Nel 2016, più o meno un anno prima dello scoppio dello scandalo Weinstein che ha travolto Hollywood, è stato il mondo della televisione americana a finire al centro di una sordida storia di molestie sessuali; più precisamente, il braccio destro del magnate Rupert Murdoch, e Ceo del canale Fox News, Roger Ailes, accusato da due giornaliste di punta dell’emittente (seguite poi da molte altre) di atteggiamenti inappropriati.

All’epoca, pochi, in realtà, non conoscevano il nome di una delle più importanti accusatrici di Ailes, Megyn Kelly, anchorman principale di Fox News e moderatrice di svariati dibattiti presidenziali, nonché giornalista passata alla storia per essere stata l’unica a mettere seriamente in difficoltà l’allora candidato alla Casa Bianca Donald Trump; così come un volto celebre era pure Gretchen Carlson, la prima ad accusare pubblicamente il Ceo, dopo il licenziamento da Fox.

Ma chi sono esattamente i protagonisti di questa storia e, in particolare, queste due donne che hanno saputo sfidare, con infinito coraggio, la macchina maschilista?

Chi è Megyn Kelly, la donna delle domande “imbarazzanti” a Trump

Fonte: Fox

Con una laurea in legge e un passato da avvocato, dopo il trasferimento a Washington e la gavetta come giornalista per la WJLA, Megyn viene assunta a Fox News nel 2004; dopo varie collaborazioni, le viene affidato il programma America Live with Megyn Kelly nel 2010, grazie al quale ottiene l’attenzione del pubblico, soprattutto dopo la conduzione dello speciale per le elezioni presidenziali statunitensi del 2012.

Prende una pausa dal lavoro per il congedo di maternità e, al rientro, inizia a condurre The Kelly File, un programma serale in onda durante la settimana, che diventa il secondo programma più visto dopo quello di Bill O’ Reilly.

Ma saranno le elezioni seguenti, quelle del 2016, a farla passare definitivamente alla storia; è proprio lì, infatti che, comincia la faida con l’allora candidato Donald Trump. Precisamente il 6 agosto 2015, al primo dibattito presidenziale repubblicano, quando Megyn chiede a Trump di giustificare le sue frasi sessiste, prendendone una a esempio:

Hai definito le donne che non ti piacciono grasse maiale, cagne, sciatte e animali disgustosi.

Se nell’occasione il magnate aveva risposto dandole dell’oca, nei giorni seguenti si era scatenato sia sui social che sui media.

La giornalista, invece, aveva fatto sapere che non si sarebbe scusata per “aver fatto del buon giornalismo“.

Trump aveva continuato a criticare Kelly anche alla CNN: “C’era sangue che le usciva dagli occhi, sangue che le usciva ovunque” e, in generale, in tutte le occasioni pubbliche in cui poteva farlo, fino a decidere di non prendere parte al nuovo dibattito che si sarebbe svolto a Des Moines, in Iowa, proprio perché a moderarlo ci sarebbe stata ancora la giornalista.

I due si sono poi incontrati nuovamente a Detroit, e anche stavolta Kelly non ha perso l’opportunità per punzecchiare Trump, stavolta puntando sulle critiche alla Trump University, cui il Better Business Bureau aveva attribuito un rating molto basso, e sul tema immigrazione, notando come l’ormai presidente avesse improvvisamente cambiato posizione sulla questione dei visti.

Ma la battaglia personale di Megyn Kelly contro il sessismo è andata avanti e si è fatta più importante quando, nel 2017, lascia la rete che ne aveva fatto una degli anchor di punta, dopo la denuncia di Gretchen Carlson, che aveva accusato il direttore Roger Ailes di comportamenti inappropriati di natura sessuale.

Le sue accuse a Roger Ailes

Quando il braccio destro di Rupert Murdoch, proprietario della Fox, è stato travolto da un vero e proprio scandalo sessuale, nel luglio 2016 Megyn Kelly si è aggiunta alle molte donne, a partire da Gretchen Carlson, che lo accusavano di averle molestate sessualmente.

Kelly ha accusato Ailes di aver cercato forzatamente di baciarla e di averle chiesto sue foto nuda in diverse occasioni.

Mi è stato chiesto di fare il giro per lui, così che riuscisse a vedere il mio corpo interamente – ha rivelato recentemente – e, Dio mi aiuti, l’ho fatto. Se non capite quanto sia umiliante non posso spiegarlo. Darei qualsiasi cosa per tornare indietro e dire di no.

Chi è Gretchen Carlson, la donna da cui è partito tutto

Fonte: web

Dopo una parentesi alla CBS, nel 2005 Gretchen entra a far parte di Fox News Channel, diventando uno dei volti più conosciuti e conducendo, dal 2008, Fox & FriendsThe Real Story with Gretchen Carlson.

