La scarpetta più famosa di sempre, simbolo eterno dei Classici Disney, in realtà non era di vetro né tantomeno di cristallo.

Esistono centinaia di versioni della fiaba di Cenerentola, la più antica delle quali risale all’antico Egitto. Secondo Charles Perrault, che scrisse la versione della storia che noi tutti conosciamo, le magiche scarpette date in dono a Cenerentola dalla Fata Madrina erano di vair, un tipo di pelliccia grigia e bianca molto pregiata solitamente indossata dai reali e dagli alti dignitari nel Medioevo.

Data la somiglianza dei termini vair e verre (ossia ‘vetro’ in francese), le versioni della fiaba successive a quella di Perrault devono aver fatto un po’ di confusione passando a una traduzione all’altra. D’altronde, già a Honoré de Balzac era venuto il dubbio: come è possibile che qualcuno possa indossare scarpette di vetro?

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Nel suo libro Sur Catherine de Médicis, Balzac ha sottolineato come questa scarpetta non potesse essere stata né di vetro né di cristallo. Il noto scrittore francese ha infatti specificato che Perrault nella fiaba faceva riferimento alla scarpetta utilizzando il termine pantoufle. Doveva trattarsi, quindi, di una calzatura comoda e facilmente indossabile, simile all’odierna pantofola.

Ma come abbiamo fatto a credere alla storia delle scarpette di vetro?

Ma come abbiamo fatto a credere a questa inverosimile storia delle scarpette di vetro (indossate, tra l’altro, da Cenerentola con una scioltezza davvero poco credibile)?

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La ragione sta probabilmente nel fatto che, come tantissime altre generazioni prima della nostra, siamo rimasti così affascinati dalla storia sapientemente raccontata da Charles Perrault e riadattata per la versione cinematografica dalla Disney, che la presenza di queste improbabili (e decisamente scomode) scarpette di vetro non ha fatto che catapultarci ancor più a fondo in questo mondo onirico dove tutto sembra possibile.

Ma si sa, al tocco magico di Disney nessuno può resistere.

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