Si vive una volta sola! E allora: benvenuti nella YOLO economy! Ma è proprio così?

Rinunciare alla sicurezza del posto fisso e della stabilità economica per rimettersi in gioco: la YOLO economy e quanto la pandemia abbia influito sul suo sviluppo.

Il mondo del lavoro sta cambiando e anche rapidamente. Tra i molteplici fattori, sicuramente la pandemia ha influito sul modo in cui i millennials si relazionano al lavoro e allo stress che questo provoca.

Da qui lo sviluppo della YOLO economy: reinventarsi con leggerezza.

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Cos’è la YOLO economy?

Lasciare il lavoro d’ufficio per inseguire i propri sogni. Chi non lo ha desiderato? Ora, dire addio alla stabilità per abbandonarsi al rischio potrebbe diventare una tendenza. La chiamano YOLO economy e ha a che fare con il mettersi in gioco per trasformare una passione in lavoro.

YOLO, infatti, è l’acronimo di You Only Live Once; uno slang inglese che possiamo tradurre con ‘si vive una volta sola‘. E questa è la filosofia che molti lavoratori, soprattutto nell’ultimo periodo, stanno adottando.

Certo, non tutti possono permettersi di rinunciare a un lavoro stabile per inseguire un sogno, ma la percentuale di chi, stufo della monotonia e dello stress dati da un impiego d’ufficio, ha deciso di distaccarsi dall’idea tradizionale di lavoro è in netto aumento. Secondo numerose stime circa il 40% dei lavoratori mondiali starebbe valutando il cambiamento; per l’Italia 1 dipendente su 3 potrebbe essere pronto al salto nel vuoto.

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Le cause della nascita della YOLO economy

Il mercato del lavoro è in costante mutazione e rimanere al passo coi tempi è fondamentale per non essere sovrastati dal sistema. La capacità costante di reinventarsi e di fare marketing in maniere diverse dal tradizionale potrebbe, forse, risollevare una situazione occupazionale non proprio rosea.

Trovare lavoro, soprattutto per i giovani, è diventato sempre più difficile e spesso ci si accontenta di posizioni poco stimolanti e soddisfacenti. La saturazione rispetto a questa condizione potrebbe essere la causa principale della nascita della YOLO economy. Questo senso di burnout, da cui nasce l’esigenza di cambiare il modo di rapportarsi al lavoro, non può che essere legato, anche, al modo in cui il capitalismo moderno fagocita il nostro tempo, limitando la nostra libertà in favore di una costante richiesta di produttività.

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A creare la possibilità pratica per questa rivoluzione è sicuramente il progresso tecnologico. Questo tipo di dinamismo, infatti, è agevolato da pratiche come il lavoro telematico. Inoltre, le aree verso cui si sta indirizzando la YOLO economy sono proprio quelle legate al digitale, alla logistica e alle tecnologie dell’informazione.

YOLO economy e COVID-19

Una pandemia globale non poteva che esasperare questa situazione. Per molte persone il COVID-19 ha ristabilito un nuovo ordine di priorità, un po’ tutti abbiamo riconsiderato diversi aspetti della nostra vita. Chi ha le competenze e le possibilità economiche adeguate per non preoccuparsi delle possibili conseguenze negative, proprio in questo difficile momento, ha deciso di rivoluzionare la propria vita.

Il COVID-19 ha incentivato la YOLO economy in un duplice modo. Sia, in senso negativo, portando al limite durante il lockdown lavoratori già esausti; sia, in positivo, creando delle nuove possibilità di lavoro da remoto che rendono più agevole la vita di alcuni, dando loro la possibilità di avanzare richieste ai datori di lavoro in base alle esigenze personali.

Un’inchiesta del New York Times, ricca di dichiarazioni di lavoratori che hanno cambiato radicalmente la loro professione negli ultimi 12 mesi, mette in evidenza quanto questi siano, ormai, disillusi rispetto al lavoro tradizionale. Convinti che il mercato oggi premi chi fa ‘pazzie’ e si butta in nuove sfide, come le nuove tecnologie e nuovi schemi di guadagno quali gli NFT, hanno deciso di intraprendere professioni magari meno redditizie, ma più gratificanti.

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Le conseguenze della YOLO economy

Questa tendenza sta creando non poche preoccupazioni ai dirigenti d’azienda. Molti stanno cercando modi per prevenire il burnout dei dipendenti offrendo un incremento delle ferie. LinkedIn, ad esempio, ha concesso una settimana di ferie retribuite in più a tutti i dipendenti; i lavoratori di Twitter, invece, hanno ottenuto un giorno di riposo in più al mese. Aumentare le ferie può essere una buona strategia che, però, poco può con quei dipendenti che, stanchi dalla staticità delle loro posizioni, hanno bisogno di un cambiamento radicale.

Si tratta di una tendenza passeggera o di una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro? Questo è ancora troppo presto per stabilirlo. È possibile, infatti, che esauriti i risparmi, molti ritornino sui propri passi e a un lavoro stabile e bisogna tener conto del fatto che la maggior parte dei lavoratori, anche tra i più insoddisfatti, non può permettersi di rimanere senza un’entrata fissa.

Se il futuro della YOLO economy non è chiaro, ad essere evidente è il fenomeno di alienazione che caratterizza il mondo del lavoro e che ci spinge a fuggire dal nostro ruolo di macchine iperproduttive.

Articolo originale pubblicato il 25 Maggio 2021

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