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9 Cose che le Nate negli Anni '80 non Capiranno Mai dei Teenagers di Oggi!

Generazione che passa, usanze che trovi. Gli adolescenti di oggi, aiutati dai progressi della tecnologia, hanno un sacco di abitudini molto diverse da quelle di chi è stato teenager nei primi anni del 2000. Ma non sempre i trentenni (o quasi) odierni le capiscono. Ecco 9 cose che le nate negli anni '80 non capiranno mai (ma proprio mai) dei ragazzini di oggi.
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È praticamente un dato di fatto che i passi avanti fatti dalla società in ogni campo si riflettano irrimediabilmente sulla vita delle persone, modificandone stili, modi, abitudini, ed è altrettanto vero che solitamente siano le nuove generazioni, meno radicate nel passato e più propense ad accettare le novità, le prime ad adeguarsi al meglio ai cambiamenti: ecco perché il confronto generazionale è praticamente inevitabile, dal momento in cui è del tutto naturale per i più “anziani” cercare di entrare nell’ottica dei più giovani, o quantomeno provare a comprenderne i punti di vista, le mode e i gusti. È successo tra la generazione cresciuta negli anni ’70 e quella nata o diventata grande negli anni ’80, vissuta in un contesto di enormi cambiamenti storici, politici, ma anche culturali e succede ovviamente anche tra la generazione dei nati nel “ruggente” decennio che va dal 1980 in poi e quella venuta invece al mondo dopo il 1990.

Fermo restando che ogni epoca, ogni tempo, ogni periodo, porti naturalmente con sé aspetti positivi e non, mode discutibili, tendenze ed abitudini estremamente variegate, è però innegabile che, come i nostri genitori hanno faticato (e faticano tuttora) a capire certi nostri atteggiamenti, anche noi spesso rimaniamo perplesse di fronte ad alcuni usi che vediamo essere piuttosto diffusi tra le generazioni che ci hanno succedute. La questione non è parlare con una sedicenne per cercare di farle capire cosa si è persa non andando mai ad un concerto dei Backstreet Boys, o quanta nostalgia noi degli anni ’80 abbiamo della Nintendo 64, la cosa davvero sconvolgente è la consapevolezza di quante cose non riusciamo, e probabilmente non riusciremo mai a capire, dei teenagers di oggi!

Voi che avete trent’anni o giù di lì, vi siete mai chieste davvero quali sono le differenze più evidenti tra la vostra adolescenza e quella attuale? Senza voler dare giudizi di merito, dato che come abbiamo premesso ogni tappa nella vita di una persona è caratterizzata da lati positivi e negativi, noi abbiamo provato a raggrupparle tutte assieme, per giungere infine alle 9 cose che davvero mai, mai e poi mai capiremo dei teenagers odierni. Pronte per la battaglia tra generazioni?

1.L’uso smodato di Facebook

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Piccola ma necessaria premessa: l’avvento dei social network ha stravolto e rivoluzionato il modo di relazionarsi con il prossimo, indipendentemente dall’età; spesso il ruolo di queste piattaforme virtuali è inflazionato, esasperato al massimo, e l’abusarne indiscriminatamente non giova a nessuno, che si tratti di teenagers o no. Ma, se dobbiamo fare un confronto con chi ha avuto 15 anni o poco più nei primi anni del nuovo millennio, la differenza è evidente e abissale: noi avevamo Messenger, loro hanno Facebook, Instagram, Ask, Twitter. Ma per noi era sempre e comunque più bello aspettare con ansia il sabato pomeriggio per andare a fare un giro in centro, incontrarci con gli amici e magari vedere finalmente il ragazzo che ci piaceva, piuttosto che passare ore a chattare davanti ad un computer, privandoci della bellezza di una chiacchierata, una passeggiata o uno sguardo. No, questo non lo capiremo mai. Ragazzi, uscite!

2. L’uso continuo dello smartphone

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Vero, noi avevamo Snake e poco altro, oggi grazie agli smartphone esistono giochi, musica, app, insomma il telefono smette di avere quella funzione primaria per cui è stato pensato trasformandosi in una sorta di computer da portare sempre con sé e da utilizzare per qualsiasi cosa: le ricerche per la scuola si fanno su Internet, gli amici si sentono tramite Whatsapp, dimostri di pensare ad una persona tramite un like… ma non era meglio quando ci si chiamava al telefono di casa e lo squillo era il segnale per dire “ti sto pensando?”

