Tra meno di un mese sarà Natale e proprio in questi giorni le famiglie si stanno preparando ad addobbare a festa le proprie case. Come ogni anno, il protagonista indiscusso sarà lui, l’albero di Natale. Ce ne sono di tutti i tipi: a partire da quelli più piccolini, adatti a chi ha poco spazio, ma vuole comunque vivere l’atmosfera natalizia, fino ad arrivare a quelli giganti, allestiti in gran spolvero e pieni di regali di Natale. Ma che sia grande o piccolo, ricco di addobbi di ogni tipo o semplicemente decorato con un filo di lucine colorate, c’è un dettaglio che tutte le volte torna a far discutere: è meglio prendere un albero artificiale o naturale?

Al di là di quelli che sono i gusti personali di ciascuno di noi, viene spontaneo pensare quale sia la decisione più giusta anche per quel che riguarda l’impatto ambientale. Probabilmente starete pensando: “Che domande, è ovvio che sia più ecologico scegliere un albero di Natale artificiale, invece di abbattere i bellissimi abeti che popolano le nostre foreste!”. In realtà, la risposta non è così banale. A parlarne al New York Times è il professor Bert Cregg, esperto in selvicoltura e in produzione di alberi di Natale alla Michigan State University.

Il primo luogo comune da sfatare è proprio quello che riguarda l’abbattimento degli abeti. Quelli che vengono venduti per Natale non sono infatti alberi provenienti da foreste, bensì cresciuti in fattorie proprio come frutta e verdura. Un buon albero di Natale richiede infatti meno di dieci anni per arrivare a una giusta altezza, e una volta tagliato viene subito rimpiazzato con una nuova piantina. Con tutti i benefici che ne conseguono: aria più pulita e un habitat perfetto per gli animali selvatici. Senza contare che l’acquisto di abeti naturali, soprattutto da piccoli produttori locali, è un buon modo per far girare l’economia.

D’altra parte, però, un albero artificiale può essere comprato una sola volta e riutilizzato per molti anni. I problemi (ecologici) che si pongono sono comunque numerosi. Gli abeti natalizi sono fatti in PVC e spesso vengono prodotti in Cina. Quindi nel computo degli effetti che questi hanno sull’ambiente dobbiamo inserire anche quelli legati al loro trasporto nel nostro Paese. Per ridurre l’impatto ambientale degli alberi artificiali, dovremmo utilizzarli per almeno 5 anni di seguito, e possibilmente ancora più a lungo.

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Ma permangono comunque altri problemi, che il professor Cregg porta alla luce. Meno abeti piantati – se non vengono venduti, i produttori non continueranno di certo a crescerne di nuovi! – e meno lavoro per le piccole aziende locali che si occupano di questo settore. Dunque, la domanda è sempre la stessa: qual è la scelta migliore? L’alternativa più ecologica risulta essere l’albero naturale, purché ci si premuri di riutilizzato in modo prezioso per l’ambiente. Un esempio è quello della città di New York, che ogni anno raccoglie migliaia di abeti natalizi per pacciamare i parchi e le aree pubbliche. In questo modo arricchisce il suolo e previene l’erosione dei terreni.

Insomma, non c’è bisogno di rinunciare al magico momento in cui tutta la famiglia si riunisce per andare a cercare l’abete perfetto per il proprio Natale. Basterà seguire alcuni piccoli accorgimenti per rendere il tutto più ecosostenibile: preferite i produttori locali e, dopo averlo utilizzato, riciclate il vostro albero. Potrete piantarlo in giardino o consegnarlo a chi ha un terreno adatto: in questo modo aiuterete davvero l’ambiente.

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