Il Natale è, per molti, un momento di festa da condividere in famiglia, con i cari, gli amici, ma anche da soli, a seconda di quello che a una persona piace fare di più.

Certo, magari crescendo non avrà la stessa magia di quando si è bambini, e si aspetta impazienti l’arrivo di Babbo Natale e lo scambio dei regali, ma alla fine resta un bel momento anche per i più grandi che, se proprio non vogliono guardare all’aspetto meramente consumistico delle festività, almeno possono godere di qualche giorno di vacanza per ricaricare le pile.

Non a tutte le persone, però, il Natale piace, con buona pace di chi già all’arrivo del primo freddo tira fuori alberi, palline e decorazioni varie e non vede l’ora di far partire la playlist con Jingle Bells, Last Christmas e via dicendo.

Potrà sembrare strano, ma “odio il Natale” è un’affermazione più comune di quanto sembri. Nel mondo ci sono più “Grinch” di quanto si possa immaginare; va però detta una cosa: vista la pandemia di Covid che ormai da oltre un anno e mezzo ha stravolto le vite di ognuno di noi, probabilmente anche quelle cose che fino a qualche anno fa davano sui nervi oggi potrebbero essere apprezzate.

Il fatto di aver passato un Natale in lockdown, senza la possibilità, per molti, di raggiungere i propri parenti, o comunque di non aver vissuto i giorni precedenti alla festa nel modo in cui siamo sempre stati abituati a farlo, potrebbe infatti aver permesso agli “anti-Natale” di vedere le cose in un’altra prospettiva, e di avere quindi nostalgia di quegli aspetti prima tanto detestati.

A ogni modo, se vi state chiedendo come sia possibile odiare il Natale, questi sono alcuni dei motivi più comuni.

1. Le domande scomode dei parenti

È uno dei cliché tipici dei grandi pranzi in famiglia, ma anche uno dei più veritieri. Se stiamo studiando ci chiederanno quando ci laureiamo, se siamo single quando troveremo un/a fidanzato/a, se siamo fidanzati quando ci sposeremo, se siamo sposati quando avremo un figlio e se abbiamo un figlio quando faremo il secondo. E così via.

L’elenco potrebbe essere infinito, ma resta un dato di fatto: oltre a esser terribilmente banali, queste domande possono davvero mettere a disagio la persona a cui sono rivolte. Per cui, pur perdonando nonni e parenti più anziani, sarebbe sempre meglio non farle.

2. L’incubo dei regali

Non è vero che “basta il pensiero”; purtroppo alcuni di noi sono terrorizzati non tanto all’idea di ricevere un regalo che non piace, ma di non saper fingere apprezzamento di fronte a un regalo non gradito. E, allo stesso tempo, Natale significa sempre anche psicosi regalo per quel che riguarda gli altri. Cosa regalare a mamma, papà, marito, fidanzata, sorella, amici & co., che non sia già visto e rivisto e, nel contempo, non ci prosciughi il portafoglio? Armarsi di fantasia – e di pazienza – è una dote che non tutti posseggono.

3. Le catene WhatsApp

Parliamone. Salgono i nervi un po’ a tutti nel vedere, già da novembre, le nostre chat riempirsi di “Se non mandi questo messaggio a 15 persone entro 24 ore…”. Basta, grazie.

4. I negozi e i centri commerciali affollatissimi

Anche se si esce semplicemente per fare la spesa, il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o nelle corsie del supermercato, sotto Natale, c’è, ed è concreto. Vuoi gli orari di lavoro pressanti, vuoi la vita frenetica, ma sembra che le persone si diano appuntamento tutte allo stesso giorno – e allo stesso orario – per fare compere. E chi era uscito solo per andare a comprare un po’ di pane… Si arrangia.

5. I botti

I botti sono una delle cose che dovrebbero essere odiate all’unanimità: non solo spaventano inutilmente gli animali domestici, sono pericolosi, se non usati con coscienza, e lasciano uno sporco terribile lungo le strade.

6. Il palinsesto televisivo

Sia chiaro, stiamo parlando solo di chi odia il Natale: chi freme aspettando questo momento ovviamente non vede l’ora di guardare in tv Una poltrona per due, The family man, La vita è meravigliosa e tutti quei “classici” film di Natale che ogni anno, immancabilmente, riempiono i palinsesti tv. Ma chi invece vorrebbe solo poter volare direttamente al 7 gennaio… Beh, difficilmente troverà qualcosa di diverso da guardare.

7. Il consumismo

Per qualcuno il Natale non si riduce altro che a questo: un’occasione per spendere fior di quattrini in cose fondamentalmente inutili. A discapito dello spirito religioso della festa, sempre ammesso che si sia credenti, ovviamente.

A discolpa di chi non sopporta il Natale, comunque, va detto che uno studio del British Medical Journal ha rilevato che la causa di questo odio risiede in una parte del cervello dove sono conservate le esperienze pregresse. Allo stesso modo, un gruppo di ricercatori dell’università di Copenaghen ha provato che nel cervello esiste una zona in cui è relegato il piacere, attivato proprio nel periodo natalizio dall’atmosfera tipica.

Ma questo non accade in tutte le persone.

Molte tra queste persone hanno un’evidente inibizione nel provare piacere anche solo pensando all’arrivo del Natale – ha spiegato a Prevenzione Salute Adriano Formoso, psicologo e psicoterapeuta – Quel famoso sistema ‘mesocorticolimbico’ deputato alla sensazione di piacere non riesce a superare l’angoscia e gli effetti neurofisiologici che hanno causato alcuni traumi subiti.

Esisterebbero, quindi, dei meccanismi cognitivo-cerebrali che fanno odiare il Natale. Potreste usarla come spiegazione, la prossima volta che qualcuno ve lo chiederà.

Articolo originale pubblicato il 3 Dicembre 2021

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