Crisi di coppia: quali sono i primi segnali da non sottovalutare e come superarla

Riconoscere i segnali di una crisi di coppia è il primo passo per capire come risolverla (e se è ancora possibile farlo!).

Una crisi di coppia può capitare a tutti. Nonostante quello che ci hanno insegnato generazioni di commedie romantiche, infatti, in un rapporto non è sempre tutto rosa: i momenti difficili ci sono per tutti e stare insieme richiede un impegno quotidiano. La difficoltà sta nel capire se si tratta di qualcosa di riparabile, qualcosa di transitorio oppure si va verso un’inevitabile rottura.

Abbiamo provato a capire quali sono i segnali che una relazione non funziona più come prima e, soprattutto, come si può tornare indietro – o, meglio andare avanti – e quando è il caso di dire basta.

I primi segnali di una crisi di coppia

Litigi, silenzi, rabbia e insofferenza, ma anche apatia sono i primi segnali che nella coppia qualcosa non va.

Uno dei sintomi più comuni della crisi di coppia è il diradarsi dei rapporti sessuali o la loro completa assenza, se l’astinenza non è una scelta condivisa ma è frutto di una mancanza di interesse verso l’altro.

Lo stesso vale per il disinteresse nel vedersi o nel fare cose insieme: l’indipendenza è un elemento fondamentale in un rapporto, ma se si cerca sempre di riempire il tempo di attività o hobby che non coinvolgono mai il partner, alla ricerca di evasione, è segno che qualcosa si è rotto, o sta per farlo.

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Anche l’incomunicabilità è un sintomo abbastanza tipico: questo riguarda non solo l’impossibilità di spiegare quello che si prova, ma anche il disinteresse nell’ascoltare l’altro o addirittura di parlarci.

Litigate furenti, urla, commenti sprezzati sono un altro segno che qualcosa non va: il detto “l’amore non è bello se non è litigarello”, infatti, non sempre è una verità, anzi.

Crisi di coppia: quali sono le motivazioni?

Le motivazioni che possono portare a una crisi di coppia sono tante e, spesso, è difficile individuarne una, poiché si tratta generalmente di un complesso di fattori. Cambiamenti, stress, mancanze possono turbare l’equilibrio di una coppia, che può però essere anche il risultato della crescita individuale dei singoli membri che, pur senza volerlo, si allontanano l’uno dall’altro perché si muovono in direzioni opposte.

Anche eventi gioiosi, come la nascita di un figlio o l’organizzazione del matrimonio, possono trasformarsi in fonte di tensioni, discussioni e allontanamento, oltre a sottrarre tempo prezioso alla coppia e diventare, invece che momenti di felicità condivisa, cause di una crisi di coppia che potrebbe essere difficile sanare. Secondo uno studio di WP Diamonds riportato da BestLife, addirittura il 20% dei fidanzamenti non arriva al matrimonio.

Anche la convivenza, che è il primo banco di prova per testare la quotidianità del rapporto, può far emergere criticità o aspetti che finora si ignoravano del partner e che, semplicemente, non ci piacciono.

Anche cambiamenti personali radicali, come il cambio di un indirizzo di studio o di lavoro, possono influire sulla routine e, quindi, sull’equilibrio della coppia. Non solo perché il lavoro e lo studio incidono sul tempo da trascorrere insieme, ma anche perché una nuova esperienza può portare sia a sperimentare un forte stress, che si ripercuote sul benessere di coppia, sia a conoscere persone nuove, nuovi stimoli e, magari, una nuova parte di sé, portando a mettere in dubbio la coppia se sotto la superficie il rapporto non è solido come sembra.

Ovviamente, una crisi di coppia può essere legata a un tradimento, che può esserne sia una causa che un effetto, quando mancanza di sesso, incomunicabilità, bisogno di evasione spingono a cercare fuori una compensazione, sia con tradimenti veri e propri che attraverso micro-cheating ed evasioni più o meno innocenti.

Come superare e risolvere una crisi di coppia?

Dialogo, impegno e volontà di mettersi in discussione sono gli elementi che non possono mancare per risolvere una crisi di coppia. Capire cosa non sta funzionando, infatti, potrebbe metterci davanti a rivelazioni spiacevoli o che non siamo pronti ad affrontare sul rapporto e su noi stessi. Eppure, se il rapporto merita di essere salvato, l’unica via per farlo è passare attraverso l’onestà e, su queste basi, ripartire.

Nei casi peggiori, si può ricorrere all’aiuto di un professionista, un terapista di coppia. Se non ci sono figli – e quindi legami famigliari e affettivi comuni – si può provare a prendere una vera pausa di riflessione. Non una scusa per allontanarsi in silenzio, né uno stacco temporaneo in cui concedersi scappatelle o togliersi sfizi che in coppia erano tabù (se Friends ci ha insegnato qualcosa, è che “we were on a break!” non è una motivazione valida), ma un modo per guardare la coppia e guardarsi aiutati dalla distanza e per capire se, lontani, si sta meglio o se vale la pena impegnarsi per salvare il rapporto.

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Crisi di coppia: quando è meglio lasciarsi?

Ci sono dei casi in cui forse è bene lasciarsi, anche in presenza di figli. Quando il conflitto diventa insanabile, infatti, anche la salute dei bambini può essere messa a rischio dai continui litigi dei genitori.

La rottura è l’unica strada possibile anche quando viene a mancare la fiducia – o il perdono, come nel caso del tradimento, ma anche quando due persone che si sono amate realizzano che quel sentimento è sparito per lasciare spazio ad altro: se sta bene a entrambi, adattarsi a questa nuova realtà non sarà difficile; se, invece, uno dei due soffre per questa situazione, meglio farla finita prima di rovinare l’affetto con inutili strascichi.

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