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Perché per Natalia Aspesi "la vera coppia è quella omosessuale"

La signora delle Questioni di cuore, Natalia Aspesi, nei tanti anni passati a parlare di relazioni e sesso si è fatta un pensiero preciso sulle coppie. Le più vere? "Quelle omosessuali", ha dichiarato in un'intervista. E ha rivelato anche di aver avuto in gioventù un fidanzato omosessuale...

Era un ragazzo bello e simpatico ma sua mamma odiava le donne, preferiva che dormisse con dei giovanotti piuttosto che con me“.

Parola della signora delle Questioni di cuore, Natalia Aspesi, 90 anni nel 2019, da decenni impegnata per i diritti Lgbt, cui è appena stato conferito il premio “More Love”, consegnatole da Ambra Angiolini nell’ambito del 33esimo Mix Festival, la rassegna cinematografica dedicata proprio al mondo omosessuale e transgender.

Oggi se cominciano a dare fastidio a questi diritti – ha aggiunto la giornalista di Repubblica – bisogna ribellarsi. Se ci disturbano reagiamo, andando in piazza.

Del resto, per tutta la vita lei si è occupata di amore, di quelle questioni di cuore, appunto, che hanno dato il nome alla rubrica famosissima che dagli anni Novanta cura sul settimanale Il Venerdì di Repubblica; senza distinzioni, né pregiudizi chiaramente, in virtù di quella vasta esperienza acquisita dopo anni passati a rispondere ai dilemmi più o meno fantasiosi di lettori e lettrici.

Perciò, Natalia Aspesi ha le idee molto chiare su come le coppie funzionino, sui meccanismi precisi che le mandino avanti, e sul perché, talvolta, si rompano.

E la chiarezza l’ha anche quando indica quale sia la coppia migliore, quella “vera”.

La vera coppia è quella omosessuale – dichiarò nel 2017, in un’intervista per Repubblica – Un uomo e una donna si legano per amore, che nasce soprattutto dalla fisicità. Ma arriva un momento in cui questa fisicità si placa, e rimangono un uomo e una donna, ovvero due persone opposte, che molto difficilmente si capiscono. Tant’è che si disfano. Si disfano anche quelle omosessuali, per carità, però due uomini che hanno avuto un legame passionale restano un uomo e un uomo, ovvero due persone che hanno molto in comune. Si capiscono meglio, e hanno più comprensione nel tradimento.

La giornalista nell’intervista ha ripercorso anche gli anni passati a rispondere alle Questioni di cuore, alle domande poste proprio dagli omosessuali, dicendo: “Ho sempre cercato di rispondere al problema, non all’omosessualità, salvo quelli che, venendo da piccoli paesi, non trovavano il coraggio per rivelarsi. A loro ho sempre risposto come omosessuali”.

Lì, in quel contesto, anche la “confessione”, poi ribadita dopo aver ricevuto il premio a una vita fatta di comprensione e libera da ogni cliché:

Ho avuto, come tutte, un fidanzato gay. Alla fine degli anni ’50 i gay si fidanzavano tutti per non far capire che erano omosessuali.

Ma Natalia Aspesi, questioni di cuore a parte, sa benissimo che la società, e il mondo dei media in particolare, è ancora intriso di pregiudizi e cliché difficilmente abbattibili.

Il giornalismo è ancora pieno di stereotipi sulle donne – dice – l’essere maschio dà ad alcuni ancora l’idea di essere qualcosa di più, sicuramente di una femmina, ma probabilmente anche di un altro uomo che, essendo omosessuale, non esercita la sua funzione di imperio. I giornali, invece, anche in questo modo civile e democratico di parlare, tendono a seguire sempre il ‘politicamente corretto’. Io penso che se scrivo di un omosessuale che è un cretino, gli do la libertà di essere un cretino. È lo stesso discorso delle donne: prima non potevano essere toccate, ma ci sono in politica, ad esempio, donne fasciste o di estrema destra che io trovo orribili, non mi importa niente che siano donne. Così la vera parità degli omosessuali è poter dire che sono degli stronzi. Non sono santi, sono persone“.

Interpellata, com’è tipico della sua persona discreta e mai invadente né presuntuosa, Natalia Aspesi ha speso un pensiero anche sulla maternità surrogata, aperta non solo agli omosessuali ma a chiunque voglia intraprendere questo percorso per avere un figlio.

Come la maternità non è di tutti, io capisco che un uomo o un ragazzo vogliano avere un figlio. Non capisco le femministe contro, fa parte della storia delle donne.

In gallery abbiamo ripercorso la carriera e le idee di questa straordinaria donna.

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