Bellezza collaterale: trovare la bellezza nel dolore - Roba da Donne

Cos'è la bellezza collaterale, che rende bello anche il dolore più profondo

In un film del 2016 Will Smith ci dimostra come è possibile cogliere la bellezza anche nel momento più brutto e doloroso della vita. Vediamo cos'è la "collateral beauty" e come funziona.

Vivere situazioni di dolore profondo è una cosa estremamente difficile. Dopo una perdita, o una grande sofferenza, sembra che tutto sia nero, che non esista più nulla che possa farci tornare ad apprezzare qualcosa nella vita. Tuttavia, anche nel momento più doloroso è possibile trovare qualcosa di positivo, connesso alla sofferenza. Si intende questo con bellezza collaterale, un concetto che può aiutare a scovare la luce in mezzo al buio.

Cosa si intende per bellezza collaterale?

Con bellezza collaterale si intende che nonostante il dolore, anche nei momenti più brutti della vita si può trovare della bellezza. E questa bellezza non è cercata, ma è appunto collaterale, ossia accidentale, ma in qualche modo connessa alla sofferenza. Si basa sull’idea che i tre concetti astratti di tempo, amore e morte legano tra loro gli esseri umani e le loro vicende in questa vita. Vorremmo tutti avere più tempo, desideriamo l’amore e temiamo la morte.

Nonostante questo legame, specialmente nel dolore, l’uomo tende a chiudersi e a tenere una visuale limitata sul proprio vissuto. Non si apre agli altri per rimanere focalizzato su ciò che sta passando, non accorgendosi che intorno succedono tantissime cose. La bellezza collaterale è il legame profondo di tutte le cose che ci permette di allargare lo sguardo e ritrovare qualcosa di positivo. Per farlo è necessario, con il giusto tempo, reagire, riorganizzare la propria vita, in modo da cogliere la bellezza della vita in sé, considerata come un dono che abbiamo ricevuto, e ricercare l’amore che c’è in ogni cosa.

Collateral beauty: il film

bellezza collaterale
Fonte: Web

Il termine “bellezza collaterale” nasce dal film Collateral Beauty di David Frankel interpretato da Will Smith, anche se narra un concetto esistente. Un film toccante, che riesce a trasmettere cosa significa vivere un dolore intollerabile come la perdita di un figlio, e riuscire a risorgere in qualche modo ritrovando la bellezza che la vita può offrire. Il protagonista è Howard, un dirigente pubblicitario che, dopo la tragica morte della figlia, cade in un profondo stato di depressione, si isola ed è a un passo dal suicidio.

I colleghi, temendo per il futuro dell’azienda, assumono un investigatore privato che scopre delle lettere che Howard ha indirizzato a tre entità: il Tempo, l’Amore e la Morte. Decidono così di ingaggiare tre attori che interpretino queste entità davanti a lui, per poi farlo credere pazzo e incapace di gestire l’azienda. Si tratta dei tre colpevoli contro cui ci si scaglia nei momenti di crisi e sofferenza. È quando non abbiamo più tempo che ci rendiamo conto di cosa abbiamo perduto, e ne vorremmo ancora. Ma questo è inesorabile e non è qualcosa a cui possiamo dare la colpa per ciò che ci capita.

L’amore è un sentimento che muove la vita, tuttavia lo benediciamo quando c’è e lo malediciamo quando ci viene portato via. Howard fa appello ad esso lamentandosi di essersi fidato dell’amore, per essere poi fortemente deluso non solo per la perdita della figlia ma anche per il divorzio dalla moglie. E infine la morte è ciò che più temiamo e con cui ci arrabbiamo quando ci fa perdere qualcuno di amato. In realtà, è proprio grazie allo stratagemma dei colleghi, inizia a frequentare un gruppo di sostegno dove conosce altre persone con storie di sofferenza. Smosso anche dai tre attori a reagire, inizia a comprendere la bellezza collaterale, intesa come la bellezza che è in ogni cosa e che circonda ogni uomo.

