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Quando andava di moda fare i picnic al cimitero

Picnic in campagna? Non è sempre stato così: tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento si diffuse la strana moda del picnic al cimitero...

Estate, tempo di scampagnate e gite in montagna o al mare. Quale miglior momento per organizzare un picnic? In riva al fiume, in una pineta, sotto l’ombra di un grande albero, l’importante è che sia un luogo pieno di calma, tranquillità e pace. Soprattutto di pace. Gli americani di fine Ottocento devono aver preso un po’ troppo sul serio la ricerca di un luogo di quiete, stando a quanto raccontato in un recente articolo di Atlas Obscura. Il loro posto preferito per un picnic? A quanto pare era il cimitero.

Diversamente dai nostri campisanti, quasi tutti i cimiteri anglosassoni sono sempre stati immersi nel verde. Grandi querce, prati verdi punteggiati di piccole lapide, spazi immensi: un contesto decisamente ameno per riposare in eterno, ma anche per un pomeriggio. In mancanza di spazi attrezzati e alternative valide, un secolo fa dovevano aver tutta l’aria di un parco vero e proprio, ideale per un picnic.

Si diffuse così la strana moda della scampagnata al cimitero. Lunghe processioni di donne eleganti con il parasole, con cestini pieni di frutta e panini, venivano avvistate ad esempio al Woodland Cemetery di Dayton, in Ohio, oppure al Saint Paul’s Churchyard di Lower Manhattan, New York. In realtà, mangiare in compagnia dei defunti è una tradizione rintracciabile in diverse culture, dall’Antica Grecia all’Asia. Gli americani non avevano inventato nulla di nuovo, anche se dietro si nascondeva un motivo serio.

Fonte: Historic St. Luke’s

Secondo i cronisti vittoriani, il picnic al cimitero era diventato un “capriccio” per una ragione molto semplice. In seguito a diverse epidemie di febbre gialla e colera, il tasso di mortalità infantile era molto alto e tantissime donne morivano di parto. La morte era una presenza costante nella vita di tutti. Non sorprende quindi che molte famiglie scegliessero di passare del tempo in quei luoghi diventati tristemente affollati di giovani vite spezzate, soprattutto di bambini e madri.

La moda dei picnic al cimitero ebbe un effetto curioso anche dal punto di vista urbanistico. Sia in Europa che in alcune parti degli Stati Uniti, alcune municipalità decisero di abbandonare il modello più austero di camposanto, posizionato accanto alla chiesa, per spostarlo fuori dalla città e in contesti più naturali. Sulle lapidi i teschi vennero sostituiti dai motivi floreali.

In alcune parti degli Stati Uniti, come ad esempio a Denver, i picnic divennero così affollati da costringere la polizia a intervenire per calmare gli animi. I rifiuti si accumulavano, soprattutto di bottiglie vuote di birra, e in molti si lamentavano per un simile affronto alla santità del luogo. Ma non furono le proteste a frenare le orde di picnicker, bensì i cambiamenti della società americana.

La scampagnata al cimitero rimase in voga fino agli Anni Venti. L’abbassamento della mortalità infantile, l’avanzamento della scienza e la creazione di parchi cittadini ne decretarono la fine. Curiosamente, però, in molti cimiteri americani il regolamento proibisce o consente ancora oggi i picnic. Il Green-Wood Cemetery di Brooklyn, ad esempio, lo vieta specificamente, sebbene in altri sia ancora espressamente concesso. Per la felicità di molti americani appartenenti a culture diverse, che da sempre ricordano i loro morti in maniera meno funebre, magari proprio pasteggiando tutti insieme di fronte alla foto del caro estinto.

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