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Perché voglio che la gente mi veda in mutande

Può un selfie di un corpo in sovrappeso in lingerie dare un forte messaggio di body-positivity e sensibilizzare alla diversità? Secondo la blogger Jasmine Grimes, sì!
selfie mutande
Fonte: Instagram @myssematch

Lei si chiama Jasmine Grimes, abita a San Francisco, ha 24 anni ed è una body-positive blogger, ovvero scrive post per diffondere messaggi di accettazione e di amore per il proprio corpo, a prescindere dal peso, forma, taglia e colore della pelle.
Jasmine è in sovrappeso e da sempre la società le ha imposto di percepire come “normali” le donne snelle e longilinee, dato che i mass media e il mondo della moda hanno per molto tempo enfatizzato come perfetto un corpo femminile filiforme.

Fin da quando era ragazzina le marche che producevano abiti con taglie plus selezionavano come modelle donne che vestivano al massimo la taglia 46-48, avevano la pancia piatta e i fianchi pronunciati. Jasmine non si identificava in loro perché le sue forme, come quelle di tante altre donne in sovrappeso, non erano quelle: sulla pancia ad esempio lei ha dichiarato di aver sempre avuto più grasso di quanto fosse mostrato nelle copertine delle riviste dalle modelle plus-size!

Nel 2013 Jasmine riceve in regalo una fotocamera semi-professionale e comincia a scattarsi delle foto nelle pose delle modelle magre che vedeva su internet o sulle copertine di riviste di moda. Nella sua vita era sempre stata timida e temeva continuamente il confronto con lo specchio: postare sui social le foto del suo corpo così com’era l’ha aiutata a vergognarsene sempre meno e, anzi, a cominciare ad apprezzarlo senza doversi adeguare a canoni estetici imposti da altri.

Commenti e critiche da parte degli utenti non sono tardate ad arrivare.

Ho cominciato a pensare che il mio corpo è bello proprio perché è così. Ecco perché ho bloccato gli utenti che hanno lasciato commenti cattivi e negativi alle mie foto accusandomi di essere in sovrappeso e quindi con problemi di salute.

A gennaio 2017 Jasmine decide di fare un altro passo avanti e di mostrare al mondo che era orgogliosa del suo fisico: così posta la sua prima foto in lingerie, scattata da sola nella sua camera da letto. Era molto indecisa se pubblicarla oppure no perché temeva che non sarebbe stato colto il suo messaggio di sensibilizzazione e che al contrario tutti ci avrebbero visto solo un bisogno di attenzione, soprattutto da parte del mondo maschile.

Il motivo per cui ho postato una mia foto in abbigliamento intimo è che ci sono tante donne (e uomini) che provano qualunque tipo di dieta e che addirittura pensano al suicidio perché si sentono brutti a causa di standard di bellezza irraggiungibili imposti dalla società. Voglio mostrare a tutte le donne che hanno il mio stesso fisico che vanno bene così come sono.

Dopo il primo scatto in lingerie ce ne sono stati altri e Jasmine cerca di postarne uno nuovo a settimana per fare in modo che sui social media venga sempre più promossa e percepita come “normale” la diversità, in primis quella fisica. Non tutte le persone però sono d’accordo con questo approccio e molti pensano che i selfie (soprattutto quelli in lingerie) siano postati solo per attirare l’attenzione, e che la cosa che conta veramente sia sentirsi bene con il proprio corpo nel mondo reale. Jasmine al contrario crede molto nella sua campagna di sensibilizzazione, dato che lei per prima cercava su Instagram foto di donne della sua taglia per avere lei stessa dei “modelli”.

È vero che la cosa più importante è sentirsi bene con se stessi nel mondo reale. Però c’è qualcosa di magico in un selfie di una ragazza grassa che ostenta spavaldamente le proprie curve in lingerie perché è fonte di ispirazione per altre che potrebbero decidere di fare altrettanto. Le foto hanno la forza di far cambiare alle persone la percezione delle cose, ecco perché è importante che ci sia una maggiore visibilità per i corpi grassi. Io scorrevo le foto sui profili Instagram alla ricerca di donne con il mio stesso fisico per trovare la forza di mostrare anche il mio. In questo modo ho potuto vedere che anche altre avevano cellulite, smagliature e rotolini come me. È importante che tutti si sentano rappresentati, così possiamo incoraggiare le nuove generazioni a essere più aperte di mente rispetto a quelle precedenti.

Non sono mancati commenti e messaggi di ringraziamento, alcune donne hanno scritto a Jasmine che è stata la loro fonte di ispirazione e molte hanno ricondiviso il suo messaggio di body-positivity sui loro account social.

Non sappiamo dirvi se questo sia il modo giusto o corretto per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’accettazione del proprio corpo come dono unico e ineguagliabile, però Jasmine (a modo suo) almeno ci sta provando!

Ovviamente per percepire come “normali” dei corpi sovrappeso serve molto di più di qualche persona che posta selfie in lingerie. Io continuerò comunque a postarne altri perché la gente deve vedere differenti forme, taglie, colori di pelle per smetterla di nascondersi e di odiare chi è diverso. Con questo non sto dicendo che tutti dovrebbero posare in lingerie per essere body-positive, ma dovrete ammettere che le foto possono cambiare la percezione delle persone, soprattutto prima di giudicare il mio modo di vedere le cose.