3. Il linguaggio delle emoticon

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Sì, ormai tutti usiamo le emoticon, le faccine per esprimere gioia, rabbia, dolore, tristezza, amore, e sì, anche durante la nostra adolescenza c’era l’abitudine di abbreviare le parole, per quanto possibile, con degli inquietanti “xò”, “xké”, “tat” eccetera eccetera. Eppure non riusciamo ancora adesso a capire dove stia il risparmio di tempo effettivo nello scrivere “ti voglio bene” anziché farlo capire inviando un cuore, “un bacio” al posto della faccina con le labbra a cuoricino, un “uffa” invece di una faccia contrariata. Tanto più che oggi, diversamente da allora, le app di messaggistica istantanea sono gratuite e non hanno limiti di parole… insomma, finalmente potreste scrivere quanto vi pare, perché usare il linguaggio dei simboli?

4. La mania dei selfie

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Gelato: selfie. Pizza con le amiche: selfie. Passeggiata con il cane: selfie. Beate le teenagers di oggi con un’autostima infinita, desiderose di immortalarsi in qualsiasi frangente della loro vita, per poi postare tutto sui social (con rigorosa citazione di film, canzone o libro)! A parte essere del tutto all’oscuro sul tema filtri e programmi di modifica delle immagini, per noi era già tanto se ci convincevano a posare per la foto di classe di fine anno!

5. Genitore non ti temo!

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Ahimè questa è davvero una cosa difficile da capire. Avete mai preso una nota a scuola? E avete avuto il coraggio di tornare a casa per confessarlo a vostro padre e vostra madre? Beh, molti adolescenti oggi non hanno più (purtroppo) il timore di essere rimproverati o puniti dai professori o dai genitori, anzi spesso hanno volontariamente comportamenti sopra le righe, vuoi per spavalderia o per menefreghismo, e la cosa più sconcertante è che molte volte hanno mamme e papà che li difendono a prescindere a spada tratta. In questo caso, però, non ci sentiamo di dare la colpa ai ragazzi, ma proprio ai genitori, perché in fondo siamo noi a dover dare le direttive, le indicazioni, l’esempio e la disciplina ai nostri figli, e non possiamo aspettarci che crescano in modo diverso se fin da piccoli sono stati abituati a credere di essere infallibili o intoccabili.

6. I modi di ascoltare la musica

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No, non ci riferiamo ai gusti musicali, ma proprio alle modalità con cui si ascolta la musica oggi rispetto ai tempi della nostra adolescenza: noi passavamo ore allo stereo con il dito pronto sul tasto “rec” per registrare la nostra canzone preferita, i ragazzi di oggi hanno Shazam, Spotify ed un sacco di altre applicazioni che gli permettono di creare la propria playlist sul telefono. Ma questi sono i progressi della tecnologia, e sono okay; quello che davvero non capiamo è: perché quelle cuffie enormi? Noi andavamo in giro con un immenso walkman o un porta cd dalle dimensioni colossali ed un paio di cuffiette appena visibili, mentre i teenagers di oggi hanno smartphone leggerissimi e cuffie da far invidia al poligono di tiro. Ecco dunque la nostra vera domanda: perché?

7. Le battaglie a suon di like

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Legata a doppio filo all’uso (e abuso) dei social network c’è questa moda che impazza fra le nuove generazioni: a quante di voi è capitato di leggere, magari sulla pagine Facebook di una vostra cugina, o di vostro fratello minore, cose del tipo “Se metti mi piace ti do un voto” oppure “Voto le dieci più belle”?

Questa cosa non può non lasciare interdette noi, cresciute fra bigliettini passati sottobanco a scuola, passaparola infiniti fra le amiche e gli amici di lui, ed ore passate a guardare il ragazzo che ci piaceva dall’altra parte della strada senza avere mai il coraggio di avvicinarsi. Insomma, non è meglio vedersi e ammettere che ci si piace faccia a faccia, piuttosto che lasciare tutto alla mercé dei social network?

8. Non hanno mai visto (o quasi) i nostri cartoni animati… no, seriamente, non li hanno mai visti!

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Questa è davvero la cosa che ci sconvolge di più. Provate a chiedere ad un ragazzino di oggi quanti lungometraggi Disney abbia mai visto; probabilmente vi risponderà che conosce i più recenti, quelli realizzati da Pixar, ma che non sa nemmeno chi siano Cenerentola, Pongo e Peggy, Duchessa, Peter Pan, Mowgli o Pinocchio. Oppure provate a domandare loro se conoscono Lady Oscar, Pollon, Georgie… vi avvertiamo, però, le risposte potrebbero farvi venire da piangere!

9. I nuovi mestieri

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Di pari passo con l’importanza sempre maggiore assunta dai social network, dai blog, si è creata una rete di nuove professioni piuttosto difficili da capire a chi ha qualche anno in più: fashion blogger, influencer, oggi i ragazzi più giovani (non tutti, ovviamente) ambiscono a fare lavori che prevedono una connessione pressoché costante con il mondo di Internet, attraverso cui possano dettare nuove tendenze, mode, stili. E dire che, nella nostra infanzia, alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande” le risposte più gettonate erano la maestra o l’infermiera!