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Galleria: Lo sfogo di Melissa Satta contro la morbosa curiosità per la vita privata dei vip

Lo sfogo di Melissa Satta contro la morbosa curiosità per la vita privata dei vip

Melissa Satta non ci sta, e in un lungo sfogo su Instagram se la prende con chi pensa che per lavorare si debba per forza mettere in piazza la vita privata.

Melissa Satta e Kevin Prince Boateng si sono detti addio, pur rimanendo in ottimi rapporti, dopo otto anni d’amore e un figlio, Maddox, nato nel 2014.

D’accordo, parliamo di due personaggi pubblici, di due volti notissimi della televisione e dello sport italiani, ma siamo sicuri che questo sia motivo sufficiente per calcare la mano e insistere, con una certa morbosità, sui dettagli più più privati dell’epilogo di questa relazione?

Anzi, addirittura, come denunciato dalla stessa Melissa in un sentito post pubblicato su Instagram, che sia la discriminante necessaria per trovare un ingaggio lavorativo?

Sia chiaro, la Satta ha una carriera ben avviata e non deve certo sgomitare per trovare un ruolo nello spettacolo, ma, a quanto si legge nelle parole scritte sul social, evidentemente anche a lei, recentemente, qualche porta in faccia è stata sbattuta. Tutta colpa, spiega, del desiderio di mantenere privata una faccenda che, in fondo, dovrebbe esserlo per natura, ovvero la fine del suo matrimonio.

Vi voglio raccontare una storia poco piacevole accaduta oggi – scrive la showgirl nel post del 9 luglio – domani avevo un volo alle 7 del mattino per fare uno shooting (servizio fotografico) per una nota rivista italiana… Da tempo era già stato tutto deciso e concordato, dal mood al fotografo, stylist, truccatore, parrucchiere, voli aerei, trasferimenti… Peccato che avevano tralasciato di concordare una cosa, l’intervista… Doveva essere un servizio moda, dato anche dal tipo di giornale non di certo di gossip. Invece stamattina ci è arrivata la richiesta di affiancare queste foto con delle dichiarazioni sulla mia vita privata.

In questi mesi ho cercato di tutelare e proteggere la mia famiglia: ho un bimbo piccolo che va a scuola e la mia priorità è che esca il meno possibile, in modo tale da proteggere anche lui da domande e curiosità della gente. Sono un personaggio pubblico e lo accetto, ma prima di tutto sono una donna e mamma che cerca di tutelare ciò che c’è di più importante, la famiglia e i figli.
Morale della favola, nel momento in cui è stato spiegato questo alle persone che si stavano occupando del mio servizio, la riposta è stata o fai l’intervista in questo modo o il servizio non ha senso.
Risultato? La nota rivista ha cancellato il servizio, senza calcolare la mia professionalità, decidendo quindi di tutelare esclusivamente l’interesse della testata.
Io penso che nessuno debba sentirsi così… Io lavoro in tv, faccio la modella… Ho sempre cercato di fare al meglio ciò che amo indipendentemente dal gossip…. Oggi però mi chiedo in che mondo viviamo… Perché una ragazza si debba sentire obbligata ad usare la propria vita privata per lavorare?! Per fortuna ho le spalle larghe… Ma spero che questo non capiti ad altre ragazze, donne, mamme che vogliono solo proteggere ciò che hanno di più caro.
P.S. Vergogna

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Vi voglio raccontare una storia poco piacevole accaduta oggi: domani avevo un volo alle 7 del mattino per fare uno shooting (servizio fotografico) per una nota rivista italiana… da tempo era già stato tutto deciso e concordato, dal mood al fotografo, stylist, truccatore, parrucchiere, voli aerei, trasferimenti... peccato che avevano tralasciato di concordare una cosa l’intervista... doveva essere un servizio moda, dato anche dal tipo di giornale non di certo di gossip. Invece stamattina ci è arrivata la richiesta di affiancare queste foto con delle dichiarazioni sulla mia vita privata. In questi mesi ho cercato di tutelare e proteggere la mia famiglia: ho un bimbo piccolo che va a scuola e la mia priorità è che esca il meno possibile in modo tale da proteggere anche lui da domande e curiosità della gente. Sono un personaggio pubblico e lo accetto, ma prima di tutto sono una donna e mamma che cerca di tutelare ciò che c’è di più importante, la famiglia e i figli. Morale della favola nel momento in cui è stato spiegato questo alle persone che si stavano occupando del mio servizio, la riposta è stata o fai l’intervista in questo modo o il servizio non ha senso. Risultato? La nota rivista ha cancellato il servizio, senza calcolare la mia professionalità, decidendo quindi di tutelare esclusivamente l’interesse della testata. Io penso che nessuno debba sentirsi così… Io lavoro in tv, faccio la modella... ho sempre cercato di fare al meglio ciò che amo indipendentemente dal gossip.... oggi però mi chiedo in che mondo viviamo... perché una ragazza si debba sentire obbligata ad usare la propria vita privata per lavorare?! Per fortuna ho le spalle larghe… ma spero che questo non capiti ad altre ragazze, donne, mamme che vogliono solo proteggere ciò che hanno di più caro. P.S. Vergogna

Un post condiviso da Melissa Satta (@melissasatta) in data:

Melissa, come da lei stessa spiegato nel post, conosce perfettamente le gioie e i dolori dell’essere un personaggio pubblico. Sa che la macchina del gossip non è disposta a rallentare neppure di fronte a separazioni ed eventi dolorosi, e che spesso sia anzi abitudine diffusa (per alcuni) scandagliare i dettagli più morbosi al solo scopo di vendere di più. Ha sempre accettato polemiche e critiche dovute alla sua inevitabile esposizione mediatica, come nel caso delle foto sul jet privato in cui Maddox giocava con alcune banconote, e non ci risulta abbia mai fatto alcunché per nascondersi, esibendo molto della propria vita sui social.

È però lecito, da parte dei professionisti del settore, subordinare l’ingaggio professionale o l’assunzione di qualcuno alla richiesta di dare in pasto al pubblico quei dettagli che si vorrebbero tenere per sé, se non altro a salvaguardia dei figli? È deontologicamente corretto annullare un contratto solo perché il personaggio pubblico non è disposto a incentrare il lavoro sul pettegolezzo riguardante la propria vita privata?

Per noi la risposta è chiara.

È invece lecita la volontà di Melissa Satta di lavorare indipendentemente da quanto accade alla sua vita, di raccontare e fornire particolari solo laddove lei lo senta o lo voglia e non perché “costretta” dal “ricatto” di perdere l’ingaggio. 

Perché, di pari passo all’essere un personaggio popolare, se non prima ancora di ciò, esiste anche una dimensione umana e personale che non c’entra niente con la fama, il successo e la notorietà. Che è quella di madre intenzionata a proteggere un bambino già coinvolto nella separazione dei genitori, e di donna che comunque sta affrontando un divorzio doloroso.

E se a nessuno di noi, poveri comuni mortali, accade di essere licenziati perché non si ha intenzione di raccontare in ufficio ciò che succede fra le mura di casa nostra, non si capisce perché dovrebbe essere annullato il contratto di Melissa Satta che non intende accettare un aut aut che suona come “O ci dai un po’ di gossip oppure non se ne fa niente”.

Noi stiamo totalmente dalla parte di Melissa.

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