In questi ultimi anni sentiamo spesso parlare di fenomeni che portano le persone a essere in maggiore contatto con la natura selvaggia. Uno di questi fenomeni è il survivalismo, che parte da una visione apocalittica del mondo e dalla necessità di imparare a vivere senza progresso tecnologico in vista di quello che potrebbe accadere.

Un altro fenomeno, anche più interessante perché presenta una base volontaria e appassionata, è invece il bushcraft, più simile a uno sport che a un’esigenza di tipo “vita o morte”.

Bushcraft: cosa significa?

Wise Society spiega l’etimologia del termine, che viene da “bush”, ossia bosco (per estensione da cespuglio), e “craft”, ossia capacità. L’espressione indica infatti un insieme di tecniche di sopravvivenza che consentano di resistere e dilettarsi nel contatto con natura selvaggia, un po’ come fanno gli scout.

Il bushcraft mira a farci recuperare le tecniche di sopravvivenza che abbiamo perduto con il progresso tecnologico, dall’accensione del fuoco alla capacità di riconoscere le piante commestibili, fino a trovare acqua potabile, costruire un rifugio e così via.

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Come si pratica il bushcraft?

Bushcraft
Fonte: Pixabay

La prima cosa da sapere è che, prima di avventurarsi nel bushcraft, bisogna frequentare dei corsi e apprendere delle tecniche: non si può prendere semplicemente un sentiero non battuto e pretendere di sopravvivere. Quindi è molto pericoloso, per cui ricordate: qui diamo delle informazioni di massima, per capire meglio e approcciarvi a questa attività, dovete rivolgervi a professionisti del settore.

Missione Avventura spiega i primi passi che una persona che pratica bushcraft compie, cioè:

  • sceglie un campo base dove poter costruire il proprio rifugio;
  • si orienta attraverso una bussola, ma anche utilizzando il sole e le stelle per esempio;
  • sa accendere un fuoco per cucinare, riscaldarsi, sterilizzare i cibi e l’acqua, tenere lontani gli animali, lavarsi, asciugare i vestiti dopo averli lavati, segnalare un eventuale pericolo.

Le regole del bushcraft

Una diretta conseguenza del rispetto dovuto alla natura praticando questa disciplina è: mai accendere un fuoco nel bosco.

Non si tratta solo di una questione di buon senso, ma ci sono anche delle leggi che lo proibiscono. Il bushcraft non consiste nella sospensione delle leggi positive, che infatti vanno conosciute e assimilate, in particolare per tutelare l’ambiente, ma anche in relazione alla possibilità di campeggiare liberamente (cosa che in Italia non è possibile, per esempio, ma ci si deve recare in un’area attrezzata e predisposta per il campeggio).

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Bushcraft: l’attrezzatura necessaria

Bushcraft
Fonte: Pixabay

Quest’attività permette di sviluppare una grande esperienza e anche l’attrezzatura necessaria la si capisce via via che la pratica aumenta. Tuttavia Missione Avventura elenca l’attrezzatura di base fondamentale per il bushcraft, che consiste in:

  • una tenda o un tarp;
  • un acciarino;
  • un accendino;
  • dei fiammiferi antivento;
  • una corda;
  • una borraccia;
  • una gavetta;
  • un sacco a pelo;
  • un impermeabile;
  • un coltello a lama fissa;
  • una sega pieghevole;
  • una torcia.

I benefici e i limiti del bushcraft

Dei limiti abbiamo già parlato: sono quelli che impone la legge ma anche il buon senso.

Per quanto riguarda i vantaggi, sono soprattutto psicologici: con il bushcraft stiamo a contatto con la natura, possiamo riconnetterci con noi stessi in quanto esseri umani, respiriamo aria pulita e possiamo fare delle esperienze che il tran tran della città non ci permetterebbe.

Esiste un vero e proprio disturbo che Wise Society chiama Nature Deficit Disorder: si tratta di un disturbo provocato dalla mancanza di un rapporto stretto con la natura. Con il bushcraft non solo si evita questo disturbo, ma inoltre si impara a osservare e rispettare la natura, aumenta l’autostima e cresce anche l’empatia nei confronti dell’intero universo. Se la si pratica in gruppo poi, quest’attività è utilissima per legare con altre persone o anche per sentirsi più vicini a persone che si conoscono già e che sono venute nel bosco con noi.

Articolo originale pubblicato il 14 Dicembre 2021

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