Bellezza collaterale e psicologia

La psicologia fa riferimento a ciò che si intende con bellezza collaterale nel percorso di elaborazione del lutto. L’individuo reagisce a una perdita attraverso una serie di comportamenti e sentimenti che lo dovrebbero portare all’accettazione, a riprendere in mano la propria vita. Sopravvivere alla morte di una persona cara sembra impossibile, ma nel film Collateral beauty è ben mostrato come il gruppo terapeutico sia molto importante in questo senso. Secondo la psicologia, la cosa più importante in un gruppo terapeutico è arrivare alla consapevolezza del fatto che non si è soli ad affrontare una perdita così grande.

La propria esperienza e i propri sentimenti di rabbia e tristezza vengono condivisi in modo da non sembrare più così insopportabili. Lo scopo è quello di tornare a un’esistenza autentica e reale. Durante il lutto le persone tendono a chiudersi e isolarsi, ad abbandonare tutto e tutti, compresi i loro obiettivi. La bellezza collaterale aiuta invece a rendersi conto che ciò che non c’è più non torna indietro e bisogna trovare il senso per andare avanti, cercando di cogliere anche nel dolore e nella perdita la bellezza collaterale.

Bellezza collaterale ed elaborazione del lutto

Un lutto provoca un profondo dolore, dal quale sembra impossibile uscire. L’elaborazione del lutto avviene teoricamente in 5 fasi, che possono avere durata e manifestazione differente. Sono negazione, patteggiamento, rabbia, depressione e accettazione, ma non tutti riescono ad attraversarle tutte e per questo rimangono bloccati da rabbia e depressione. La bellezza collaterale entra in gioco nel momento in cui dovrebbe avvenire il superamento di queste fasi negative ed arrivare all’accettazione.

Possiamo dire che è una vera e propria metafora dell’elaborazione del lutto. Soprattutto nei momenti difficili si riesce a vedere solo quello che angustia. Riuscire ad avere uno sguardo ampio sulla vita permette in ogni momento di mantenere l’equilibrio.

Ancora di più quando si attraversa un lutto: anche se sembra un concetto banale, non va tutto bene o tutto male, gli aspetti positivi della vita esistono sempre e si possono scoprire o riscoprire anche nel dolore.

4 modi per cogliere la bellezza collaterale

Trovare la bellezza collaterale nel buio del dolore e della sofferenza non è certamente facile. Si tratta di andare contro a tutti i sentimenti di depressione, rabbia e disperazione che si provano nei momenti tragici. Tuttavia, è importante riuscirci perché rappresenta il primo passo per ricominciare a vivere anche dopo un lutto profondo. Vediamo 4 modi e consigli per cogliere la bellezza collaterale.

1. Comprendere di non essere soli

Come abbiamo visto, un elemento fondamentale per comprendere la bellezza collaterale è capire che non si è da soli. I concetti di tempo, amore e morte legano gli umani indissolubilmente: come te, nel mondo ci sono tantissime altre persone che attraversano un momento di dolore. Non è necessario portare il peso da soli, perché diventa insopportabile.

2. Pensare che il mondo non è solo bianco o nero

Cogliere la bellezza collaterale vuol dire entrare nell’ottica per cui nella vita non c’è solo brutto o bello, ma ci sono tante sfumature. Anche nel dolore più grande, la vita può offrire qualcosa di positivo, al di fuori della sofferenza. Questo pensiero può sembrare un’illusione o impensabile durante il dolore, ma ha invece grande forza nel trovare un po’ di luce.

3. Parlare con qualcuno

Invece di isolarsi, è importante durante l’elaborazione di un lutto o un periodo buio riuscire a parlarne con qualcuno. Non devono per forza essere amici o familiari, con cui spesso è difficile parlare di sofferenze che non stanno provando anche loro. Per questo si può ricorrere a gruppi di sostegno o ambienti con sconosciuti che stanno passando qualcosa di simile. In questo modo si condividono le esperienze e le sofferenze, e il peso sembra più sopportabile da portare.

4. Trovare la forza per reagire

Va contro ogni fibra del proprio essere quando si attraversa un periodo di depressione e lutto riuscire ad alzarsi dal letto e uscire. Ma è ciò che permette di cogliere la bellezza al di fuori di sé. L’unico modo per portare avanti gli obiettivi dei punti precedenti è proprio questo: avere la forza di alzarsi e reagire, perché solo così si possono conoscere altre persone e ritrovare l’autenticità di vivere.

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Articolo originale pubblicato il 13 Dicembre 2019

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