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La cacca glitterata, trovata o follia di un nuovo trend di cui non avevamo bisogno

La cacca glitterata è la nuova frontiera dell'Internet: ecco come funziona e soprattutto perché non si deve ingerire per nessuna ragione.
Cacca glitterata

Il giorno che nessuno si aspettava è arrivato: la cacca glitterata è realtà. Eh sì, non stiamo scherzando, anche se tutto questo fenomeno ci appare quanto meno grottesco e paradossale. Su Amazon e su Etsy sono infatti in commercio delle pillole piene di glitter che servirebbero per ottenere una cacca glitterata. La questione non è semplice come però uno si immaginerebbe e cioè che si tratta di pillole, si ingeriscono e poi quando una va a fare la cacca otterrà l’esplosione di brillantini. No, non funziona così: queste pillole non si ingeriscono assolutamente.

Su Amazon la vendita delle pillole di glitter è abbastanza chiara: si tratta di decorazioni per fare uno scherzo, per portare un po’ di allegria durante le brutte giornate o per le feste. O, in ultima istanza, da spargere sulla propria cacca prima di tirare lo sciacquone. Su Etsy il termine «pillole» è fuorviante, anche se le faq sono abbastanza illuminanti e ribadiscono più volte che queste pillole piene di lustrini non si ingeriscono, e se le si ingerisce lo si fa nella piena consapevolezza di star facendo una sciocchezza e si sollevano il produttore e il venditore da qualunque responsabilità.

I “modelli” disponibili su Etsy sono davvero variegati e ci si può sbizzarrire: c’è il Golden Poo Pack – per capire cosa provava il Re Mida nel fare la cacca – il Princess Poo Pack con le tonalità del rosa, del viola e dell’arancione, il Magic Mermaid Poo Pack per sentirsi come Ariel affetta da stitichezza, l’Unicorn Poo Pack perché unicorni e arcobaleni sono la moda del momento e il Mistic Seawitch Poo Pack con tutti i toni del mare più profondo.

Per comprendere il fenomeno e perché qualcuno dovrebbe voler fare la cacca glitterata si possono solo formulare delle ipotesi. Il glitter è composto da copolimeri – ossia le macromolecole di una catena polimerica. In pratica stiamo parlando di plastica, ma anche di alluminio, titanio e ferro. In antichità – perché i lustrini c’erano pure millenni fa – il materiale constava di vari minerali come galena, ematite o cristalli di malachite, ma anche le conchiglie di alcuni insetti. Tuttavia ovviamente neppure all’epoca, quando ancora le popolazioni erano molto primitive rispetto a noi, nessuno avrebbe mai pensato di ingerire il glitter.

Si può dunque pensare a una moda – esattamente come quella degli unicorni, che però a differenza della cacca glitterata non ci risulta causi probabili problemi di salute. Si può pensare al fatto che la cacca sia qualcosa di sgradevole e la si voglia migliorare. Questo è in parte comprensibile: la cacca ha un odore e un aspetto sgradevole – e a volte fa quasi paura, soprattutto se avete rivisto di recente il film Salò di Pier Paolo Pasolini. Ma in fin dei conti fa parte del nostro ciclo quotidiano: ci nutriamo ed espelliamo quello che dobbiamo espellere. A chi giova fare la cacca glitterata, tanto più che sono pochi i secondi che intercorrono tra l’alzarsi dal wc e tirare lo sciacquone? Temiamo la risposta: giova a chi farà le foto da pubblicare su Facebook o Instagram.

Forse stiamo un po’ esagerando e qualcuna magari tra le nostre lettrici giovani ci accuserà di essere troppo “antiche” per comprendere questo folle desiderio di cacca glitterata. Alziamo le mani, in fondo non è che possiamo capire tutto: ci possiamo limitare ad analizzarlo e raccontarlo. E intanto restiamo in attesa della prossima invenzione, che ci auguriamo avrà una maggiore cassa di risonanza sul Web: la cacca profumata. Quella sì che potrebbe avere un gran successo e rivelarsi estremamente utile. Non sia mai che vi scappi la cacca al terzo appuntamento, mentre cenate a casa del vostro partner, dove c’è un minuscolo bagno senza finestre e senza aeratore.

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