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Galleria: “Com’è la vita da ‘genitori gay'”: la famiglia tutta maschile di Carlo e Christian

"Com'è la vita da 'genitori gay'": la famiglia tutta maschile di Carlo e Christian

Carlo e Christian ci hanno raccontato la loro famiglia tutta al maschile, con i loro gemelli, "Sbavolo e Pigrolo". "Essere genitori significa essere responsabili ed esserci ogni giorno, non ha nulla a che fare con la composizione familiare".

“Com’è la vita da ‘genitori gay'”: la famiglia tutta maschile di Carlo e Christian

"Com'è la vita da 'genitori gay'": la famiglia tutta maschile di Carlo e Christian
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Questo contenuto fa parte della rubrica “Le interviste di RDD”

Su Instagram il loro account si chiama Papà per scelta, ed è pieno di meravigliose foto che raccontano la loro straordinaria famiglia. Sì, perché Carlo e Christian hanno voluto diventare papà dei loro bambini con tutto se stessi, andando contro gli sguardi corrucciati, le bocche storte e le perplessità di chi ritiene che l’amore risieda solo nelle famiglie fatte da una mamma, donna, e un papà, uomo.

E hanno così creato la loro famiglia, tutta al maschile, che per amore, equilibrio e serenità non ha nulla da invidiare a milioni di altre.

Forse alcuni li avranno conosciuti girovagando sui social per un post, questo:

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👬SIAMO TUTTI GAY (?!)👬 [post ad alto contenuto ironico] Christian si sveglia tutte le mattina alle 6:30 (perché è gay). Sveglia i pupi, li nutre, li lava, li veste e si prepara per andare in ufficio (perché è gay ed è abituato a fare più cose contemporaneamente). Io mi alzo un po' dopo (anche se sono gay pur’io) perché mi occupo della poppata notturna. Faccio colazione in piedi (perché sono gay e mi piace tenermi in forma) e li accompagno al nido (perché continuo ad essere gay anche dopo il primo caffè della giornata). Quando ritorno a casa metto un po' a posto (perché sono gay e non mi piace il disordine), do la pappa a cani e gatti (perché si sa che noi gay abbiamo un sacco di animali) e mi metto a lavorare (perché anche noi gay di qualcosa dobbiamo pur vivere). Prima di pranzo vado a fare un po' di spesa (perché sono gay e ho sempre fame) e mi cucino qualcosa di veloce e leggero (perché sono gay e non c’ho voglia di sbattermi). Verso le 14 mi preparo per andare a prendere i gemelli al nido (perché sono gay e non mi piace far tardi) e poi ce ne andiamo al parco o in spiaggia (perché sono gay e mi piace stare all’aria aperta). Alle 18 Christian torna da lavoro e prepara da mangiare per grandi e piccini (perché essendo gay gli piace cucinare) e verso le 19 rincaso con i pupi (perché sono gay e cerco di rispettare gli orari della loro pappa). Dopo cena ci mettiamo tutti sul divano a guardare i cartoni (perché siamo gay e ci piace farci le coccole) e alle 21 portiamo i pupi a letto (perché si sa, noi gay siamo severi, e i bambini devono andare a nanna presto). Se le vostre giornate sono fatte in parte della stessa sostanza delle nostre, le cose sono due: o siete gay pure voi, oppure il fatto che io e Christian dormiamo nello stesso letto non ci rende poi così diversi. Serena domenica gay a tutti! #papàperscelta #pride #lgbt #lovewins #gayswithkids

Un post condiviso da Carlo&Christian +2 🍼🍼🌈🇮🇹 (@papaperscelta) in data:

E anche noi, incuriositi dalle loro parole e dalle immagini condivise con i followers su Instagram, li abbiamo intervistati per farci raccontare la loro storia e quotidianità. Che non ha nulla di diverso rispetto a quella di qualsiasi altra famiglia.

“Voler diventare genitori è sempre stato il sogno proibito di entrambi – ci raccontano – Una volontà costretta a rimanere chiusa in un cassetto per tanti, troppo anni assieme alla paura di non riuscire a trasformarla in realtà. Il giorno in cui ci siamo conosciuti abbiamo aperto insieme quel cassetto, scegliendo di essere felici.

