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Riaperto il caso sulla morte di Lady Diana: l'autista accecato dalle forze speciali

Scotland Yard riapre il caso Diana: un laser accecante usato per colpire il conducente della macchina dove viaggiavano Diana e Dodi.
(foto:Web)
(foto:Web)

Non è la prima volta che il caso sulla morte di Lady Diana viene riaperto con l’ipotesi di un complotto. Negli ultimi giorni Scotland Yard sta confermando l’ipotesi che indica le Sas, ovvero le forze speciali, come i realizzatori finali: pare infatti che l’autista di Diana sia stato accecato con un raggio particolare. 

Le rivelazioni arrivano direttamente da un soldato “N.” e chiaramente saranno valutate per accertarne la veridicità. Secondo il Daily Mirror, l’ex militare si sarebbe confessato con l’ex moglie, raccontando del suo coinvolgimento nelle forze speciali per il complotto contro la principessa D. 

Il soldato avrebbe deciso di rivelare il tutto dopo che nel 2008 conobbe il principe William per delle lezioni di guida avanzata. Oltre a questa testimonianza viene citata anche la confessione di un guidatore che si trovava nel tunnel dell’Alma nel momento dell’incidente, nella quale si conferma la presenza di una luce bianca molto forte che ha colpito in pieno la Mercedes su cui viaggiavano Diana e il suo compagno Dodi.

Accecato, il conducente avrebbe perso il controllo dell’auto, provocando il fatale incidente.