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Cos'è l'analfabetismo funzionale da cui sono affette molte persone sui social

L'analfabetismo funzionale è un fenomeno diffuso in tutto il mondo, che colpisce solo in Italia il 47% della popolazione, e causa l'incapacità delle persone di comprendere ciò che si legge, di scrivere frasi complesse di senso compiuto e di elaborare un pensiero critico instaurando una discussione sulla vita quotidiana e sulla società.

L’analfabetismo funzionale è l’incapacità di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nella vita quotidiana. L’analfabetismo funzionale sembra affliggere oggi molte persone, specialmente con la crescita dei social e della scrittura veloce. La gravità dell’analfabetismo funzionale si concretizza con l’incapacità di comprendere, elaborare ed esprimere le informazioni, e di creare frasi di senso compiuto.

La maggior parte degli individui, al giorno d’oggi, sanno leggere e scrivere, ma non sono in grado di rielaborare i concetti ed esprimere un proprio parere. L’enorme disponibilità di informazioni che il web e la tv mettono a disposizione viene contrastata dalla difficoltà di sviluppare un pensiero critico e personale, e comprendere a pieno l’attualità.

Analfabetismo funzionale: cos’è?

analfabetismo funzionale
Fonte: Web

Le Nazioni Unite hanno coniato il termine analfabetismo funzionale nel 1984. Questa definizione è stata necessaria per differenziare l’analfabetismo funzionale dall’analfabetismo strutturale. Quest’ultimo è l’incapacità di decifrare i caratteri e i numeri, la completa inabilità a leggere e scrivere, derivante dalla mancata istruzione di base. La necessità dell’UNESCO era di elevare l’alfabetizzazione nelle campagne affinché la popolazione imparasse non solo a leggere e scrivere, ma anche a sviluppare un pensiero logico e utile nella vita di comunità e socio-economica.

L’analfabetismo si caratterizza in particolare con: incapacità di capire in modo corretto documenti informativi o di istruzioni (bollette, articoli di giornale, contratti), incapacità di fare calcoli più impegnativi di quelli elementari (calcoli di contabilità con cifre alte o decimali, calcolo di percentuali) e scarsa capacità di usare sistemi informatici che non siano intuitivi come i social network o le app (come fogli di calcolo o sistemi operativi).

Inoltre, gli analfabeti funzionali manifestano una conoscenza molto superficiale di fenomeni sociali, di attualità, politici, economici, storici, scientifici. La conseguenza di questo fenomeno è l’assenza di un senso critico e l’inabilità di discernere le fake news e le fonti false da quelle affidabili, affidandosi a stereotipi, pregiudizi e generalizzazioni.

Come è nato l’analfabetismo funzionale

L’analfabetismo funzionale non ha un’unica causa, deriva da diversi fattori sociali e culturali combinati fra loro. Tutte le cause sono comunque riconducibili all’assenza di esercizio mentale. Sembra essere questa la causa primaria, derivante da condizioni della cultura degli ultimi decenni, insieme ad un basso livello di istruzione del Paese.

Secondo gli studiosi sociologi è estremamente importante mantenere allenata la mente con la lettura più complessa di libri, che stimolano il pensiero personale e critico, la curiosità e il linguaggio. Fin da piccoli viene insegnato che più si legge, più si impara a scrivere e parlare, poiché si entra in contatto con parole e nozioni sempre nuove. Inoltre la lettura è un ottimo esercizio per la memoria e contro l’invecchiamento cerebrale.

Ciò che ha favorito la diffusione di analfabetismo funzionale negli ultimi anni è la comunicazione online, specialmente i social network. Questi strumenti abituano le persone, specialmente nella fascia di età tra i 16 e i 60 anni, a scrivere frasi e parole abbreviate. Inoltre le emoticon molto spesso sostituiscono la maggior parte delle parole. Di conseguenza, anche individui che sanno leggere e scrivere correttamente perdono la capacità di una scrittura più completa. A causa della vita sul Web, inoltre, sempre più persone tendono a prendere per vere tutte le notizie su Facebook e sul Web in generale, limitando molto il pensiero critico e la capacità di discernere le fonti e le voci autorevoli e capaci, dal giornalismo delle bufale.

Analfabetismo funzionale in Italia

analfabetismo funzionale
Fonte: Web

L’Italia è uno dei Paesi del mondo con il tasso di analfabetizzazione funzionale più alto, stanziandosi al quarto posto. Sono circa il 28% gli italiani affetti da questa condizione, che non permette di sviluppare un pensiero logico ed essere attivi in una discussione. Per calcolare il livello di analfabetismo funzionale l’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, si avvale del programma PIAAC. Si tratta di un test con domande riferite alla vita quotidiana, al lavoro svolto, alle letture effettuate, l’utilizzo di biblioteche o la frequentazione di librerie.

Il numero così alto di italiani analfabeti funzionali si riscontra in modo pericoloso proprio sui social network. Questo fenomeno infatti è nato decenni fa, ma al giorno d’oggi è possibile averne una conferma su Facebook o Twitter, dove sono all’ordine del giorno discussioni alimentate da analfabetismo funzionale. Notizie o pensieri riguardanti la politica, i problemi sociali ed etici fatti da persone senza alcuna specializzazione o competenza (o peggio ancora con l’interesse di suscitare una reazione “di pancia” comportandosi da “troll”) o commenti ad essi vengono prese per verità assoluta, guadagnano migliaia di like e vengono condivisi ripetutamente, senza che a qualcuno venga in mente di informarsi maggiormente per comprendere la realtà dei problemi ed elaborare un pensiero proprio.

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