«Pe’ me po’ esse’ bisessuale, trisessuale, quadrisessuale, pentasessuale. So solo che da quer punto de vista… è da applauso». Così Valeria, alias Isa Gallinelli, in Borotalco, ci avrebbe introdotti inconsapevolmente al concetto di polisessualità.

Che nel 1982, anno in cui il film uscì, quando ancora non era così diffusa la consapevolezza in relazione agli orientamenti sessuali, diventava oggetto di una battuta passata alla storia del cinema. Oggi fortunatamente sappiamo non solo che, come dice Valeria, i bisessuali «sono una realtà», ma anche che lo è chi è polisessuale.

Non sempre le idee però sono chiarissime quando si parla di identità di genere e orientamenti sessuali e vale la pena ricordare come anche questi due concetti, seppur legati, siano molto differenti. L’orientamento sessuale descrive chi amiamo o per chi proviamo attrazione, l’identità di genere invece esprime il genere in cui ci riconosciamo.

È altrettanto importante ricordare che occorre sfatare lo stereotipo per cui in alcuni orientamenti sessuali esista una promiscuità diffusa: non parliamo solo e sempre di sesso, parliamo anche di amore in alcuni casi e quindi parliamo anche di persone che scelgono di essere monogame e in alcuni casi di trascorrere addirittura tutta la propria vita con una sola persona.

Cosa significa polisessuale?

Polisessuale
Fonte: Le regole dell’attrazione

Una persona polisessuale è chi prova attrazione o anche interesse sentimentale per altri che possono appartenere a tre o più identità di genere (ma non a qualunque identità di genere, perché altrimenti sarebbe pansessuale).

A titolo esemplificativo, un polisessuale può provare attrazione, per esempio, per chi si riconosce nel genere femminile, per chi è non binario e per chi è gender fluid (e cioè non si riconosce costantemente in un solo genere).

La polisessuaità non va confusa con il poliamore, perché la polisessualità è appunto un orientamento sessuale, il poliamore un tipo di relazione. Chi è polisessuale può essere monogamo oppure trovarsi maggiormente a proprio agio in una relazione poliamorosa.

Cosa significa monosessuale?

La persona monosessuale è quella che invece prova attrazione o sentimenti per altri che si riconoscono in una sola identità di genere.

Per ricorrere a una semplificazione che fa riferimento alla scala Kinsey (cioè il primo tentativo nella storia di classificazione degli orientamenti sessuali), i monosessuali possono essere coloro che rappresentano uno 0 o un 6 sulla scala Kinsey e quindi possono essere esclusivamente eterosessuali oppure esclusivamente omosessuali.

Ma naturalmente è monosessuale anche chi prova attrazione solo per le persone non binarie o solo per le persone gender fluid e così via.

La differenza tra polisessualità, bisessualità e pansessualità

I concetti di polisessualità, bisessualità e pansessualità sono spesso confusi. Le persone bisessuali vengono intese come coloro che provano attrazione per due genere: quindi il bisessuale può sentirsi attratto sia da uomini che da donne, oppure sia da non binari che da donne, sia da uomini sia da gender fluid e così via. Il fatto che bi- è un prefisso per indicare il numero 2 non significa quindi che si debba ragionare per forza in termini binari.

Il pansessuale, che trovò una prima teorizzazione in Italia negli anni ’70 con Elementi di critica omosessuale di Mario Mieli, può invece sentire attrazione per persone di qualunque identità di genere, o meglio prova attrazione per una persona al di là della sua identità di genere.

Queste due sono comunque delle definizioni di massima, un po’ datate per la verità. Ciò che è fondamentale, quando si parla di orientamento sessuale e identità di genere, è l’autodeterminazione.  Oltre che, naturalmente, l’inclusione, perché a volte si rischia di ragionare troppo in termini binari ed essere quindi trans escludenti. Tanto che l’aggiornamento del Manifesto bisessuale del 2017 ha allargato la definizione di bisessualità e si parla di bi+, utilizzando bisessuale come termine ombrello che racchiude anche il polisessuale e il pansessuale, riassumendo la definizione in “attrazione per due o più generi”.

Tuttavia non c’è un parere univoco su queste definizioni e non è sempre chiara la differenza tra l’uso comune di questi termini e l’uso da parte degli addetti ai lavori o comunque degli attivisti.

Le bandiere

Polisessuale
Fonte: Un altro genere di rispetto blog

Le bandiere con cui vengono indicati questi tre orientamenti sessuali sono profondamente differenti, anche se tutte e tre tricolori:

  • i polisessuali vengono indicati con una bandiera con tre righe orizzontali della stessa misura nei colori del magenta, del verde e del ciano;
  • i bisessuali sono invece indicati da una bandiera a strisce rosa, viola e blu: la riga viola è centrale e non solo è più sottile, ma fa riferimento al fatto che il viola è il colore di sintesi tra rosa e blu e che forse tra due colori dobbiamo essere in grado di percepirne anche le tante sfumature;
  • la bandiera dei pansessuali è infine formata da tre strisce anche queste di uguale misura, ma stavolta nei colori del magenta, del giallo e del ciano.

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