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Galleria: Sophia Loren, i tre grandi amori della vita di una donna “tanta”

Sophia Loren, i tre grandi amori della vita di una donna "tanta"

Amori, parole e film dell'attrice che continua a incarnare l'essenza del cinema italiano e di una certa femminilità tutta italiana

“Non penso potrei vivere assolutamente nulla con più passione di quanto abbia fatto”: anche se potesse tornare indietro nel tempo, Sophia Loren non cambierebbe niente. Perché farlo, del resto: ancora oggi è l’emblema non solo del nostro cinema, ma di un’idea piuttosto comune che il mondo ha della donna italiana.

Bellezza sfacciata, genuinità e un approccio sorridente alla vita, tutte qualità che l’hanno fatta diventare la diva per eccellenza, ma sempre con i piedi per terra. Intervistata tempo fa da IoDonna, ha raccontato come l’amore sia stato fondamentale per lei. “Per se stesse, per un uomo, per tutto ciò che si fa. Come si fa a vivere senza?”, ha spiegato.

Lei di grandi amori ne ha avuti almeno tre, ma non stiamo parlando solo di uomini. C’è stato il marito, Carlo Ponti, che è stato al suo fianco per tutta la vita. E poi il cinema, che ha ricambiato il sentimento: l’obiettivo l’ha sempre amata follemente, come solo una persona in carne e ossa potrebbe fare. Ed è stato un colpo di fulmine.

Sono finita a Roma per caso. Non era facile per me capire cosa avevo dentro, cosa volevo fare, come potevo rispettare l’educazione ricevuta da mia madre. Io andavo un po’ di qua, un po’ di là… Dico una cosa grossa: dovessi avere 20 anni o iniziare la mia carriera oggi? Nonostante la guerra, forse è stato più facile ai miei tempi. Per le ragazze, oggi, mi sembra tutto estremamente complicato: l’educazione, i rapporti personali, i modelli imposti dalla società, questi social… Io ho semplicemente vissuto tutto con positività. Ed è bastato, sempre.

E poi c’è stato anche un amore molto più prosaico, quello per la buona tavola. Più volte, durante la sua carriera, ha raccontato la sua passione per la pasta, nata quando era ancora piccola e in casa c’era poco da mangiare a causa della guerra.

C’è persino un aneddoto passato alla storia: nel 1962, la in cui vinse l’Oscar per La Ciociara, rimase a casa, invece di andare a Los Angeles. Temeva di svenire per l’emozione, in caso di vittoria, allora preferì rimanere nella sua cucina a preparare il sugo per la pasta. “Tutto ciò che vedete, lo devo agli spaghetti”, disse inoltre di sé.

Non fu amore, invece, ma ci andò vicino, quello con Cary Grant. Si conobbero sul set, sul finire degli Anni Cinquanta, e lui perse la testa per lei. Nella vita di Sophia Loren, però, c’era già Ponti, anche se non aveva ancora divorziato ufficialmente dalla moglie.

Avevo 23 anni. Non ero pronta per lasciare l’ Italia. Avevo paura di cambiare completamente la mia vita. Mia madre aveva paura di volare e io temevo che vivendo in California non l’ avrei vista spesso.

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