un vero e proprio coinvolgimento.

Secondo un sondaggio di One Poll citato da ElPais e condotto su un migliaio di donne, la metà aveva un partner di riserva nel caso in cui la loro relazione attuale non funzionasse. E non erano esattamente estranei: una donna su quattro ha confessato che il suo attuale partner conosceva il suo “sostituto”. Un articolo del ricercatore di psicologia evolutiva dell’Università del Texas David Buss individua nelle esigenze “biologiche” la causa: le donne, spiega, sono programmate per avere maschi di riserva nel caso in cui il loro partner originale si ammali o muoia. Storicamente c’erano più possibilità di morte e per garantire la prole era necessario avere una coppia di riserva per qualunque cosa potesse accadere.

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L’approccio biologico ed evoluzionista, però, ha già mostrato i suoi limiti e, soprattutto, in questo caso particolare non sembra comprovato dagli altri studi, che non individuano invece differenze di genere significative nel cushioning. Secondo lo studio di Jayson Dibble, Narissra Punyanunt-Carter e Michelle Drouin riportato da Psychology Today, anzi, gli uomini usavano le strategie di “mantenimento” dei rapporti con le riserve al di fuori della coppia in modo maggiore rispetto alle donne. Questa differenza di genere potrebbe essere spiegata in una certa misura dal fatto che le interazioni analizzate dallo studio avvenivano attraverso mezzi elettronici, un canale in cui gli uomini sono generalmente meno inibiti rispetto alle donne.

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