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"Ciao, sono Luca...": il figlio muore, la madre decide di essere la sua voce su Facebook

Luca Borgoni è morto a 22 anni in un incidente sul Cervino, l'8 luglio 2017. La mamma, Cristina Giordana, porta avanti il suo ricordo sul profilo Facebook del ragazzo, aggiornato con post e fotografie. Così, lei è diventata la sua voce.

La storia di Luca Borgoni e della sua coraggiosa mamma, Cristina Giordana, ci aveva commosse qualche mese fa, quando avevamo scritto di come quest’ultima si fosse presentata nell’aula magna dell’università di Torino per discutere la tesi di suo figlio, morto l’8 luglio del 2017 mentre si allenava sulle montagne.

Luca era un esperto scalatore, nonostante la giovane età – appena 22 anni – ma quel giorno, sul Cervino, a 3000 metri di quota, una tragica fatalità gli ha fatto perdere la vita; aveva depositato la sua tesi sugli integratori alimentari nello sport appena 5 giorni prima, e sulle sue montagne stava preparando la scalata al Dhaulagiri, settima montagna più alta del mondo, nella catena dell’Himalaya, in Nepal.

Cristina, insegnante di matematica, ha trovato un modo davvero speciale per portare avanti il pensiero di suo figlio, senza chiudersi nel dolore o nella commiserazione, che pure sarebbero state ragionevolissime; non solo, infatti, ha ottenuto la laurea (che ovviamente non ha alcun valore legale, ma quello affettivo è inquantificabile) al posto suo, ma ha scelto di portare avanti il suo account Facebook, aggiornandolo con post, foto, pensieri. Scrivendo proprio come se fosse lui.

C’è riuscita con la “complicità” della figlia minore, Giulia, che al Corriere lei definisce “una piccola hacker“: ha trovato la password per entrare nel profilo social del fratello, e da quel giorno la mamma lo riempie quasi quotidianamente parlando proprio come Luca. “Tenere in vita quello spazio con le sue foto, i suoi racconti, i messaggi dei suoi amici, mi sembrava un modo per continuare a farlo vivere – ha spiegato Cristina – Ma non ho mai usato toni tragici, cupi. Ogni post di Luca dopo la morte è sempre stato scritto con paradossale serenità, a partire da quello che annunciava il suo funerale“.

Che in effetti recitava questo:

informazioni utili per chi volesse ancora scambiare quattro chiacchiere con me… “, una frase per dare uno schiaffo al dolore e alla tristezza di una famiglia spezzata da una morte inaspettata, straziante, lacerante.

L’amico Davide Gerlero, nell’ottobre del 2017, è riuscito davvero a portare a termine l’impresa per cui Luca si stava allenando così duramente: ha scalato il  Dhaulagiri, e lo ha fatto, in una incredibile coincidenza, proprio il giorno 8, alle 11, “giorno e ora dell’addio di mio figlio a questo mondo“, dice Cristina. Luca, attraverso le dita della mamma sulla tastiera del pc, ha annunciato la notizia con un post.

Dopo l’impresa compiuta da Davide, adesso la foto di Luca sventolerà per sempre sulle cime della montagna che era il suo sogno.

Fonte: facebook @luca borgoni

Mamma Cristina vive il ricordo di suo figlio con la forza silenziosa di chi non permette alla disperazione e allo sconforto di prevalere, di averla vinta; forse per carattere, forse perché, dato il lavoro, la sua mente è abituata alla razionalità, oppure semplicemente perché sa che Luca non vorrebbe vederla abbandonarsi al dolore, così lei ha scelto una strada diversa, alternativa, per portare avanti la sua memoria. Diventando lui, incarnandosi nel suo spirito avventuriero da ragazzo con i piedi ben piantati a terra e la testa immersa tra le nuvole delle sue montagne, e dei suoi sogni.

Luca viveva in un appartamento che nonna Rosangela, scomparsa solo sei mesi prima di lui, gli aveva lasciato; è lì che Cristina si reca ogni volta che vuole andarlo a trovare: non al cimitero, ma nella sua casa, che ancora profuma di lui. “Tutto è rimasto esattamente come l’ha lasciata quando è uscito – spiega lei, che poi aggiunge – uno dei prossimi giorni gli diremo col pensiero che prima o poi dovremo spostare le sue cose perché lì dentro ci vivrà sua sorella Giulia“.

 

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