Il lockdown per il contenimento del coronavirus è stato vissuto in modo diverso da tante categorie o macrocategorie di persone. Parlando di macrocategorie, come l’hanno vissuto le donne?

È difficile dirlo, perché quando parliamo di donne, anche solo restringendo il campo all’Occidente o alla nostra Italia, ogni individuo è un mondo a sé. Ma c’è chi ha provato a radunare molti, molti sguardi femminili in un film, che si chiama Tutte a casa – Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19.

Si tratta di un documentario partecipato: Tutte a casa raccoglie varie testimonianze video, girate con mezzi differenti. L’idea giunge da un gruppo di professioniste che lavora nel mondo dello spettacolo, che hanno lanciato una call a marzo. Le 16 autrici hanno creato un collettivo prima e un’associazione poi, e si chiamano: Cristina D’Eredità, Giovanna Canè, Eleonora Marino, Elisa Flaminia Inno, Elettra Pizzi, Nina Baratta, Federica Alderighi, Francesca Zanni, Beatrice Milano, Antonia Fama, Flavia De Strasser, Raffaella De Donato, Rosa Ferro, Elisabetta Galgani, Viola Piccininni e Desiree Marianini.

Quando abbiamo lanciato la nostra call – hanno raccontato le 16 autrici di Tutte a casa – non ci saremmo mai aspettate una tale partecipazioni, abbiamo riscontrato, da parte delle tante donne che hanno aderito al progetto, una gran voglia di raccontare, in maniera intima e non mediata, il loro punto di vista sulla pandemia, tra speranze in un cambiamento, difficoltà, incertezze, stravaganze. Anche per il nostro film siamo passate alla Fase 2 e, dopo aver raccolto tutto questo prezioso materiale, ci apprestiamo a tessere i fili di un racconto unico.

Innamorati a distanza: storie di amanti divisi dal Coronavirus

In Tutte a casa sono state raccolte le testimonianze di oltre 150 donne con 5mila video: in questo modo le donne raccontano il proprio diario emotivo per un periodo, come quello del lockdown, che passerà alla storia ma finora è stato narrato per lo più da un’ottica maschile. Il film parla in questo modo di crisi e di rinascita, del modo in cui le donne hanno reagito, sia quelle costrette a uscire comunque per andare a lavorare (come le operatrici sanitarie per esempio) sia quelle che hanno lavorato da casa, sia quelle che si sono dovute invece fermare. Ma chi sono esattamente queste donne?

La paziente malata di Covid – scrivono le donne del collettivo sul sito di Tutte a casa – la mamma in smart working e quella in cassa integrazione, il medico che ha curato il virus. La maestra impegnata nella didattica a distanza, la ballerina di pole dance, la donna che si ritrova a fare i conti con un corpo che non riesce più a comandare, le tassiste che attraversano città deserte, le ostetriche sempre al fianco delle donne. Per alcune, la quarantena è stata una rinascita, per altre una prigione, per altre ancora un motivo di riscoperta. Tutte loro, tra estro, creatività e sconforto, hanno saputo agire su se stesse, cercando soluzioni alla costrizione.

Per Tutte a casa è stato avviato all’inizio di luglio un crowdfunding che servirà a finanziare il montaggio e la post-produzione e che proseguirà su Produzioni dal Basso fino al 30 settembre 2020. L’obiettivo da raggiungere è 15mila euro. A giudicare dal teaser trailer su YouTube, noi speriamo vivamente che il collettivo riesca a raggiungere la somma necessaria, perché questa storia deve essere narrata.

Sfogliamo insieme la gallery per vedere alcuni dei volti coinvolti nel documentario.

"Tutte a casa": 13 donne tra lavoro e relazioni ai tempi del Covid-19
Fonte: Tutte a casa
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Articolo originale pubblicato il 6 Luglio 2020