6 febbraio: Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili - Roba da Donne

6 febbraio: Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Oggi è la giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: un fenomeno che tutt'oggi è molto diffuso. Una giornata per sensibilizzare, per far sapere: un piccolo passo contro la violenza.

Perchè non se ne parla mai abbastanza. Oggi si ricorda una forma di violenza che è inaccettabile, come le altre, però questa deriva dall’ignoranza e che alla fine lascia un segno indelebile, spesso è letale. E l’infibulazione, cioè la mutilazione dei genitali femminili. Consiste nell’asportazione di parti dell’organo genitale con successiva cauterizzazione che non di rado provoca infezioni e problemi al momento del parto, non chè la privazione del piacere sessuale, in quanto il rapporto diventa molto doloroso. Una violenza diffusa soprattutto nel Corno d’Africa, in Egitto, Sudan e Mali. Oltre 140 milioni di donne nel mondo la subiscono. Ma il fenomeno dilaga anche in Europa: sebbene sia vietato, le bambine spesso vengono portate all’estero. Oggi è la giornata giusta per cercare di fare qualcosa di più, dice il ministro degli Esteri, Giulio Terzi: “Il modo migliore per dare un senso alla giornata di oggi e’ quello di proseguire i nostri sforzi per incoraggiare sempre piu’ il fronte dei Paesi africani favorevoli alla risoluzione, che debbono essere i veri protagonisti di questa fondamentale battaglia di civilta’”.

In tutta Europa questa  pratica barbara è severamente vietata e punita con il carcere. Oltretutto, l’Italia si è distinta in passato per un impegno sostanziale in questo campo, riconosciuto a livello internazionale; impegno che però non è stato rispettato del tutto.
In particolare la legge n. 7/2006 è considerata un esempio a livello internazionale, perché non si limita alle misure penali: è infatti l’unica legge al mondo ad aver previsto attività di prevenzione volte a scoraggiare la pratica, e a stabilire per tali attività un finanziamento pari a complessivi 5 milioni di Euro l’anno a partire dal 2005.
Tuttavia, a tutt’oggi i fondi relativi all’anno in corso, secondo informazioni del Ministero della Salute, non sono stati erogati. Non solo: poco si conosce anche di come siano stati spesi, se lo sono stati, i fondi erogati negli anni precedenti. Ancora un esempio di classica gestione all’italiana? Certamente sì, ma ora non è il caso di soffermarsi su questo.

E’ importante sapere che c’è sensibilizzazione sul tema, che si sta facendo qualcosa.  Sapere con cosa si ha a che fare perchè la violenza ha mille forme ed è importante cercare di fermarla un passo alla volta.

Una giornata non sarà di sicuro sufficiente, ma è pur sempre un piccolo passo.

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Articolo originale pubblicato il 6 Febbraio 2013

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