Su Instagram il loro account si chiama Papà per scelta, ed è pieno di meravigliose foto che raccontano la loro straordinaria famiglia. Sì, perché Carlo e Christian hanno voluto diventare papà dei loro bambini con tutto se stessi, andando contro gli sguardi corrucciati, le bocche storte e le perplessità di chi ritiene che l’amore risieda solo nelle famiglie fatte da una mamma, donna, e un papà, uomo.

E hanno così creato la loro famiglia, tutta al maschile, che per amore, equilibrio e serenità non ha nulla da invidiare a milioni di altre. Li abbiamo incontrati tempo fa per un’intervista che riportiamo qui sotto, ma oggi ci sono novità positive per i loro bambini, Julian e Sebastian: potranno finalmente avere la carta d’identità elettronica.

Merito del ripristino della dicitura “genitori” sui documenti ufficiali, che sostituisce quella, istituita con un circolare del 31 gennaio 2019 dall’allora Ministro degli Interni Matteo Salvini, che indicava “madre” e “padre”.

I due papà ci spiegano che, in questo modo, i loro gemelli, di tre anni, potranno avere la carta d’identità in formato elettronico e non più cartacea, aggiungendo anche che la fantomatica dicitura “genitore 1” e “genitore 2”, in realtà, sui documenti non è mai esistita, e che si è trattata solo di una fake news costruita a scopi di propaganda politica. Christian e Carlo hanno aggiornato i tanti followers del loro account con un post dettagliato in cui hanno spiegato quanto accaduto.

Parlando con noi hanno sottolineato un’ulteriore problematicità della dicitura precedentemente in vigore, che ora finalmente sarà eliminata dal ripristino della definizione, nei documenti, di “Genitori”.

Anche nel nostro comune ci hanno spiegato che il problema non riguardava solo noi, ma tutte quelle famiglie non ‘convenzionali’ o composte da figure non riconducibili a madre o padre – dicono – ad esempio le famiglie monogenitoriali. Una ragazza del nostro comune, abbandonata dal compagno, si trovava in difficoltà ogni volta che leggeva su qualche documento ‘padre’, ed era giustamente arrabbiata.

Le scritte “madre” e “padre”, concludono, significavano

Negare la realtà di tante famiglie, che invece il termine ‘genitori’ include.

Il ritorno alla dicitura istituita dal governo Renzi nel 2015 sulla carta di identità dei minori under14, e anche sui moduli per l’iscrizione scolastica, è stato comunicato durante il question time alla Camera del 13 gennaio dalla ministra degli Interni Luciana Lamorgese.

Il garante della privacy ha rilevato che la dicitura padre e madre nella carta d’identità digitale ha comportato forti criticità, dal punto di vista della protezione dei dati e della tutela dei minori, nei casi in cui i soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale non siano riconducibili alla figura materna o paterna.

Sono state le parole della ministra.

*** Intervista originale del 26 novembre 2019***

“Voler diventare genitori è sempre stato il sogno proibito di entrambi – ci raccontano Christian e Carlo – Una volontà costretta a rimanere chiusa in un cassetto per tanti, troppo anni assieme alla paura di non riuscire a trasformarla in realtà. Il giorno in cui ci siamo conosciuti abbiamo aperto insieme quel cassetto, scegliendo di essere felici.

Non credo che l’istinto genitoriale sia prerogativa femminile o che desiderare una famiglia spetti solo alle coppie eterosessuali. La genitorialità ha a che fare con la responsabilità, con l’esserci ogni giorno, con il prendersi cura. Tutte cose che prescindono dalla composizione familiare.

Nella fecondazione in vitro, così come nella gestazione per altri, è consuetudine clinica impiantare sempre due embrioni per accrescere il succesfull rate. Noi siamo stati fortunati e adesso siamo papà di due gemelli che riempiono le nostre giornate e movimentano le nostre nottate“.

