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Studentessa di medicina confonde il cordone ombelicale ed evira il neonato: come nasce una bufala

Questa notizia è vera? Scopriamolo con il gioco del "telefono senza fili", ma al contrario.
Fonte Web
Fonte: Web

Aggiornamento aprile 2017

Chiunque abbia mai visto un cordone ombelicale dal vivo, ma anche in TV, sa bene che è impensabile confonderlo con un pene.
E allora com’è nata la storia della specializzanda che, nell’ospedale di Coahuila, in Messico, si è “sbagliata” e ha reciso il pene del neonato al posto del cordone, evirando irrimediabilmente il bambino?

In realtà il meccanismo è chiaro a chiunque di noi abbia giocato, da bambino, al “telefono senza fili” o, in alternativa, a chiunque sia stato vittima o complice di un pettegolezzo passato di bocca in bocca.
Si parte dal fatto vero e questi, nei passaggi di mano, viene ingigantito sempre più, sempre più, fino a diventare, nel migliore dei casi, una leggenda metropolitana in cui realtà e finzione non sono più distinguibili ma, più spesso e più prosaicamente, una bufala.

Frutto della rincorsa allo scoop, al clic facile e dell’ignoranza di chi si beve tutto e, a sua volta, riporta senza verificare.
Ignoranza di cui, stavolta, Roba da Donne deve fare mea culpa, avendo a suo tempo cavalcato la notizia errata, assumendola per vera.

Non ci ricordavamo neppure più di questo articolo, scritto due anni fa, ma quando l’abbiamo ritrovato abbiamo pensato fosse corretto chiedere scusa e rimediare: ché non è mai troppo tardi né per la prima cosa, né per togliere una bufala e rendere merito alla verità dei fatti.

Come sono andate le cose? La metamorfosi della notizia a bufala è stata ben documentata dal sito bufale.net, su cui si trovano tutti i dettagli.
Riassumendo, in maniera approssimativa, tra i passaggi dell’infelice “evoluzione” si annoverano:

1. Il Giornale pubblica la notizia “Errore di una studentessa: Ho evirato un neonato, credevo fosse il cordone”

Nessun riferimento temporale, né geografico e la cosa dovrebbe insospettirci, come abbiamo visto qui:

All’interno di legge:

Orribile incidente in ospedale: una specializzanda in medicina confonde il pene con il cordone, mutilando un bimbo di poche ore

2. Leggo.it pubblica la notizia con alcune informazioni in più

Cita la fonte: questo articolo del Daily Star, dove compaiono anche dettagli come i nomi dei genitori  e il luogo in cui è accaduto. Inoltre Leggo.it, rispetto al Giornale, aggiusta il tiro e parla di “parziale evirazione”.

3. Dal canto nostro, anche noi facciamo riferimento all’articolo del Daily Star.

La notizia presenta quei dettagli che ce la fanno sembrare verosimile, pur nella sua assurdità. Siamo in buona fede, ma pecchiamo di pigrizia e non verifichiamo le fonti ufficiali.

4. La notizia sulle testate messicane

Il quotidiano El Universal parla di “lesioni accidentali del prepuzio in fase di taglio del cordone ombelicale”, in assenza del supervisore.
Segue un intervento di circoncisione del bambino, con il consenso dei genitori. La stessa madre parla di lesioni ai genitali profonde circa un centimetro (2 secondo il Daily Star). Si apprende poi che i genitori hanno denunciato l’accaduto alla Comisión Coahuilense de Conciliación y Arbitraje Médico (COCAM). Dal sito messicano Proceso.com.mx si sa anche che gli specializzandi avrebbero “giustificato” il fatto attribuendolo a movimenti improvvisi del bambino, che li ha colti di sorpresa (nessuno scambio tra pene e cordone).

5. Il comunicato ufficiale dell’IMSS, Instituto Mexicano del Seguro Social

La fonte più attendibile, come sempre accade per le notizie vere, fornisce tutti i dettagli del caso e di più:

  • Giorno e ora: mercoledì 7 luglio 2015, alle 15:12
  • La vicenda: taglio accidentale del prepuzio, cui ha fatto seguito, con il consenso dei genitori, un intervento di circoncisione
  • Giorno e ora di dimissione di mamma e figlio
  • Stato di salute (al momento del comunicato)
  • Avvio di un’indagine per capire le responsabilità.

Insomma, questi sono i fatti: il resto sono “ricami” sensazionalistici che, in questo caso, sono degenerati fino al dettaglio trash della notizia dell’evirazione.
Con beneficio di clic, non di verità.