Il 23 giugno del 2016 Gretchen viene licenziata da Fox News, e ai primi di luglio lei denuncia il Ceo del canale, Roger Ailes, motivando il suo licenziamento per il rifiuto alle avances sessuali dell’uomo.

Carlson ha dipinto l’allora presidente della Fox come un molestatore sessuale seriale, rivelando che lui, durante un incontro, le avrebbe detto

Penso che io e te avremmo dovuto iniziare una relazione anni fa, che avrebbe reso felice sia me che te.

Al suo rifiuto, Ailes si sarebbe vendicato riducendole prima il salario, poi le apparizioni in tv, quindi licenziandola. L’ha inoltre definita una “mangia-uomini”. Sembra che Fox News si sia dichiarata disposta a pagare la somma di venti milioni di dollari per mettere definitivamente a tacere le voci su Ailes, sottolineando anche in un comunicato il proprio dispiacere nei confronti di Gretchen per “il fatto che non sia stata trattata con il rispetto e la dignità che lei e tutti i nostri colleghi si meritano“.

Dal canto suo, la Carlson ha portato avanti la sua battaglia anche attraverso una campagna social e l’hashtag #StandWithGretchen, invitando tutte le lavoratrici, nel settore dei media e non, a denunciare i soprusi subiti sul luogo di lavoro.

Finalmente mi danno la possibilità di cominciare un capitolo nuovo della mia vita, nel quale raddoppierò il mio impegno per l’empowerment delle donne sui luoghi di lavoro.

Ha inoltre dichiarato.

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Chi era Roger Ailes, il numero uno della Fox

Fonte: web

Ailes è stato uno dei più importanti dirigenti televisivi e consulenti nel settore della comunicazione, consulente di fiducia di alcuni presidenti USA, tra cui Richard Nixon, Ronald Reagan e George H. W. Bush, reso ancor più celebre dalla serie The Loudest voice, in Italia in onda su Sky Atlantic, in cui a interpretarlo è stato Russell Crowe.

In quella serie, peraltro, si è cercato in qualche modo di riabilitare la sua figura caduta in disgrazia proprio dopo lo scandalo di Carlson e Kelly, cui si sono aggiunte nel tempo altre donne. Da Ceo e presidente di Fox News e Fox Television Stations, Ailes si è dovuto dimettere, su pressione di Murdoch e dei figli, proprio dopo quelle accuse. È morto il 18 maggio 2017, a 77 anni.

“Bombshell”, il film ispirato alla storia: le differenze con la realtà

Fonte: Bombshell

È di quest’anno il film Bombshell – La voce dello scandalo, diretto da Jay Roach e con un cast femminile d’eccezione che vede tra le protagoniste Charlize Theron, Nicole Kidman e Margot Robbie.

Candidato a tre premi Oscar, Bombshell è ispirato alla vera storia di Megyn Kelly e Gretchen Carlson, con qualche ovvia “aggiunta” cinematografica che si ritrova, ad esempio, nel personaggio di Kayla Pospisil, interpretato dalla bellissima Margot Robbie, il terzo personaggio femminile della pellicola.

Molti si sono chiesti se questa donna sia reale, ma la risposta è no: potremmo infatti dire che Kayla sia la somma delle testimonianze di diverse donne, che hanno accusato Ailes, raccolte dal regista Jay Roach. È stato lui stesso a confermarlo, in un’intervista per IndieWire: “Non vogliamo rivelare le identità delle persone con cui abbiamo parlato. Stiamo cercando di proteggerle“.

Anche Charlize Theron, ospite di Ellen DeGeneres, ha spiegato: “Abbiamo usato molto materiale di base per inventare la storia e abbiamo anche parlato con molte donne che facevano parte della storia. Alcune di loro lavoravano ancora alla Fox. Molte erano terrorizzate all’idea che potessimo usare i loro veri nomi“.

Il fatto che Kaya, vittima anch’essa delle molestie di Ailes, sia un personaggio fittizio non rende comunque meno gravi, o scandalosi, gli atteggiamenti che le vengono rivolti nel film, soprattutto se pensiamo che essi non siano altro che la “raccolta” di quanto molte donne, vere, hanno raccontato.

Potete vedere il trailer italiano del film a questo link, mentre in gallery vi riveliamo altre particolarità su Bombshell e vi mostriamo l’incredibile somiglianza delle attrici con le protagoniste reali della storia.

"Bombshell": il coraggio di essere le prime a denunciare a ogni prezzo
Fonte: una scena del film Bombshell
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Articolo originale pubblicato il 27 Febbraio 2020