Carlo ci ha parlato anche dell’iter seguito per diventare genitori tramite la gestazione per altri.

“Per un anno ci siamo informati per trovare l’agenzia che ci permettesse di rassicurare le nostre perplessità.

Se per noi diventare genitori è una scelta consapevole, per le donne che ci avrebbero aiutato doveva essere una scelta libera. Oggi la nostra belly mommy è parte della famiglia. Ci sentiamo spesso e a breve torneremo negli Stati Uniti per passare il Capodanno insieme”.

Sorprendentemente, però, al ritorno in Italia con i loro bambini Carlo e Christian non si sono confrontati con il muro del pregiudizio che si aspettavano, ma hanno trovato un’accettazione e un’accoglienza davvero belle.

“Una delle cose che più ci ha stupito da quando siamo tornati in Italia è che la società è molto più pronta ad accettarci di quanto vogliano farci credere gli ‘impoltroniti’. Le persone temono il diverso solo quando non lo conoscono direttamente. Rarissimi sono gli episodi omofobi che abbiamo vissuto sulla nostra pelle nella vita reale. Da potenziali vittime ci è capitato di rimanere imbrigliati nel nostro pregiudizio. Accecati dalla fregola di dover giustificare il nostro amore, in passato partivamo prevenuti nei confronti di sguardi indiscreti, reazioni grossolane e domande scomode. Ma il vento del cambiamento soffia sempre più forte e noi siamo contenti di farne parte“.

No davvero, nessuno che vi abbia mai detto che i vostri figli potrebbero crescere ‘confusi’? Non vi spaventa l’idea che potrebbero essere presi in giro a scuola?

“Quando diventi genitore, inizi ad amare i tuoi figli più di te stesso e faresti di tutto per proteggerli dal possibile e dall’eventuale. Ci spaventa e tanto. Ma quello che più ci terrorizza è il clima di odio che viviamo nell’ultimo periodo, soprattutto sui social. È in atto un processo di imbarbarimento valoriale che parte dalla tastiera per dilagare nella società.

Un fenomeno che non è più circoscritto alla rete, e che si estende al dibattito pubblico e nei luoghi ad alto tasso partecipativo come gli stadi. L’odio per il diverso è stato sdoganato. Speriamo e crediamo nelle nuove generazioni per ripristinare quel senso di umanità in grado di rendere il mondo un posto migliore

Carlo e Christian sono entrambi genitori dei gemelli. Ma, a livello legale, dicono

C’è un enorme vuoto legislativo lasciato dal mancato inserimento della stepchild adotpion nella Legge Cirinnà che lascia ai sindaci il potere di legiferare sulle singole identità familiari. È la loro fede politica a decretare se i miei figli possono vaccinarsi o accedere al sistema sanitario nazionale“.

La coppia è uscita anche con un libro, Papà per scelta, pubblicato da Ultra; un progetto che i due avevano dentro da un po’, per la necessità di fare chiarezze su alcune cose.

Papà per scelta

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Carlo e Christian raccontano la loro meravigliosa famiglia tutta al maschile
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“Il libro nasce dall’esigenza di voler ripristinare una corretta informazione sulle dinamiche di una famiglia omogenitoriale, basata sulla realtà e non sulle opinioni strillate in un qualche comizio. È un libro fatto di racconti senza pretese romanzesche, mire propagandistiche o complicate intelaiature narrative. Ci piace considerarlo come un libro da ascoltare perché gli occhi serviranno per visualizzare il nostro mondo e riscoprirlo non così diverso da quelli di tutte le altre famiglie“.

Sfogliate la gallery per conoscere la meravigliosa famiglia di Carlo e Christian e leggere cos’altro ci hanno detto.

Non più "madre" e "padre", sulle CIE dei figli torna "genitori": la gioia dei Papà per scelta
Fonte: Carlo Tumino e Christian De Florio
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Articolo originale pubblicato il 22 Novembre 2019

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