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Galleria: Marco Giallini: “Mia moglie era tutto. Se n’è andata senza che potessi dirle ciao”

Marco Giallini: "Mia moglie era tutto. Se n'è andata senza che potessi dirle ciao"

A distanza di sette anni dalla scomparsa della moglie, Marco Giallini la ricorda con tenerezza e nostalgia. "Era il mio tutto, non ho fatto neppure in tempo a dirle ciao".

Marco Giallini: “Mia moglie era tutto. Se n’è andata senza che potessi dirle ciao”

Marco Giallini: "Mia moglie era tutto. Se n'è andata senza che potessi dirle ciao"
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Marco Giallini è uno degli attori più apprezzati del panorama cinematografico italiano, tanto che un grande come Ettore Scola, che lo conobbe praticamente agli esordi, lo definì “uno con la faccia da commedia all’italiana”.

Mica male come complimento, se si pensa ai capolavori che il filone ha regalato alla cultura del nostro paese dal dopoguerra in poi, da I nuovi mostri fino a Divorzio all’italiana, passando per le centinaia di altri titoli che hanno dato lustro e gloria al genere.

In effetti il regista di C’eravamo tanto amati ha dimostrato, con il Giallo – com’è soprannominato fin da ragazzino l’attore romano – di avere buon occhio e un discreto spirito di osservazione, tanto che Marco ha preso parte a qualcosa come quaranta film nell’ultimo ventennio.

Il più recente, Io sono tempesta, diretto da Daniele Luchetti, è in uscita il 12 aprile 2018, e lo vede impegnato nei panni di Numa, un losco figuro che, condannato per affari illeciti e affidato ai servizi sociali, sarà costretto a frequentare un gruppo di poveri che tenterà di corrompere moralmente fino all’ultimo. Intervistato da Vanity Fair su questo e molto altro Giallini lo definisce infatti “Un personaggio scorretto che sarebbe piaciuto a Risi o a Scola“.

Ma nello sguardo sornione e affascinante dell’attore che, ancora oggi, dichiara di non sopportare il centro di Roma e di vivere in campagna e confessa che il soprannome affibbiatogli dagli amici è “Dottor Divago” – “Inizio un discorso, lo apro, mi entusiasmo, non lo chiudo e poi, con la stessa frenesia, cambio argomento. Sono sempre stato curioso” – emerge ancora, in profondità, il dolore per la perdita della moglie, Loredana. Scomparsa nel 2011 per un’emorragia cerebrale che non le ha lasciato scampo, uccisa dal male senza che lui avesse il tempo di salutarla.

A distanza di sette anni da quel lutto che ha sconvolto la sua vita, Giallini si è aperto con Vanity Fair parlando senza timori né imbarazzi di quel dolore ancora vivido in lui. Abbiamo raccolto le sue parole nella nostra gallery.