Non credo che l’istinto genitoriale sia prerogativa femminile o che desiderare una famiglia spetti solo alle coppie eterosessuali. La genitorialità ha a che fare con la responsabilità, con l’esserci ogni giorno, con il prendersi cura. Tutte cose che prescindono dalla composizione familiare.

Nella fecondazione in vitro, così come nella gestazione per altri, è consuetudine clinica impiantare sempre due embrioni per accrescere il succesfull rate. Noi siamo stati fortunati e adesso siamo papà di due gemelli che riempiono le nostre giornate e movimentano le nostre nottate“.

Carlo ci ha parlato anche dell’iter seguito per diventare genitori tramite la gestazione per altri.

“Per un anno ci siamo informati per trovare l’agenzia che ci permettesse di rassicurare le nostre perplessità.

Se per noi diventare genitori è una scelta consapevole, per le donne che ci avrebbero aiutato doveva essere una scelta libera. Oggi la nostra belly mommy è parte della famiglia. Ci sentiamo spesso e a breve torneremo negli Stati Uniti per passare il Capodanno insieme”.

Sorprendentemente, però, al ritorno in Italia con i loro bambini Carlo e Christian non si sono confrontati con il muro del pregiudizio che si aspettavano, ma hanno trovato un’accettazione e un’accoglienza davvero belle.

“Una delle cose che più ci ha stupito da quando siamo tornati in Italia è che la società è molto più pronta ad accettarci di quanto vogliano farci credere gli ‘impoltroniti’. Le persone temono il diverso solo quando non lo conoscono direttamente. Rarissimi sono gli episodi omofobi che abbiamo vissuto sulla nostra pelle nella vita reale. Da potenziali vittime ci è capitato di rimanere imbrigliati nel nostro pregiudizio. Accecati dalla fregola di dover giustificare il nostro amore, in passato partivamo prevenuti nei confronti di sguardi indiscreti, reazioni grossolane e domande scomode. Ma il vento del cambiamento soffia sempre più forte e noi siamo contenti di farne parte“.

No davvero, nessuno che vi abbia mai detto che i vostri figli potrebbero crescere ‘confusi’? Non vi spaventa l’idea che potrebbero essere presi in giro a scuola?

“Quando diventi genitore, inizi ad amare i tuoi figli più di te stesso e faresti di tutto per proteggerli dal possibile e dall’eventuale. Ci spaventa e tanto. Ma quello che più ci terrorizza è il clima di odio che viviamo nell’ultimo periodo, soprattutto sui social. È in atto un processo di imbarbarimento valoriale che parte dalla tastiera per dilagare nella società.

Un fenomeno che non è più circoscritto alla rete, e che si estende al dibattito pubblico e nei luoghi ad alto tasso partecipativo come gli stadi. L’odio per il diverso è stato sdoganato. Speriamo e crediamo nelle nuove generazioni per ripristinare quel senso di umanità in grado di rendere il mondo un posto migliore

Carlo e Christian sono entrambi genitori dei gemelli. Ma, a livello legale, dicono

C’è un enorme vuoto legislativo lasciato dal mancato inserimento della stepchild adotpion nella Legge Cirinnà che lascia ai sindaci il potere di legiferare sulle singole identità familiari. È la loro fede politica a decretare se i miei figli possono vaccinarsi o accedere al sistema sanitario nazionale“.

La coppia sta per uscire anche con un libro, Papà per scelta, in arrivo il 28 novembre per Ultra; un progetto che i due avevano dentro da un po’, per la necessità di fare chiarezze su alcune cose.

“Il libro nasce dall’esigenza di voler ripristinare una corretta informazione sulle dinamiche di una famiglia omogenitoriale, basata sulla realtà e non sulle opinioni strillate in un qualche comizio. È un libro fatto di racconti senza pretese romanzesche, mire propagandistiche o complicate intelaiature narrative. Ci piace considerarlo come un libro da ascoltare perché gli occhi serviranno per visualizzare il nostro mondo e riscoprirlo non così diverso da quelli di tutte le altre famiglie“.

Sfogliate la gallery per conoscere la meravigliosa famiglia di Carlo e Christian e leggere cos’altro ci hanno detto.

 

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