"Passing": cosa significa essere bianche donne afroamericane

È possibile accordare la propria fiducia a chi ha tradito la propria razza? È condannabile chi ha dovuto rinunciare alle proprie origini per cercare un rifugio dalla discriminazione razziale? L'elegante film di Rebecca Hall esplora questi e molti altri quesiti relativi al colore della pelle, alla gelosia, all'essere donne.

Col termine Passing s’intende la pratica di “passaggio razziale”, diffusa nel Novecento: individui creoli, mulatti e neri si facevano passare per bianchi, spesso abbandonando completamente le famiglie d’origine e il loro passato, così da non sottostare a discriminazioni e violenze da parte della razza dominante.

Durante gli anni della loro schiavitù, negli Stati Uniti (abolita con la ratifica del tredicesimo emendamento il 6 dicembre del 1865), passare per bianchi era uno strumento di sopravvivenza che consentiva di guadagnare istruzione e lavoro che sarebbero stati negati a chi fosse percepito come “di colore”.

Ancora negli anni Venti del secolo scorso, nella Harlem centro nevralgico di quel Rinascimento che celebrava in tutte le sue forme la cultura afroamericana (un periodo conosciuto come Harlem Renaissance), erano diversi i neri che, complice una discendenza europea che schiariva più di tanti altri il colore della pelle, riuscivano a farsi passare per bianchi e affrancarsi dal loro razzismo: in questo contesto sociale e storico nasce il romanzo Passing – Due donne di Nella Larsen del 1929 (edito in Italia da Frassinelli), che la regista Rebecca Hall ha adattato per il cinema (prodotto e distribuito da Netflix).

Due donne. Passing

Due donne. Passing

Nello splendore crepuscolare degli anni Venti, mentre tutta una generazione scampata al massacro della guerra si riprende la vita con l'avidità del presente, New York vibra di un'energia potentissima, e Harlem, in particolare, conosce una stagione creativa senza precedenti. Dentro questo nido sociale, Irene Redfield, sposata a un medico che le garantisce protezione e distanza, vive una tranquilla esistenza borghese. Ma un incontro fortuito arriva a incrinare le apparenti certezze di Irene.
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Irene Redfield e Clare Kendry potrebbero passare entrambe per bianche, ma è solo la seconda a farlo. Quando si incontrano, in un pomeriggio d’estate, dopo anni di lontananza, la nostalgia del passato le fa riavvicinare. Ma se per migliorare la propria condizione di vita, si è disposti a rinnegare la propria comunità di appartenenza, a quanti compromessi si è in grado di scendere? È possibile accordare la propria fiducia a chi ha tradito la propria razza? E infine: fin dove ci si può spingere per ottenere quello che si vuole?

D’altro canto, col procedere della storia, malgrado l’evidente empatia della regista con Irene, è difficile non sentirsi vicini a Clare, la bella afroamericana dalla carnagione chiara che ha dovuto rinunciare alle sue origini per cercare un riscatto dalla sua vita precedente; figlia di un operaio nero destinata a una vita di soprusi e di povertà che grazie al “passaggio” e al matrimonio con un ricco uomo bianco (che odia i neri) può vivere nel lusso e nell’agiatezza, garantendo a suo figlio un’istruzione elevata e un’esistenza che non conoscerà la discriminazione razziale.

Il razzismo è sistemico e i numeri lo dimostrano

«Io sono una donna bianca – ha spiegato Rebecca Hall in conferenza stampa a Roma, dove il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma – e non ho nessun esperienza di cosa si provi ad attraversare il mondo come una persona di colore, ma ho sicuramente esperienza di cosa significhi essere cresciuti da persone che vivono all’interno di una cultura razzista».


Ruth Negga e Alexander Skarsgård in Passing – Due donne (Courtesy by Netflix © 2021)

Perché vedere Passing – Due donne

Eleganza è il sostantivo che viene più spesso alla mente guardando questo bel film di Rebecca Hall, per la prima volta dietro la macchina da presa: elegante il bianco e nero delle immagini (firmate dal direttore della fotografia Eduard Grau, a cui si devono anche quelle di A Single Man, di Tom Ford, e di Boy Erased – Vite Cancellate, di Joel Edgerton), elegante la regia, eleganti gli abiti anni Venti indossati dalle due bravissime protagoniste, Tessa Thompson e Ruth Negga, ed eleganti le ambientazioni, in quella New York dell’era del proibizionismo, tra déco e razionalismo.

Storia di amicizia e gelosia, di invidia e disperazione, Passing esplora con tocco impietoso le conseguenze di un’amicizia senza fiducia e di un’ammirazione che si trasforma in risentimento e desiderio di prendere l’una il posto dell’altra: Clare per avere il calore e l’amore della famiglia, la sicurezza delle radici, Irene per avere i privilegi di una pelle chiara e la protezione di un matrimonio ricco. Due donne: sfaccettate, ambigue, mai banali.

André Holland e Tessa Thompson in Passing – Due donne (Photo by Emily V. Aragones/Netflix © 2021)

Scheda del film

Arriva su Netflix dal 10 novembre Passing – Due donne, diretto dall’attrice Rebecca Hall, al suo debutto da regista. Tratto dal romanzo omonimo di Nella Larsen, racconta la storia di due donne afroamericane, Irene Redfield (Tesssa Thompson) e Clare Kendry (Ruth Negga, candidata all’Oscar per Loving), nella Harlem della fine degli anni Venti.

Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2021 il 30 gennaio 2021 e poi alla Festa del Cinema di Roma. L’uscita è prevista in versione limitata il 27 ottobre 2021.

Articolo originale pubblicato il 20 Ottobre 2021

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