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Come affrontano le mestruazioni le donne senzatetto

Le mestruazioni, come ben sappiamo, possono a volte rappresentare una difficoltà nella nostra vita di tutti i giorni, questo a causa dei crampi, della spossatezza, per non parlare della necessità di prestare una maggiore attenzione alla pulizia per evitare cattivi odori e perfino infezioni. Se per noi il ciclo può essere un fastidio, immaginiamo le enormi problematiche che deve affrontare "in quei giorni" una donna home-less, dall'acquisto di assorbenti all'utilizzo di un bagno. Fortunatamente esistono iniziative come quella di Nadya. Scopriamo di più!
Fonte: Web
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Noi donne sappiamo benissimo che le mestruazioni possono essere alquanto fastidiose e imbarazzanti, questo sia a causa dei crampi che le accompagnano, che per alcune di noi sono davvero molto dolorosi da sopportare, sia per le perdite più o meno abbondanti, che comportano non solo la necessità di cambiare spesso tamponi e assorbenti, ma anche il bisogno di provvedere ad un’accurata igiene intima (che, ricordiamo, è sempre importante, ma è assolutamente da non sottovalutare “in quei giorni” per evitare l’imbarazzo dato da cattivi odori e il rischio di infezioni vaginali anche gravi).

Quindi, se già per noi le mestruazioni comportano delle “difficoltà“, immaginate per le donne che non hanno un tetto sulla testa e che si ritrovano a causa della mancanza di denaro a dover scegliere tra mangiare e acquistare una confezione di assorbenti o di antidolorifici. In questo drammatico scenario va ad inserirsi la nobile iniziativa della giovanissima Nadya Okamoto, che a soli 18 anni ha fondato Camions of Care, un’associazione no-profit che non solo distribuisce prodotti per l’igiene intima alle donne senzatetto, ma che vuole sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti del problema, di cui per imbarazzo o tabù non si parla come si dovrebbe.

1. La storia di Nadya

Fonte: buzzfeed.com
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Nadya Okamoto ha vissuto molto da vicino le difficoltà delle donne senzatetto. Infatti, a causa di problemi finanziari, all’età di 15 anni si è ritrovata insieme a sua madre, rimasta senza lavoro, e a sua sorella, nell’impossibilità di pagare la casa in cui vivevano a Portland, in Oregon, e così sono state dichiarate dal punto vista legale “home-less“. Per sette mesi le donne hanno vissuto da amici o parenti. Nadya ha affermato che fortunatamente sono sempre riuscite ad avere un tetto sulla testa, ma ha dovuto fare i conti in quei difficili mesi con l’angoscia di aver perso la stabilità economica e non solo. Di certo, comprare assorbenti e farmaci non era per lei una priorità in quel periodo e così spesso si è dovuta assentare da scuola a causa dell’arrivo delle mestruazioni, perché non era “adeguatamente preparata“. La giovane si è ritrovata di fronte, seppur in modo meno estremo, alle stesse difficoltà delle donne senzatetto, che costrette nel peggiore dei casi a dover usare calzini, fazzoletti e perfino fogli di giornale per assorbire il flusso.

2. Come le donne home-less affrontano il ciclo

Fonte: Web
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Le mestruazioni per le donne senza fissa dimora sono un vero e proprio problema. Antidolorifici e assorbenti non sono di facile accesso, per non parlare della difficoltà nel mantenere una buona igiene intima. Le donne preferiscono non alloggiare nei rifugi che considerano luoghi poco sicuri e difficilmente possono avere l’accesso ad un bagno privato per lavarsi o lavare i propri abiti macchiati. Per imbarazzo non parlano di questo problema alle associazioni, considerando il ciclo mestruale un vero e proprio tabù. Nadya ha acceso i riflettori su questo circolo vizioso per cui, a causa della mancanza di domanda, sono pochi i finanziamenti e, di conseguenza, le iniziative che si occupano di aiutare le donne home-less dal punto di vista dell’igiene intima.

3. Nadya e la Camions of Care

Fonte: Web
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Riacquistata la stabilità economica, Nadya ha deciso di fondare Camions of Care, un’associazione no-profit, che ha l’obiettivo di aiutare le donne senzatetto ad affrontare le mestruazioni tramite la distribuzione di prodotti e campagne di sensibilizzazione. La ragazza ricorda, con grande emozione, una delle prime volte in cui ha consegnato alcuni kit ad un rifugio dove ha visto una donna piangere perché stupita e commossa dal fatto che a qualcuno importasse delle sue difficoltà. I kit, che vengono venduti ad un prezzo simbolico di 1 dollaro grazie alle cospicue donazioni di aziende e privati, contengono tamponi, assorbenti e antidolorifici pensati per sostenere le donne per un intero ciclo mestruale; alcuni pacchetti contengono anche coppette mestruali e tamponi riutilizzabili per le donne che hanno la possibilità di usufruire regolarmente di un bagno privato. Attualmente sono circa 1.500 i kit distribuiti ogni mese, ma l’obiettivo è quello di estendere la rete di finanziatori per aumentarne il numero e accendere i riflettori sul problema, affinché aumentino le iniziative che mirino al miglioramento delle condizioni igieniche delle donne senzatetto.

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