Valeria, Mina, Ilaria e altre 7 "donne guerriere" e simbolo loro malgrado

Valeria, Mina, Ilaria e altre 7 "donne guerriere" e simbolo loro malgrado
Fonte: web e Facebook
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In un mondo perfetto, una madre, una compagna o una sorella non dovrebbero essere costrette a votare la loro vita alla ricerca di una giustizia. Non dovrebbero diventare delle donne guerriere, nell’accezione positiva del termine, per cercare una risposta alla morte o alla scomparsa dei loro cari. In un mondo perfetto sarebbe lo Stato a vigilare sulla verità, ma le cose non funzionano così. Ecco perché conosciamo ormai molto da vicino le storie di Ilaria Cucchi, Mina Welby e molte altre eroine coraggiose. Già, perché le vogliamo chiamare proprio così.

In particolare, meritano di essere lette e rilette le parole di Luciana Alpi, scomparsa nel 2018 dopo oltre 24 anni passati a cercare la verità sulla fine di sua figlia, Ilaria Alpi, uccisa in Somalia nel 1994. Era il 2017 e in un’intervista ad Articolo 21 esprimeva tutta la sua amarezza per la mancanza di supporto da parte delle istituzioni. Parlare di lei e delle altre donne serve anche a tenere viva la speranza di chi ancora non sa, ma che non vuole arrendersi.

La verità non la vogliono. Fanno passare gli anni sperando che quando verrà la mia ora non ci sarà più nessuno che continuerà a insistere per chiedere verità e giustizia.

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