L'appello di Licia Colò per salvare gli animali dalle nostre mascherine

Le mascherine che usiamo, se smaltite male o abbandonate, possono arrecare danni gravissimi all'ambiente e agli animali. Per questo, Licia Colò e moltissime associazioni ambientaliste stanno portando avanti una campagna contro l'inquinamento da mascherine.

Da un anno a questa parte le mascherine, volente o nolente, sono ormai diventate parte del nostro quotidiano; siamo abituatissimi a usarle, ma qualcuno di noi invece è ancora poco informato su come smaltirle.

Banale, ma fondamentale dirlo, le mascherine rappresentano una potenziale fonte (ulteriore) di inquinamento, ed è perciò importante capire cosa farne una volta che si decide di buttarle via, affinché non rappresentino un rischio per gli animali e la natura.

Una crociata in questo senso è portata avanti da Licia Colò, conduttrice che notoriamente è molto attenta ai temi ambientali, che sulla sua pagina Facebook ha postato alcune immagini estremamente significative nella loro drammaticità.

IMPORTANTE!!! Aderisci anche tu alla campagna "TAGLIA L'ELASTICO PRIMA DI GETTARLA NELLA SPAZZATURA!!!" e per favore falla girare🙏

Pubblicato da Licia Colò su Lunedì 22 febbraio 2021

Perché è così importante tagliare l’elastico prima di gettare le mascherine usate nella spazzatura? Ovviamente, perché non è raro che alcuni uccelli, attirati da quanto si nasconde nei sacchetti dell’immondizia, possano andare a rovistare rimanendo impigliati con l’elastico, proprio come le foto postate da Licia Colò dimostrano. La campagna “Taglia l’elastico prima di gettare la mascherina” è sostenuta anche dalla Lipu e dal WWF.

Ci serve più ecosofia, per comprendere che l'uomo non è al centro dell'universo

C’è però ovviamente anche un altro problema, e riguarda chi invece sceglie di abbandonare le mascherine per strada, sulle spiagge o nei parchi anziché conferirle nella raccolta dell’indifferenziato, dove dovrebbero essere correttamente buttate. Questo significa potenzialmente condannare a morte certi volatili, pesci e altri animali che possono rimanere intrappolati nelle mascherine, o addirittura mangiarle. Lo stesso, naturalmente, vale per i guanti (oltre che per la plastica e per gli anelli delle lattine). Si tratta di semplice civiltà ed educazione, ma per gli animali questo può voler dire davvero molto.

Anche perché, per l’ambiente è davvero problematico smaltire le mascherine; uno studio effettuato nel 2020 dal Dipartimento per l’ambiente marino del Servizio sanitario pubblico federale del Belgio ha rilevato che una mascherina chirurgica impiega ben 450 anni per decomporsi. Un allarme del genere, del resto, era già stato lanciato dall’associazione francese Opération Mer Propre, spiegando che, andando avanti a questi ritmi, presto il mare potrebbe avere un altro abitante: le mascherine che, se smaltite male, potrebbero persino superare la popolazione delle meduse. Una strage annunciata, che siamo ancora in tempo a fermare, ma su cui dobbiamo riflettere.

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