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Ramadan, che significato ha e perché è così importante

Il Ramadan è il mese in cui i musulmani celebrano la prima rivelazione del Corano a Maometto, praticando il digiuno, pregando e astenendosi dal sesso.
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Secondo il calendario islamico, il Ramadan è il mese sacro che dura 30 giorni in cui si celebra la prima rivelazione del Corano a Maometto. Dunque è una festività molto importante e molto sentita dai fedeli.

Il digiuno durante il Ramadan è obbligatorio, è un vero e proprio precetto religioso. Fa parte dei Cinque Pilastri dell’Islam, insieme alla professione di fede, alla preghiera, all’elemosina legale e al pellegrinaggio. Lo praticano tutti i musulmani, ad eccezione degli anziani, delle donne in attesa di un figlio, di quelle in fase di allattamento o che hanno le mestruazioni, dei diabetici, dei malati terminali.

Quando si celebra il Ramadan?

Il Ramadan è il nono mese dell’anno nel calendario musulmano, che a differenza del nostro (gregoriano) è un calendario lunare che dura circa 11 giorni in meno di quello solare (354 o 355). Per questo non cade sempre nello stesso periodo del calendario gregoriano, anche perché per i musulmani la numerazione dell’anno comincia a partire dal nostro 622 d.C., corrispondente al giorno in cui Maometto lasciò la Mecca per recarsi a Medina.

Dipendendo dalle fasi lunari, o meglio, dall’osservazione a vista della luna crescente, il Ramadan può iniziare in date diverse da Paese a Paese.

Nel 2019 il Ramadan andrà (secondo il calendario gregoriano) da domenica 5 maggio a martedì 4 giugno.

“O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio” (II, v.183)

Le regole del Ramadan

Durante il Ramadan i musulmani seguono regole ferree in merito all’alimentazione (cosa e quanto bere e mangiare), ai rapporti sessuali, alla preghiera, ai comportamenti sociali. Tutto ciò serve per insegnare la pazienza, l’umiltà, l’autocontrollo e la spiritualità e serve anche per avvicinarsi di più ad Allah attraverso la preghiera e chiedendo perdono per i peccati commessi.

Chiaramente nel tempo sono emerse delle distorsioni, degli equivoci, frutto anche di interpretazioni sbagliate delle Scritture.  Shabbir Hassan, uno studente di Scienze islamiche e Sharia e un Hafidh del Corano (con questo termine si indica coloro che conoscono il testo a memoria) ha smentito per la BBC alcuni di questi luoghi comuni errati. Ad esempio, non è vero che lavarsi i denti spezza il digiuno e nemmeno mangiare o bere accidentalmente qualcosa: l’importante è fermarsi quando ci si rende conto di ciò che istintivamente si è cominciato a fare. Assolutamente falso, inoltre, che durante il Ramadan si debba interrompere l’assunzione di farmaci.

Ramadan e alimentazione

Ramadan
Fonte: iStock

Durante il mese del digiuno si consumano due pasti principali: il suhur poco prima dell’alba e il fitùr (o iftar), subito dopo il tramonto.

Il suhur è sempre molto leggero: yogurt, frutta fresca, ma a volte anche solo un bicchiere d’acqua. Poi, più nulla fino al tramonto. Al fitùr si mangiano molti datteri e poi zuppe, lenticchie, patate, pollo, cous cous, pane azzimo, il piyaji (frittura a base di cipolla), il jalebi (dolce al limone e acqua di rose). Queste le pietanze più diffuse, che comunque variano da Paese a Paese. La notte, con moderazione e decoro, si può consumare frutta o bere una bevanda dissetante: tè chai, oppure il tipico sharbat, a base di limone.

In alcuni Paesi a maggioranza islamica il mancato rispetto del digiuno è sanzionato penalmente.

“Mangia e bevi fino a quando non puoi distinguere un filo bianco da uno nero alla luce dell’alba che sta arrivando. Quindi riprendi il digiuno fino all’imbrunire” (II, v. 187)

Ramadan e rapporti sessuali

Durante il Ramadan i musulmani praticanti devono astenersi dal fumare e dall’avere rapporti sessuali, nel periodo compreso tra l’alba e il tramonto.

Ramadan e preghiere

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Fonte: Pxhere

L’inizio del digiuno è annunciato dai muezzin, che chiamano alla preghiera del mattino e termina con la preghiera del tramonto. La lunga preghiera notturna è invece detta Tarawih.

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