Marta Vieira da Silva, la Pelè del calcio: dalla miseria più nera alla vita da bomber

Un impressionante palmares di trofei e una volontà di ferro che l'ha portata anche a diventare ambasciatrice per l'ONU: la storia della calciatrice Marta Vieira da Silva

Nominata per sei volte come miglior giocatrice di calcio del mondo, ambasciatrice dei Mondiali del 2014 in Brasile al fianco di star come Ronaldo e Bebeto, portabandiera alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 e miglior marcatrice della storia dei Mondiali di calcio femminile: Marta Vieira da Silva è una vera leggenda.

Oltre a essere una grandissima sportiva, tra le migliori di sempre nella sua disciplina, la calciatrice brasiliana ha utilizzato la sua fama per lanciare un messaggio positivo alle bambine e ragazze di tutto il mondo. Come Ambasciatrice di Buona Volontà dell’Onu, ha raccontato la sua storia per ispirare chi ha un sogno che sembra impossibile da realizzare.

Ho iniziato a giocare a calcio quando avevo 7 o 8 anni. Vengo da una cittadina molto piccola e in quel momento nessun’altra ragazza giocava a calcio nella mia città. La gente diceva che il calcio non era per le donne e la mia famiglia non doveva lasciarmi giocare. Hanno detto che non ce l’avrei fatta, che non ero abbastanza brava. Da bambina, non capivo davvero perché le persone fossero così contrarie a vedermi giocare, visto che potevo giocare bene! Ho reagito mostrando il mio talento in campo.

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Oggi, voglio usare la mia storia per responsabilizzare le ragazze di tutto il mondo, per lavorare verso il loro obiettivo, in qualunque area possa essere – nello sport, nella vita, nel lavoro. La mia più grande ispirazione è stata mia madre. Veniamo da una famiglia umile; mia madre si è separata da mio padre quando avevo meno di un anno e ha cresciuto quattro figli da sola. Lavorava tutto il giorno, aveva poco tempo da trascorrere con noi, ma non si è mai arresa. Ho trovato in lei la forza per andare avanti.

Le sue abilità sul campo e lo stile di gioco l’hanno portata a diventare una vera celebrità, ma è stata la sua tenacia fuori dal campo a definirla. Ha lottato e continua a lottare per la parità di retribuzione sia per il calcio maschile sia per quello femminile e sta aiutando le generazioni future ad avere accesso a maggiori opportunità.

Dovremmo investire molto di più nello sport. Oggi la sfida più grande per le atlete è la mancanza di opzioni per praticare sport e la mancanza di investimenti nello sport. Hanno meno supporto, meno opzioni di formazione e questo rende più difficile scoprire il loro talento.

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Marta Vieira da Silva, la Pelè del calcio: dalla miseria più nera alla vita da bomber
Fonte: Facebook / Marta Vieira da Silva
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