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Morta assassinata per stupro

Lo stupro è stato, nel caso di Noa Pothoven e in molti altri taciuti dalla cronaca o ignorati dagli stessi familiari delle vittime, un omicidio. Poco importa che non ci sia un colpo di pistola, un coltello, un pugno a togliere fisicamente la vita a una ragazza o a una donna, in questo caso a una bambina al tempo della violenza.
Questo contenuto fa parte della rubrica “Senza palle”

Quello che c’è da sapere di Noa Pothoven è tutto nel post con cui ha detto addio al mondo e nel suo libro.
Quello che c’è da sapere è, di fatto, una cosa sola.
Noa Pothoven è morta di stupro.
Il suo è stato un omicidio.

Quello che c’è da sapere e urlare forte è che lo stupro è un crimine infame, che non si esaurisce con l’eiaculazione dello stupratore e l’appagamento della sua furia libidinosa.
Lo stupro è stato, nel caso di Noa Pothoven e in molti altri taciuti dalla cronaca o ignorati dagli stessi familiari delle vittime, un omicidio. Poco importa che non ci sia un colpo di pistola, un coltello, un pugno a togliere fisicamente la vita a una ragazza o a una donna, in questo caso a una bambina al tempo della violenza.

C’è stato lo stupro a toglierle l’anima, l’identità, la fiducia, la possibilità di lasciare avvicinare gli altri e di costruire una vita oltre il fatto di respirare; nonostante gli affetti, nonostante i farmaci e le terapie, nonostante i fiduciosi, disperati e potenti tentativi di una ragazza di guarire.
C’è stato uno stupratore.
C’è un assassino che le ha inoculato dentro la morte, poco importa se questa sia sopravvenuta per suicidio, eutanasia o altro.

Noa Pothoven è morta chiedendo a chi l’ha amata e a chi ha amato di lasciarla andare. “L’amore è anche lasciare andare”. Ed è legittimo e non è criticabile ed è, in ogni caso, da rispettare.

Noa Pothoven ha portato in sé il germe della morte, restituendo all’esterno bellezza, forza e una narrazione della malattia mentale onesta e concreta, oltre lo stigma di chi pensa ancora che malattia non sia – semmai la debolezza vezzosa e patetica di chi si autocommisera invece di reagire – e come malattia non vada curata.

Chiamiamo le cose con il loro nome:
Noa Pothoven è morta assassinata per stupro.

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