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Se il dolore per il suicidio di un figlio diventa lo spettacolo di altri

“Non cerca ascolti”, dice Alfonso Signorini.Cosa cerchi Lory Del Santo nella casa del Grande Fratello, del resto, non si sa.Che qualcun altro cerchi ascolti sulla sua pelle, invece, è evidente e mai come ieri sera si è avuto l'impressione di aver oltrepassato il limite e di essere davvero a un passo dagli Hunger Games.Perché oltre questo limite è difficile immaginare altro.

Nessuno ha il diritto di giudicare la scelta di Lory Del Santo di entrare nella casa del Grande Fratello VIP a poche settimane dalla perdita del figlio Loren, morto suicida a 19 anni.

Il nostro giudizio, nel bene e nel male, non è necessario, non serve a nessuno, non aggiunge né toglie nulla a una tragedia immensa, che si somma a quella della fine atroce del piccolo Connor, il bambino che Lory Del Santo ebbe con Eric Clapton e che, nel 1991, morì a 4 anni precipitando dal 53esimo piano di un grattacielo di Manhattan.

Il silenzio e il rispetto per il lutto di una madre, anche di fronte a scelte che non comprendiamo, è una lezione di umanità che abbiamo l’occasione di imparare da questa storia.

Diverso è quello che si può dire sulla scelta di una produzione televisiva, che offre un programma di intrattenimento in prima serata.
Perché esiste una responsabilità da parte di chi, in un contenitore dove alcuni vip o pseudo tali si travestono da primitivi, intessono tresche tra docce ammiccanti, doppi sensi, frasi sessiste e un vecchio playboy ben oltre il tramonto parla delle donne come di arredi che “ingentiliscono” lo yacht più grande, ci piazza il teatro macabro dell’ingresso di una madre che ha perso il figlio in modo atroce e stuzzica i leoni nell’arena di un Colosseo mediatico.

“Cosa ne pensi della scelta di Lory?”, chiede insinuante, a più riprese, Ilary Blasi a Maurizio Battista. Lui dribbla più volte la domanda, ma lei non glielo lascia fare, finché il comico è quasi costretto a manifestare di fronte a Lory Del Santo un dissenso che, probabilmente, avrebbe preferito tenere per sé.

Ma, si sa, the show must go on!, lo dice persino Ivan Cattaneo alla stessa Lory Del Santo – roba da non credere! -. Una persona dice che lo spettacolo deve continuare a una madre che ha perso il figlio e nessuno fa una piega: siamo talmente assuefatti al rullo mediatico che si fa passare un’aberrazione per un complimento alla showgirl, la celebrazione della sua forza e della sua voglia di rinascere.

Così, tra l’analisi raffinata del lutto della Del Santo in sua presenza di un concorrente – “Hai dimostrato di avere le palle!” – e i consigli di altri – “Potrebbe non essere il posto adatto per elaborare un dolore così grande” –, si consuma un teatrino grottesco a parti inverse.

Alla Del Santo spetta il compito di ripristinare la leggerezza che il suo ingresso rischia di togliere agli altri concorrenti (e non sia mai: lo show deve continuare!). Agli altri quello di scandagliare i dettagli del dolore più oscuro.

Ho lottato tanto nella mia mente per essere qui e non voglio portare tristezza. Sarò un esempio per chi ha vissuto il mio stesso dolore.

E mentre a lei sorride e spiega a più riprese il suo bisogno e il suo diritto a riprendersi la gioia di vivere, dall’altra parte, nessun rispetto per il dolore di una madre che ha perso due figli, nessun pietoso silenzio in attesa che sia al massimo lei a parlare. La si incalza su più fronti: prima in studio, sulla soglia della casa e poi all’interno della stessa.

Il GF non può essere una terapia. Non condivido la tua scelta, mi sforzo di capirla. Perché questa condivisione del dolore non l’hai fatta con tuo figlio Devin al di fuori del circo mediatico? Il tuo dolore stona nella cornice leggera

Lo dice Alfonso Signorini, apparentemente ragionevole, prima di gridare un “Illuminaci, illuminaci” a chiosa delle risposte della Del Santo:

Ho avuto un’esperienza identica anni fa, mi sono ritirata nell’oscurità, ma estraniarmi dalla società non è servito. Lo scrigno del mio dolore è chiuso, lo aprirò al momento giusto. Ho molto amore da dare […]

Sono per metà luce e per metà buio, ma ho tanta luce ancora da dare. È successo che ho passato tanti giorni da sola e pensavo troppo. Stavo male e pensavo ‘se non lo saprà mai nessuno io potrò uscire ed essere me stessa’. Ma gli altri se ne accorgevano, mentivo continuamente e così mi sono detta: basta devo affrontare la vita. Entro al GF per cercare una medicina diversa. Siamo tutti delle meteore che fanno un percorso e dobbiamo emanare luce.

“Non cerca ascolti”, dirà sempre Alfonso Signorini a un certo punto.
Cosa cerchi Lory Del Santo nella casa del Grande Fratello, del resto, non si sa.
Che qualcun altro cerchi ascolti sulla sua pelle, invece, è evidente e mai come ieri sera si è avuto l’impressione di aver oltrepassato il limite e di essere davvero a un passo dagli Hunger Games.

Perché oltre questo limite è difficile immaginare altro.

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